Pornografia@Teatro Grassi Milano - Gufetto Magazine

Pornografia@Teatro Grassi Milano

 

Romanzo provocatorio e ironico del polacco Witold Gombrowicz (Maloszyce 1904 – Vence 1969), autore dalla vita travagliata e soggetto a censura in patria dal 1957 al 1986, Pornografia è pubblicato nel 1960 quando vive in Argentina dove si è rifugiato dal 1939 approfittando di una crociera gratuita quale giornalista.

 

L’opera, ambientata all’inizio della seconda Guerra Mondiale, racconta di Witold e Federico - impersonati dai bravissimi Riccardo Bini e Paolo Pierobon - due uomini di mezza età diventati amici forse per essersi trovati in sintonia sul piano di un’immaturità macroscopica, espressa attraverso una perversa fantasia erotica che li trasforma in voyeur non solo capaci di guardare la vita altrui, ma di provocare situazioni al limite dell’assurdo per gratificare la loro morbosità.

 

E non basta il conflitto con l’invasione tedesca della Polonia e relativa resistenza a portare sulla via di un maggiore raziocinio i due (ospiti di un loro conoscente in una villa di campagna vicino a Ruda) che anzi spinti forse da una certa noiosa monotonia, almeno in confronto alla vita di Varsavia, coltivano i loro desideri più reconditi, inappagati e perversi. Allo scopo di soddisfarli i nostri ‘antieroi’ cercano di suscitare un’attrazione tra due giovani: Enrichetta (la figlia dell’ospite) e Carlo (un giovane che lavora in casa) che sono belli, innocenti e assolutamente indifferenti l’un l’altro diversamente da quanto fantasticato dai potenziali guardoni che immaginano tra i due uno straordinario e inconsapevole sex-appeal.

 

Un’altra sfida di Luca Ronconi che ama portare in teatro i romanzi non tradotti in un testo teatrale, ma attraverso una lettura analitica della narrazione realizzata per mezzo degli strumenti teatrali cominciando proprio dagli attori (che si trovano in una scena assolutamente spoglia con quinte che si aprono facendo scorrere su rotaie sedili di un treno, un altare…) per i quali l’io narrante non coincide con l’io del personaggio-attore, si mima il romanzo attraverso il teatro.

 

Niente pornografia e niente turpiloquio, ma un linguaggio sottilmente e continuamente allusivo a una sensualità infiammata e prepotente che sfocerà in azioni parossistiche pur di ottenere il coinvolgimento dei due giovani.

Uno spettacolo dalla complessa partitura drammatica, non facile, molto intellettuale e comunque da non perdere per entrare nel mondo di Ronconi e di Gombrowicz che in chiave metaforica effettua anche un’azione di condanna nei confronti del credo imperante all’epoca in Polonia e di accusa verso il movimento partigiano polacco durante il secondo conflitto mondiale.

 

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