Cantando sotto la pioggia@Teatro Carcano Milano - Gufetto Magazine

Cantando sotto la pioggia@Teatro Carcano Milano

 

Deliziosamente piacevole Cantando sotto la pioggia (Singin’ in the Rain), celebre, anzi il miglior musical di tutti tempi - più noto da noi per la versione cinematografica del 1952 (diretta anche per la parte coreografica da Stanley Donen e Gene Kelly e interpretata da Gene Kelly, Debbie Reynolds e Donald O’Connor) che per l’originale di Broadway -nella nuova produzione della Compagnia di Corrado Abati.

Intatta la storia ambientata nello scintillante e apparentemente signorile mondo di Hollywood a fine anni ’20, epoca del passaggio dal cinema muto a quello sonoro, con sorprese e difficoltà di adattamento per le vecchie star alcune delle quali si rivelano poco adatte a conservare il ruolo di dive avendo ‘ricevuto in dono’ da madre natura una voce inadatta, se non gracchiante, come nel caso della bionda e inconsistente Lina Lamont che gelosa e umiliata per non avere fatto cadere ai suoi piedi Don Lockwood, il suo partner sullo schermo, ricorre a mezzucci dozzinali pur di danneggiare la bella e intelligente fanciulla, un’attrice di prosa, cantante e ballerina di cui egli si è invaghito.

Ma “chi semina vento raccoglie tempesta” e vale la pena di assistere allo spettacolo per conoscere l’evoluzione della storia.

Una versione veramente gradevole che non gioca a introdurre novità per rendersi più accattivante, ma riporta gli spettatori in quel clima di meravigliata scoperta di un cinema che sta crescendo e si evolve così come il gusto di una società che gode di un benessere che sarà spazzato dalla crisi del ’29, ma qui tutto è ancora sogno, frivolezze, speranze e anche sentimenti veri che spesso riescono a vincere l’imbecillità e le piccolezze umane.

E la pioggia non rappresenta tristezza e dolore, ma elemento musicale che accompagna con il suo piacevole scendere e scrosciare l’euforica felicità del giovane innamorato e poco importa se non scende veramente, fatto che avrebbe comportato soverchio impegno non solo economico, ma i costumi e gli ombrelli danno l’illusione di una temperie umida: d’altra parte gli spettatori milanesi e non solo tormentati dalle continue piogge desolatamente reali non possono che essere felici per una temporanea sospensione di un fenomeno che pare non volere dare tregua!

Belli i costumi e le scenografie e bravi e armoniosamente coordinati i protagonisti di uno spettacolo che si mantiene misurato e composto e  molto gratificante per tutte le età.

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