Come vi piace@Teatro Carcano Milano - Gufetto Magazine

Come vi piace@Teatro Carcano Milano

Meno messa in scena rispetto ad altri capolavori di William Shakespeare (Stratford-upon-Avon 1564 - 1616), Come vi piace (As you like it) è una commedia che rappresenta nell’ambito della sua produzione un esperimento letterario allegro e intricato, frutto della fantasia matura del drammaturgo e insieme un archetipo della commedia romanzesca pastorale, genere forse non amatissimo dal Bardo, con un divertente intreccio di equivoci e travestimenti.

Scritta in cinque atti tra il 1599 e il 1600 e pubblicata nel 1623, è ambientata in Francia, in particolare nella Foresta di Arden dal fascino incantato dove si rifugia un gruppo di fuoriusciti dalla città ricca di veleni alla quale si contrappone in positivo l’esistenza a contatto con una natura che stimola la parte buona dell’uomo rigenerandolo.

Indipendentemente dalle opinioni critiche a volte contrastanti, la commedia risulta particolarmente godibile non solo per la grande rilevanza data da Shakespeare a Rosalinda, figura femminile a tutto tondo, ma anche per il singolare adattamento che con la regia di Maurizio Panici coniuga musica popolare - rielaborata da Ambrogio Sparagna ed eseguita dal vivo - che riproduce i suoni tipici della taranta, con il testo seguito fedelmente anche se un po’ attualizzato: il risultato è una calda e trascinante vivacità.

 

Nella mitica foresta, con gli alberi icasticamente rappresentati da grosse corde e i costumi ispirati al Giappone come il resto della scenografia, la vita scorre tranquilla e serena e non a caso vi ha trovato rifugio il Duca esiliato (interpretato con sapienza dallo stesso Maurizio Panici), padre di Rosalinda con una parte della sua corte tra cui il fido amico Jacques (impersonato dal bravo Sergio Basile) “il melanconico” - una sorta di alter ego di Shakespeare che nel monologo sulla caducità della vita umana così gli fa sentenziare “La vita è un palcoscenico” - e dove vi giungeranno la stessa Rosalinda (impersonata in modo garbatamente moderno da Annamaria Troisi) celata negli abiti maschili di Ganimede e Celia, l’adorata cugina (figlia dell’usurpatore), in compagnia del riuscitissimo “matto” giullare che veglia alla sua maniera sulle due donne.

 

Uno spettacolo vivace e dinamico in cui attraverso musica e parole si dialoga riflettendo sul potere spesso alla base di corruzione e violenza di cui è vittima Orlando, figlio minore di Sir Rolando De Blois, ben reso da Leonardo Lidi e sul doppio esistente in ciascuno di noi.

 

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