Lezioni Americane@Teatro San Babila Milano - Gufetto Magazine

Lezioni Americane@Teatro San Babila Milano

 

Giorgio Albertazzi (Fiesole, 20 agosto 1923), nato qualche mese prima rispetto a Italo Calvino (Santiago de Las Vegas de la Habana, 15 ottobre 1923 – Siena19 settembre 1985), porta avanti da alcuni anni con successo uno spettacolo in cui il noto attore e regista interpreta la parte dello scrittore (la cui vita è stata caratterizzata da un profondo impegno civile, politico e culturale) che sta preparando le famose Lezioni americane.

Si tratta di cinque conferenze scritte nel 1985 - ciascuna delle quali prende spunto da un valore della letteratura considerato fondamentale da Calvino ed espresso secondo una gerarchia decrescente: Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità (Coerenza, la sesta, avrebbe dovuto essere elaborata in America) - per le “Charles Eliot Norton Poetry Lectures” della Harvard University, impegno, previsto per l’anno accademico 1985/1986, di grande prestigio in quanto Calvino sarebbe stato il primo Italiano.

 

L’improvvisa scomparsa manda in fumo il progetto mentre gli appunti vengono pubblicati postumi prima in inglese e poi in italiano dalla moglie Esther Judith Singer con il titolo Lezioni americane - Sei proposte per il prossimo millennio.

 

Albertazzi, rivestiti i panni di Calvino e guidato dalla sapiente regia di Orlando Forioso, affronta la prima lezione sulla “leggerezza” coadiuvato da una sua allieva che prende appunti, registra e filma la lezione, chiede spiegazioni e fornisce riassunti parziali al pubblico che diventa classe cui trasmettere elementi fondanti la letteratura.

 

E così il nostro professor Albertazzi-Calvino con grande freschezza intellettuale in un novantenne che non si fa problemi di avere perso lo charme della giovinezza - seduto a una scrivania stracolma e fantasiosa - dialoga, argomenta, racconta e narra giocando con la parola che tesse concetti intervallati da qualche musica eseguita in diretta da una brava e riservata violoncellista mentre sullo sfondo scorrono in diretta le scene registrate dalla giovane allieva oppure altri lavori di Albertazzi.

 

Fluiscono celeberrime poesie e brani classici della letteratura mondiale in uno spettacolo che per l’impegno delle argomentazioni potrebbe essere meno godibile se non fosse glossato dallo stesso Albertazzi sempre in dialogo sul palco con l’allieva che diviene mediatrice di cultura come succedeva nell’antico sistema pedagogico in cui l’alunno più bravo coadiuvava il Maestro.

 

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