Gufetto Magazine

Last Broadcasting Station (L.B.S:)

TITOLO: LSB (Last. Broadcasting. Station.)
GENERE: Rock
 

Niccolò Bossini QBNB

QBNB è il titolo dell’album di debutto di Niccolò Bossini, uscito nei negozi di musica lo scorso 5 giugno e distribuito da EDEL. Il nostro ragazzo sicuramente non è un dilettante, infatti è sulla scena musicale da quasi quindici anni. Con QBNB il nostro Nik si presenta alla scena musicale come cantautore, anche se aveva già sperimentato questo mondo con i Raw Power e successivamente con i The Teachers. Quest’album presenta nove tracce, un genere che potremmo definire “quasi” uno sporco punk-rock giovanile. Ho riscontrato un certo apprezzamento in Niccolò Bossini sia a livello vocale che musicale, dato anche dal fatto che c’è uno stretto legame, non solo musicale, ma anche di amicizia tra il nostro cantante e la sua band, dunque non posso non consigliarvi questo album. Se volete avere un assaggio del suo stile visitate la sua pagina facebook, sono sicuro che ne resterete colpiti.
 

KOINE' la ballata dei panni sporchi

Dopo il loro esordio avvenuto nel 2005  con l’EP intitolato “Senza Tranquillità”, prodotto da Alka CNI Music e distribuito nei migliori negozi di musica da Venus, i Koinè, questa band Ferrarese, si ripropone  con un nuovo album dal titolo  “Come Pietre”, questa volta prodotto da GCM Factory, distribuito da Alka Record label e promosso da AlkaNetwork.
 

VIOLASSENZIO nel dominio

Finalmente nel nostro paese si fanno ancora sentire gruppi di ragazzi che con la loro grinta cercano di far rivedere uno spiraglio di luce alla musica Rock italiana. Grinta dunque, ma anche rabbia fermezza risolutezza e tutto ciò che il genere rock ha bisogno per riemergere. Avrete sicuramente capito che sono rimasto colpito dalla loro musica, anche se non posso dire lo stesso per quanto riguarda i loro testi.
 

Zibba vince con il suo quarto disco il premio Tenco

“Come il suono dei passi sulla neve”, l’album di ZIBBA E ALMALIBRE, vince la Targa Tenco come miglior album dell'anno, a pari merito con “Padania” degli Afterhours. Il cantautore ligure ritirerà sabato 8 dicembre a Novara il prestigioso riconoscimento che in passato è stato, tra gli altri, di importanti autori come Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Franco Battiato, Giorgio Gaber, Ivano Fossati e Paolo Conte.
 

GUIGNOL - Addio cane

Realizzato a inizio 2012 con la collaborazione di Francesco Campanozzi  (Le gros  ballon, Fabrizio Coppola, Alessandro Fiori) e Paolo Perego degli Amor Fou, registrato presso lo studio Casa Medusa di Milano, è adesso disponibile il quarto lavoro dei Guignol. I quattro milanesi non deludono e riconfermano la loro bravura in un disco che loro stessi definiscono “di svolta”. Il blues, già parte del loro background musicale, in questo lavoro spicca e trascina. Le tematiche rimangono quelle tipiche dei Guignol: la critica sociale condita da una marcata vena ironica.
 

KOINE’ – il rumore dei sassi

 
Dopo più di quattro anni di silenzio tornano sulla scena discografica i Koinè con il loro nuovo album “Il rumore dei sassi”.
 

7 GRANI - di giorno e di notte

 
I 7grani tornano con il loro secondo lavoro: “Di giorno e di notte”. Il gruppo nasce a Como nel 2003 ed è formato dai tre fratelli Settegrani – Fabrizio alla voce e alla chitarra acustica, Flavio al basso e Mauro alla chitarra elettrica – coadiuvati in questo ultimo lavoro da Ivan Ciccarelli alla batteria; Raffaele Kohler, tromba e flicorno; Domenico Mamone al sassofono; Luciano Macchia al trombone; Mirko Chighine, cori e Massimo Faggioni, synth.
 

OTTODIX Robosapiens

È arrivato il nuovo album di Alessandro Zannier, in arte OTTODIX, con il titolo ROBOSAPIENS. Lavoro dedicato interamente ai miti della fantascienza oramai dimenticate e in parte sommerse  dalle nuove tecnologie sempre più all’avanguardia. Dedicato anche a quelle persone che si sono cresciute con le navicelle spaziali, che per la prima volta hanno sentito parlare di intelligenza artificiale, che hanno visto e vissuto sulla propria pelle l’inizio della lenta chiusura  delle ferite causate dalla guerra fredda, fino ad arrivare agli "ufo robot" giapponesi che negli anni '70 e 80’ hanno cresciuto le generazioni dei trenta / quarantenni di oggi con il mito della tecnologia e di un futuro fantascientifico. Ottodix, sicuramente una persona sempre più all’avanguardia, sempre più a passo con i tempi per quanto riguarda le nuove tecnologie elettroniche in campo musicale, grazie anche alle varie sperimentazioni fatte dall’artista nei vari anni d’attività su questo genere musicale in continuo mutamento. I Theremin gli organi elettrici e i suoni utilizzati  in "Robosapiens", conferiscono al disco quel tono di modernità tinteggiata da echi vintage che rimanda alle atmosfere dei film spaziali anni '60 e '70. Il 20 Settembre 2011 la città di Marsiglia in Francia ha ospitato la mostra  d'arte contemporanea "Robosapiens show" di Alessandro Zannier. Non solo, dunque, cantante e musicista, ma anche artista visivo - in cui si sono esposte opere ispirate all'album.
 

ELY BRUNA Remember the Time

Voce morbida e sottile, come una leggera brezza estiva, davvero fragile, troppo delicata per un grido, rischierebbe di frantumarsiin un istante. Questa è la bellissima voce di Ely Bruna artista di Remember Time. Ely nasce nel 1986  in Messico ma si trasferisce quasi subito negli Stati Uniti per approdare poi qui in Italia. Parla correttamente lo Spagnolo l’inglese e l’italiano, grazie anche al fatto di essersi cresciuta in terre diverse. Grazie alla sua voce viaggia molto,  in Italia è ospite in molte trasmissioni televisive, non  solo, collabora come autrice con  Mario Biondi in due suoi CD.  Questo è il primo album a suo nome ed è un lavoro dedicato in gran parte ai rifacimenti in stile soul-jazz di brani degli anni ’80 e ’90, rivestiti però  di  un velo completamente diverso dalle versioni originali. Il risultato è decisamente apprezzabile per la maggior parte dei brani contenuti in questo cd, come la numero 14 chiamata “1986’’, che a mio parere è la canzone che più si fa apprezzare all’interno di quest’album. “Remember the time” è il risultato  nato anche della collaborazione tra la nostra cantante ed il produttore Nerio Poggi Papik, un lavoro fatto da una  persona che porta con se un gran dono, una voce stupenda, e dai gusti decisamente raffinati di Papik. Un album che, non potrà far altro se non inebriare  il vostro animo attraverso le note di grandi musicisti e ammorbidire i vostri pensieri attraverso la stupenda voce di Ely Bruna
 

DUBBY DUB Rock’n’roll Head

Pubblicato con ALKA record label Il loro album si chiama ROCK’N’ROLL HEAD e loro sono i DUBBY DUB. Un album nato dalla collaborazione di quattro ragazzi movimentati e aggressivi, ambiziosi e soprattutto innovativi. La loro storia ha origine nel 2001 nella provincia Ferrarese, all’epoca Mauro e Andrea Pulga, erano voce e basso degli H-STRYCHNINE, band conosciuta nella scena hard-core italiana, danno forma col tempo, grazie anche all’incontro con Enrico Negri e Flavio Tomei, ai DUBBY DUB. ROCK’N’ROLL HEAD è un album aggressivo, accattivante, che si infila con prepotenza nella scena ‘’ROCK’’ Italiana. Si presenta con una copertina raffigurante un bambino intento ad accendersi una “sigaretta’’ , composto da undici tracce tumultuose , anche se di breve durata, ma abbastanza per sollevarvi da terra e scuotervi per poco più di mezz’ora. Questo è un album a mio parere innovativo e azzardato. Questo non vuol essere da parte mia una sorta di affermazione negativa, bensì positiva. Abbiamo bisogno di novità, soprattutto nel mondo che gira intorno alla musica Rock italiana. Vi state chiedendo perché azzardata? Bene... Fin da subito i Dubby Dub decidono di posare e di non utilizzare più il basso nelle loro canzoni. Ne esce fuori una novità. Riescono senz’altro ad esprimere al meglio la loro grinta e il loro stile. Voce, tre chitarre, una batteria e l’assenza toltale di un basso fa di quest’album un terremoto inaspettato, grintoso e innovativo. Ne esce fuori un sound che esprime al meglio lo spirito dei Dubby Dub.
 

EMILIO REZ Planetario

Planetario – Emilio Rez viaggia nell’etere a propulsione House, Pop, Rock ed Electro Funk
 

GIANLUIGI COSI cantare fa bene all'amore

Cantare fa bene all’amore e lo sa bene Gianluigi Cosi, cantautore brindisino che ha appena pubblicato questo suo nuovo lavoro da solista. Questa formula magica, Gianluigi, l’ha scoperta nel lontano 1999, quando uscì il suo primo album “Sogni”; da quel momento la sua carriera musicale ha proseguito in crescendo con il secondo album “non esiste niente al mondo” del 2001. Numerosi sono stati i premi a concorsi nazionali e locali, portati a casa da Gianluigi fino al 2007, anno in cui condivide parole e note con la cover band di Rino Gaetano “I Rinoplastici”.
 

MARCO ABBA' - “Tu sei aria” EP

 
Porta il titolo di Tu sei l'aria il mini album del cantautore Marco Abbà
 

lo strepitoso successo di Adriana Spuria

Ha guadagnato in pochissimo tempo, migliaia di visite, stiamo parlando di "Non credo" il video della bravissima cantautrice siciliana Adriana Spuria. Il suo album è destinato a triplicare il successo!
 

MGZ – LA BOLLA GREATEST HITS

MGZ torna con un disco che raccoglie tutti i più grandi successi pubblicati fino ad oggi, oltre a due nuovi pezzi (“La bolla” e “Se fosse vero”) e a due richiestissimi inediti (“Pump up the alien” e “We are the beri beri”).
 

SILVIA TANCREDI – L’IMPORTANTE E’ CREDERCI

È incoraggiante il titolo del primo disco della torinese Silvia Tancredi, e sembra far emergere una delle doti più scarse tra i protagonisti del mondo della musica: la modestia di una ragazza esordiente, dal volto pulito e dai magnifici occhi verdi.
 

Abramakabra- THE IMAGINARIUM

ABRAMAKABRA
 

NOBRAINO-NO USA! NO UK! NOBRAINO

NO USA! NO UK! NOBRAINO
 

BEAUCOUP FISH Lascio Tutto

 
Nuovo Album per la band cremonese “Beaucoup Fish”, registrato in presa diretta presso le Officine Meccaniche, un album che si avvale della collaborazione di Taketo Gohara (Vinicio Capossela, Ministri, Marta sui tubi ecc…).
 

ULTIMAVERA - Ai caduti in bicicletta

Buone nuove per la musica italiana. Gli Ultimavera, formazione pop-rock romana, confermano nel loro album d'esordio quanto di buono avevano lasciato intravedere dai due precedenti ep, usciti nel 2005 e 2007. Ai caduti in bicicletta sorprende e convince con le sue canzoni dalle melodie che entrano in testa rapidamente e dai testi a volta surreali, a volta crudi, ma sempre molto ricercati, anche nella loro musicalità. Il tutto determina un sound e uno stile molto personale, difficile da accostare ad un filone, che si pone a metà strada tra uno stile cantautorale spesso chiuso nei confini angusti del pubblico elitario a cui si rivolge, ed un rock più trasversale ed ecumenico. Una miscela tra pop d'autore e indie rock che genera suoni mai banali, che raggiungono alti risultati soprattutto in pezzi come la malinconica e perfettamente compiuta Via Roma, 68 - decisamente il miglior pezzo dell'album - l'orecchiabile Atoni d'ego, la cruda Racconto d'autunno.
 

Incontro con ZIBBA al Fictio Jazz Club di Chieti


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a cura di Stefania Ortolano
 

HYDRONIKA Attraverso

A quattro anni dal loro debutto, la band napoletana degli Hydronika presenta il nuovo disco “Attraverso”. Rispetto agli esordi la formazione ha subito diversi cambi, ad oggi, a questo lavoro discografico hanno preso parte Mario Fava (chitarra)e Davide Gambardella (Basso) a cui si sono aggiunti poi Vincenzo Provvido (Batteria), Ciro Esposito(Tastiere) e Alessandro Sarnataro (voce). “Attraverso è un album davvero interessante, un progetto coraggioso di “Musica Low Cost”, con il quale il gruppo ha investito permettendo a tutti di scaricarlo gratuitamente. Una scelta audace sicuramente da premiare anche e soprattutto perché il quintetto napoletano ha fatto davvero un buon lavoro, “Attraverso” è un album che non stanca, si ascolta piacevolmente, e dove tutte e nove le tracce trasudano di puro rock Una maturità sonorica che ha trovato nella voce di Alessandro Sarnataro l’interprete ideale del suo Sound. Il Disco si apre con la traccia, poco più lunga di una intro, che da il nome all’album, boccheggia poi “Semplice Vedere”, pezzo graunge ben riuscito, che esprime l’anima rock della band. “Sangue” continua sul filone della precedente con un rock accattivante. “Distante”, tra le mie preferite , è la più sofisticata; i suoi continui cambi d’atmosfera, l’alternarsi di parti di rock duro, altre più tranquille la rendono più interessante. “Atilal” è una bellissima ballata con un bellissimo testo accompagnato da un piano che le da un tono intimista. Con “Ottobre” si ritorna al rock più diretto, mentre “Come Vedi” è più originale e tranquilla con un testo davvero molto bello che mette in risalto ancora una volta il talento di Sarnataro. “La Tua Voce” è quella che meno mi convince , sia nel testo che nella musica. L’ultima “Forma/Sostanza” ,senza dubbio un’altra delle mie preferite, si apre con toni blandi e tranquilli dominati dal pianoforte per poi scatenarsi con un ritmo incessante quasi martellante di vero Rock.
 

KATY PERRY Teenage Dream

Ok, prima di cominciare a recensire il cd, voglio(e devo) fare una premessa, o più che altro descrivere la nostra Katy con due, semplici aggettivi: prima di tutto, è gnocca, non c’è discussione che tenga(anche se sono uscita parecchie foto sulla rete dove la sua gnoccagine lascia un po’ a desiderare, ma vabbè, evitiamo di insabbiarci sul fattore estetico altrimenti passo per l’invidiosa di turno!)secondo, è furba, ma soprattutto lo sono le menti dei produttori che si celano dietro questa grossa operazione di mercato, creatori di questa coloratissima bambolina stile Betty Page dalla voce solare e dallo sguardo provocante e giocoso, un diavolo (s)vestita da angelo, più o meno. Comunque, smetto di fare la criticona e clicco curiosa il tasto play, aspettando da un momento all’altro di essere rapita da una di quelle canzoncine “bastarde” che ti prende e ti fa ballare e muovere anche contro la tua volontà: fatta eccezione per il tormentone di “California Gurls”(grazie zio Snoop!), devo aspettare la traccia numero 5, “Peacock” , testo carico di doppi sensi , per trovare qualcosa di accettabile: inoltre, credo che questo pezzo diventerà il prossimo singolo, visto che su Youtube girano anche delle parodie parecchio simpatiche di questa canzone, e ai furbi produttori di cui sopra non sfugge nulla; il cd prosegue ma il resto, purtroppo, è scadente, monotono, noioso, il più delle volte sono tentata nello skippare al prossimo brano, con la speranza di trovare qualcosa di meraviglioso ad attendermi, un ritmo giusto, coinvolgente, ma è una speranza vana. Nonostante il titolo dell’album sia “Teenage Dream”, è piuttosto un incubo lungo e ripetitivo. Personalmente, non riesco a trovare niente di eccezionale, nessuna futura hit si cela tra queste canzoncine di plastica, come invece succedeva nel primo album, “One of the Boys”, dove ogni pezzo poteva diventare il prossimo tormentone(e per la maggior parte, è realmente successo). La cara Katy mi ha sinceramente deluso, piazzarsi seminuda in copertina non sarà di alcun aiuto, tantomeno profumare di zucchero filato il booklet. Certo, non mi aspettavo e non volevo il clone del primo fortunatissimo lavoro, ma neanche una brutta, pessima copia.
 

PURAUTOPIA Canzoni a tempo determinato

Arriva il loro secondo album, a distanza di quattro anni dal loro primo lavoro “PuraUtopia”. Il gruppo nasce a Roma nel 2000 con un repertorio che varia dal rock allo ska, dal funk al raggae.
 

ELISABETTA FADINI Desmodus

Desmodus è in realtà una storia. Un sottofondo musicale tenebroso e avvolgente accompagna la voce di Elisabetta Fadini che riporta in vita il vampiro Desmodus.
 

SOYUZ – Everybody Loves You

Il disco di esordio per il trio Vicentino, Everybody Loves You è un concentrato di rock duro e puro, dal sapore profondamente americano. Canzoni come “Around me, maybe” “Drop Me” e “First to Last” ricordano molto il rock da High- School made in USA, molto fluide ed energiche, non prive però di intermezzi più “dolci” che sanno dare il ritmo giusto all’euforia dei pezzi. Nella seconda parte inaugurata da “In The North”, il disco ingrana una marcia decisamente diversa diventando ancora più aggressivo , “cattivo”, dimostrando un lavoro compositivo decisamente più complesso, che mette in luce tutta la bravura tecnica dei musicisti e loro primordiale vena artistica . Pezzi come “Tofu” , “Smart kid” colpiscono duro, come un pugno allo stomaco. La voce di Mauro Poli, si dimostra efficace e sonora. Sicuramente originale, che riesce a amalgamare perfettamente, diventando uno strumento fondamentale, la musica con i testi, scritti in inglese, dallo stesso Poli. Il risultato è dunque un ottimo disco, un bel biglietto da visita per un progetto esordiente, che mette in luce grandi potenzialità per il futuro. Ottima , inoltre, la produzione, che mette in risalto la bravura della band e che vorremmo trovare sempre più spesso nei lavori prodotti in Italia Disco assolutamente da ascoltare e da seguire, perchè, con la giusta maturazione artistica, questi Soyuz possono davvero puntare alto. Concludo felice, per aver appreso, grazie ai SOYUZ che la situazione musicale italiana non e' completamente inerme, ma che ci sono delle realta' che fanno sperare in un risveglio artistico- speriamo- imminente.
 

BARBARA MONTE Mare senza Memoria

Sei brani, un violino e una voce dalle sfumature delicate: è Mare senza Memoria, l’ultimo lavoro di Barbara Montecucco, in arte Barbara Monte.
 

A Casa Da Te e' il nuovo cd di Luca Lastilla, emergente artista Fiorentino

Guardo sempre con curiosita' e speranza i lavori di nuovi artisti, visto che, il rinnovamento musicale Italiano latita ormai da troppo tempo.
 

EMBARCADERO John Mario

Quando parliamo di musica italiana, spesso ci dimentichiamo che il campo non è solo ricco di personaggi famosi, le cui canzoni passano nelle radio nazionali, ma anche di personaggi meno conosciuti, che preferiscono rimanere nell’underground, in silenzio, come in una cerchia di amici, proprio come il veronese John Mario, ex componente dei Dead Man Watching.
 

torna Terra Naomi l'artista regina di Youtube

Voce intensa, ed animo al completo servizio della musica. Terra Naomi, giovane cantante e polistrumentista americana, è una di quelle (sempre più rare) artiste a cui non servono arrangiamenti altisonanti o scenografie esplosiveper comunicare la propria idea di infinitezza emotiva delle sette note. Le basta una chitarra, o una tastiera, e l’emozione prende subito il sopravvento sulla razionalità, si viene in un attimo catapultati in quel suo mondo in cui lei stessa è immersa con evidente ed eguale intensità.
 

QUARTIERE COFFE Vibratown

Bè, devo proprio ammetterlo, il reggae non è il mio genere, ma le sfide mi piacciono, perciò scelgo di dare un’altra possibilità ad un genere che trovo personalmente monotono, ripetitivo e poco innovativo. Fortunatamente, non c’è solo quello: dance, hip hop, dub, drum’n bass, la musica spazia e il disco parte acceso e solare come la calda estate che lo sente suonare. “Vibratown” è il secondo album della band toscana, che si affida a collaborazioni come Elephant Man, Sister E e Lion D, giovani promesse del reggae del “Bel Paese”. Il secondo disco è sempre il più difficile? Forse si, ma il suono si evolve in questo lavoro, e presenta un sound sicuramente più internazionale(i testi sono cantati in italiano, inglese e patwa, ovvero un inglese giamaicano). Non essendo un’esperta, ho sempre facilmente collegato la musica reggae alla verde marijuana (chi non considera Bob Marley re sovrano del sound reggae? E quante volte lo abbiamo visto affiancato alla pianta a 5 punte? Probabilmente nei suoi testi c’era molto molto altro, ma noi vedevamo solo la verde “Maria”). Anche i Quartiere Coffee utilizzano la loro musica per urlare la loro approvazione alla liberalizzazione della cannabis (Mr Seed e Sweet Aroma ne sono la prova); comunque, la band di Grosseto ha qualcos’altro da raccontarci: la degenerazione giovanile, la libertà che sempre più difficilmente ci viene concessa, una società sempre più stretta e soffocante. Il brano che dà il nome al disco “Vibratown” e l’ultima traccia del cd “Sweet Aroma” sono sicuramente le più riuscite, quelle che ti rimangono in testa, puntate come un martello, quelle che dopo il primo ascolto sai già quasi a memoria. Sinceramente pezzi eccellenti non ne trovo, ma probabilmente visto il senso che personalmente do alla musica, mi è difficile emozionarmi su pezzi come questi: non per sminuire il buon lavoro fatto dal gruppo, ma probabilmente credo non fosse lo scopo della band commuovere, ma raccontare. Abbastanza anonimi e scontati sia la copertina sia il booklet, dove si intravedono i contorni di una “Town” buia e grigia, forse la loro personale visione di questo mondo, che cercano di colorare con la loro musica.
 

ZIBBA E ALMALIBRE Una Cura Per Il Freddo

E’ pieno agosto, sono sdraiata tra sabbia bollente, sole cocente, creme solari e acqua cristallina. Metto prima la cuffia destra, poi la sinistra, schiaccio il tasto play e la musica parte. Mentre indago sulla copertina e sul booklet dell’album, entrambi azzeccati, parte il blues divertente di “Mahllamore”che fa da apri pista a questo album. Innanzitutto, ascoltare “Una Cura per il freddo” (questo il titolo del terzo lavoro del cantautore ligure Zibba, accompagnato dal gruppo di eccellenti musicisti AlmaLibre) con una temperatura che sfiora i 40 gradi è una bella sfida, ma scopro con piacere che il calore delle note riesce a penetrare nonostante il caldo. Le canzoni scorrono, e una dopo l’altra ti catturano, testi sposati magistralmente con la musica, vanno a braccetto volentieri e ti si piazzano piacevolmente in testa. E’ un album che spiazza, che corre tra jazz, blues, cornamuse, violini e swing all’ennesima potenza. Quindici tracce che scorrono rapide e originali, mai scontate, veritiere e sincere, e ci si trova spesso a rispecchiarsi nel protagonista di una delle storie raccontate cantando. Rock&Roll e Rap si scontrano sulle note di “Dauntaun”, la voce prepotente che le canta un po’ a tutti: vizi, virtù, debolezze dell’essere umano. La voce bassa ma decisa è particolarmente toccante in “Scalinata Donegaro”, dove si parla di scelte, quelle buone, quelle di successo, quelle che ci rendono orgogliosi. Scopro poi con piacere che la traccia numero 9, da sempre il mio numero portafortuna, è la mia preferita in assoluto: “L’Odore dei Treni” malinconica e sincera, è come settembre che si avvicina, un tramonto, una notte fredda, qualcosa che finisce e ti lascia l’amaro in bocca, davvero bellissima. Soffiano queste canzoni come il vento di sera in riva al mare, quando hai bisogno di coprirti le spalle, quando un brivido ti scuote. Sono scritte col cuore, con la testa, con il fegato, alcune anche col caz..(Mahllamore), nel senso puro della parola, ma sempre sentite, volute, vissute. E’ bello chiudere gli occhi ascoltando “Tutto è casa mia” e immaginarsi a bere una birra proprio sotto casa, a San Lorenzo, di cui conosciamo ogni singolo angolo, e su cui abbiamo consumato le suole delle scarpe. O sognare le verdi distese di Dublino, mentre le note di “Quattro Notti” ti accompagnano. Arriva l’ultima traccia del disco “Dove vanno a riposare le api”, un viaggio dolce/amaro tra i nostalgici ricordi, quelli che fanno sempre un po’ male al cuore, belli o brutti che siano. E’ un originale album quattro stagioni questo, dove il freddo dell’anima viene scaldato con la musica, e dove il calore viene rinfrescato dalle frizzanti melodie. Complimenti, bravi bravi bravi.
 

IL DISORDINE DELLE COSE Il disordine delle cose

Leggo un libro, disfo il letto, apro una birra, sprofondo nel divano, getto il cuscino sulla scrivania facendo cadere il portapenne. Disordine, disordine delle cose.
 

PSYCHOPATHIC ROMANTICS Pretty Prizes

A tre anni di distanza da “Altered education” del 2007, la band italo-americana dei Psychopathic Romantics, proveniente da Caserta, torna con un nuovo lavoro, “Pretty Prizes”. Con questo nuovo album, che è una conferma, la band di Mario “Dust” La Porta, Vincenzo Giambattista Tancredi, Augusto De Cesare e da Filippo Jr. Santoiemma si conferma come una delle realtà potenzialmente più esplosive del nostro Paese.
 

EDOARDO BENNATO Le vie del rock sono infinite

Il nuovo lavoro dell'artista napoletano, conta tredici pezzi che riempiono almeno in parte , un vuoto quasi irreversibile che esiste nel panorama musicale italiano riguardo al rock e al blues.Il cd si apre con il brano "Mi chiamo Edoardo" dov'e' appunto racchiusa la rabbia dell'artista contro chi lo aveva gia' accantonato e consegnato alla storia: la frase " .Mi chiamo Edoardo e son miracolato.i santi del rock mi hanno salvato.." e' una risposta forte e vibrante ,del tipo " ci sono ancora, sono ancora qui ,piu' carico che mai". Un brano che come ritmica, aggressivita' , chiarezza e carisma , ci restituisce un Bennato in piena forma.

L'intero cd tratta argomenti di estrema attualita' con la solita feroce ironia;lo sberleffo e la provocazione, che ha sempre caratterizzato l'autore, fanno da padrone."wannamarchilibera" , un rock alla Elvis, e' un brano coraggioso in cui ci si chiede perche',in una societa' dove la truffa e' all'ordine del giorno in ogni campo, Wanna Marchi sia vista come un aliena : una vera provocazione in pieno stile Bennatiano.
In questo cd non mancano momenti di speranza: "E' Lei" brano che attacca con le note di un pianoforte, come di rado il nostro ha fatto nel passato, (vedi Quando Sarai Grande) e' una ballata dolce , intensa, tenera e forte allo stesso tempo, come un testo di speranza per un mondo migliore, con la dolcezza di una vita che sta nascendo adesso e che sara' il futuro .

Uno sguardo al problema della guerra e arriva "Un aereo per l'Afghanistan" canzone nella quale Bennato non prende posizioni, "strumento di aggressione o missione di pace.decidilo tu", ma che rimarca il suo dissenso contro slogan e frasi fatte , filo conduttore di tutta la carriera dell'artista. Osserva il problema con gli occhi di un ragazzo occidentale che si trova a dover partire per andare in un mondo, paragonato al nostro medio evo, dove tutto e' tremendamente reale ".sembra la macchina del tempo che ti portera' dietro a mille anni fa.'" e continua ".questa e' l'alba del duemila in Afghanistan ." e dove risalta la nostra profondita' superficiale ".tu che cerchi ogni sera nuove emozioni nello show del telegiornale o metti in scena la rivoluzione nel teatrino di un centro sociale.".
" Il Capo Dei Briganti" e' un vero e proprio capolavoro. Una cavalcata di Edoardo con la chitarra con un interpretazione vocale magistrale che entra come un coltello affilato nel problema della mafia e nella mentalita' di chi vive questa realta'. Anche in questo brano Bennato evita accuratamente giudizi facili e scontati, evitando la retorica che spesso accompagna questo tema; a differenza di tanti che vivono il problema dall'esterno , senza tener conto della mentalita' e del bagaglio culturale di chi nasce e vive in prima persona quella realta'.
Rimanendo nel tema dell'estrema attualita' si arriva a "C'era un re" , un blues dove e' impossibile non muovere le gambe, dove l'artista , incurante come sempre del rischio di essere frainteso o comunque criticato, fa un passo indietro nella storia, tornando alla costruzione dell'Italia in quanto Stato. ".Metternich l'aveva detto ma pensarono ad un dispetto.." L''artista fa' notare come sin dall'inizio vi fossero evidenti contraddizioni che oggi risultano chiare, ". c''e chi ama la padania e chi ha Napolitano." " .c'e' chi brucia la Bandiera e chi incendia spazzatura."

Tredici pezzi da ascoltare , argomenti che spaziano dall'amore per il rock " le vie del rock sono infinite" all'amore in generale " In amore" , alla voglia di tornare nella giungla scappando da questo mondo cosi' caotico " Io Tarzan e tu' Jane" pezzo di forte impatto musicale dove la grinta dell'artista esplode. "Cuba" nella quale si chiede quale sia la vera Cuba se quella della ".cartolina sempre in vetrina.." oppure "..quella prigioniera , qual'e' quella falsa o quella vera."
Chiude il cd " Per noi" un pezzo che riaccende la speranza in un mondo che , come dice l'artista , " contenti o nolenti in fondo ci stiamo muovendo".Un cd veramente ottimo che ripaga ottimamente la lunga attesa .
 

NEXUS Firesound

Quanta energia nel primo album della band veronese dei Nexus, gruppo nato nel lontano 1995, ma che, solo dopo vari cambi in formazione ed alcune pubblicazioni non ufficiali, è riuscito a dar vita a “Firesound”. 11 tracce di rock ‘n roll in lingua inglese, grazie al cantante italoamericano Christopher Tooker, chiamato più semplicemente Chris, che suona svariati strumenti. Gli altri membri della band sono Kodo (voce/chitarra), Mackie (voce/batteria) e Vero (voce/basso). Chris è l’ultimo arrivato, si è unito alla band solo nel 2008, ma ha dato forza e stabilità al tessuto sonoro della band che si era già messa in luce sei mesi prima dell’uscita dell’album con l’omonimo EP.
 

FIORINDO Storie di…

Un po’  Francesco Guccini, un po’ Fabrizio De Andrè , Fiorindo è una realtà sicuramente da non trascurare all’interno del panorama musicale italiano dei più giovani: in uno stile che unisce un sound etnico ed acustico, “Storie di…”, è quasi teatrale per il suo realismo e quel tocco popolare che la musica arrangia in ogni atmosfera.
 

IGOR Alterigor

La prima volta che ho conosciuto Igor (Igor Nogarotto), è stato a Sanremo; girava per le strade vestito da Superman per promuovere il suo lavoro discografico “ho bisogno di Superman”. L’ho incontrato successivamente al MEI di Faenza e a quasi tutti gli eventi musicali. Che dire di Igor? Sicuramente è un personaggio eclettico e creativo, difficile non notarlo e non apprezzare la sua musica. Proprio la sua creatività e passione, lo hanno portato sin da giovane ad occuparsi di musica a 360°, fino ad oggi, che con la sua etichetta Samigo, produce e promuove diversi artisti. Oggi Igor esce sulle cronache musicali con il suo nuovo lavoro discografico “Alter Igor”: 13 brani più il video del brano “Le dita nel naso”. In questo lavoro, il cantautore astigiano si mette a nudo, trasformando in un ritmo pop, l’attualità, le nevrosi e le paure quotidiane (“Le dita nel naso”, del quale è stato realizzato anche un video diretto da Stefano Bertelli, “vado dal dottore”, “ho paura del buio”), senza dimenticare il mondo talvolta distorto dei mass media (“Il TG delle buone notizie”) che in fin dei conti, a pensarci bene possono essere talvolta o spesso i responsabili di molte psicosi cantate da Igor.
 

GUIGNOL una risata ci seppellirà

I Guignol nascono nel 1999, ed uniscono diversi generi musicali, quali il blues, il folk, musica italiana e francese fino a sfociare in un potente punk-blues.
 

HIPPIE TENDENCIES Hippie Tendencies

Gli Hippie Tendencies nascono dall’unione di tre musicisti italiani ed una giovane cantante americana. Il gruppo si forma già nel 2005, quando avviene l’incontro tra Lisa Marie Simmons (voce) e Marco Cremaschini (piano, tastiere). Già affermati musicisti, l’una con brani pop e dance, cantati su vari palchi europei, l’altro pianista jazz di grande esperienza. Decidono subito di collaborare insieme, e poco dopo si aggiungono al gruppo Massimo Saviola (basso, voce) e Cesare Valbusa (batteria, percussioni). Anche questi ultimi hanno già una vasta esperienza musicale alle spalle.
 

Augurissimi Alex!

Questa è più che una recensione! E' una di quelle news che si scrivono dopo aver ascoltato un bel CD, dove cerchi di metterci dentro tutte le emozioni che ti ha lasciato. L'evento al quale mi riferisco può essere riassunto in una recensione, in una news, in un live report, in un artcolo di cuore e celluloide, nella recensione di un film, oppure semplicemente in un augurio: il più sincero ed affettuoso per un amico, per un professionista che ha scelto, come il nostro Alex, di fare della sua vita il più bel concerto, il più bel cd, il più bel film o spettacolo. Da tutte le redazioni cinema, musica, libri, teatro di Gufetto Magazine, un grosso augurio per il suo matrimonio al caporedattore ed amico Alex Pietrogiacomi! Il direttore Danilo Montaldo.
 

Intervista a Luca Ferrari per Running

Running, il nuovo lavoro discografico di Luca Ferrari, arriva dopo cinque anni. Undici perle inedite di musica leggera, testi che raccontano la nostra quotidianità. “Correndo si perdono cose importanti”, dice Luca ai nostri microfoni, “nel pezzo OMBRE ROSSE, racconto la velocità quotidiana con cui ogni giorno scorrono notizie, facce, manifesti, tutto corre e si rincorre.
 

Intervista a Valeria Vaglio

Ha tutta la forza e solarità della Puglia, qualità che è riuscita a trasferire alle sue canzoni. Si chiama Valeria Vaglio, la giovane cantautrice di origini baresi, ha appena pubblicato un nuovo Cd dal titolo “Uscita di insicurezza”. Un EP di sette brani scritti in un anno e mezzo. Valeria non nasce dal nulla, tantomeno da un reality musicale, ma ha alle spalle un curriculum artistico di tutto rispetto, con collaborazioni che vanno da Mariella Nava, Bungaro, Diego Calvetti. Proprio quest’ultimo incontro infatti, come ci racconta ai nostri microfoni Valeria, è avvenuto per caso. Dopo aver suonato dappertutto, aver lavorato diverso tempo all’estero, era giunto il momento di fare un esame di coscienza e decidere cosa fare del mio futuro. A questo punto, continua Valeria, sentivo che la musica mi chiamava a se, così decisi di inviare un pezzo a Calvetti; da quel momento abbiamo iniziato a progettare e lavorare su qualcosa assieme. Poi tutto il resto è arrivato da se, Sanremo, l’accademia… .
 

Le interviste: Gianni Maroccolo

 
Gianni Maroccolo : semplicemente la storia del rock italiano in un nome. La base da conoscere assolutamente per chi vuole fare il mestiere del musicista, o per i semplici appassionati. Questa l’intervista rilasciata per noi dopo l’esibizione con i Beautiful, dal chitarrista storico dei Litfiba, dei CCCP,  e di molti altri:
 

JOHN TYPE Lunatic decadence

John Type, nasce a Manila nelle Filippine e nel 1983 si trasferisce in Italia. Nei primi anni 90’ incomincia la sua passione per l’arte come “Writer’’, pochi anni dopo  nel 1997 scopre la passione per la musica ed il djing. Ha una carriera splendida e invidiabile alle spalle, diventerà dj, produttore e turntablist (per turntablist si intende l'arte di suonare con il giradischi), campione Italiano Skratch Kombat 2003, terzo posto al Mondiale DMC 2008, scratch turntablist del Negrita Helldorado Tour. Intorno al 2001 entra a far parte di una band chiamata ALIEN ARMY, la “dj band” più famosa d’Italia con cui conquista vari premi, come primo classificato, tra DMC e ITF. Tornando a noi, dopo l’esperienza con i Negrita, John Type realizza un primo album tutto personale, “LUNATIC DECANDENCE” un disco la cui musica spazia dal Jazz alla Bossanova, il tutto intrecciato da straordinari Skratch, inconfondibile stile del nostro artista. Un album che presenta dodici pezzi, con più di un’ora di musica che delizierà senza alcun dubbio il vostro udito; lo consiglio non solo a chi predilige questo stile musicale molto caldo e trascinante , ma anche a chi vuole provare i brividi nell'ascoltare grandi Dj alle prese con i virtualismi sonori dei loro giradischi, di cui John Type è uno dei più bravi artisti di questo genere.
 

TEMPELHOF We were not there for the beginning, we won't be there for the end

Berlino è una città che fonde insieme speranza e malinconia, come sanno bene coloro che l'hanno visitata. Parla all'anima, più che agli occhi, lascia dietro di sè echi che riaffiorano inaspettati quando con la mente si cerca di ricordare cosa si è visto, cosa è rimasto impresso. E' da un viaggio a Berlino che nasce il nome di questo progetto musicale, quell'aeroporto monumentale, nel cuore della città, che fu teatro, tra le altre cose, del ponte aereo che salvò i berlinesi dell'ovest dall'isolamento perpetrato dai sovietici.
 

AROUND THE EDGES Kalweit and the spokes

Questo è un progetto nato dall’ unione della voce femminile di Georgeanne Kalweit (ex voce dei Delta V) con Leziero Rescingo e Giovanni Calella. Provenienti tutti da confini musicali diversi fra loro, insieme hanno dato vita a una raccolta di tredici canzoni dallo stile al quanto inaspettato, una sorta di omogenea amalgamazione tra un Rock Alternativo e un Folk – Blues elettrico, dove la canzone resta comunque il centro focale di tutto. I testi, tratti da poesie e piccole storie di Georgeanne, e suonati dai musicisti Rescingo  e Calella, descrivono da molto vicino il disagio politico e sociale dei nostri tempi. “ Around the edges ” è un album sicuramente riuscito, segno di una grande esperienza dei nostri artisti, che è riuscita a vedere la luce grazie al loro impegno e alla loro delicatezza, ciò ci fa capire il loro costante lavoro  dedicato totalmente alla loro musica. Prima dell’uscita dell’album “Around the edges”, la band è stata impegnata in un’intensa attività live, segno che ci fa capire quanto per loro siano importanti i messaggi lanciati dalla musica  in direzione del grande pubblico; ciò sicuramente rappresenta il punto di forza del progetto della band. Per ultimo, ma non meno importante, c’è da sottolineare anche l’anima artistica di questo disco, infatti la copertina dell’album  è un’opera della stessa Georgeanna che si dedica parallelamente alla musica e alla pittura, ispirato sicuramente ai colori caldi della terra Salentina e ai deserti Americani del sud-ovest.
 

REST IN SPACE Captain Mantell


Tommaso mantelli, in arte Captain Mantell, nuovo bassista del Teatro degli orrori dopo la parenza di Giulio Favero, è sensazionale e sperimentale nell’associazione di pop, rock ed elettronica tra echi subsonici, influenze alla Foo Fighters, momenti di follia ballabile, e non solo, e brani, tutti potenziali singoli a dire il vero, che riverberano e convincono, spostando l’orizzonte dal rock all’electro di stampo internazionale.
 

BETZY Romancing the bone

Nasce nel 2006 nella città di New York da un idea di Fabio Cussigh. “ROMANCING BONE”, un insieme di undici tracce composte durante un viaggio negli Stati Uniti d’America.
 

FACCIASCURA Quanti ne sacrificheresti?

Facciascura è un progetto nato a Verona negli anni ’90, ideato dai fratelli Capiotti, il polistrumentista Francesco, e il vocalist  Carlo. La loro idea di musica si basa su indie rock. Il gruppo ufficiale è formato dai fratelli Cappiotti, e dal bassista Chris Maggiolaro. Un incontro fondamentale per il gruppo è quello con lo scrittore e cantautore Giancarlo Onorato. Alla lavorazione del disco ha collaborato anche Andrea Viti, membro del gruppo Karma e Afterhours.
 

ZERO IN ON Silly Lilly

Gli Zero In On nascono nel 2000 a Locarno, in Svizzera. Inizialmente erano un duo, formato dal leader Elias Bertini (voce, chitarra e pianoforte) e dal batterista Matteo Stefanini: il gruppo così composto pubblica il primo disco, “The Oblivion Fair”, nel 2004.
Successivamente si aggiunge alla formazione il bassista Gian Andrea Costa.
 

SIMONE AGOSTINI Green

Simone Agostini è un giovane e promettente chitarrista abruzzese.
 

A DOG TO A RABBIT - A Dog to a Rabbit

 
GENERE: Indie Rock
MIGLIOR BRANO: Rock abuse
ASSOMIGLIA A: The vines / Eagles of death metal / Queens of the stone age
 

Tony Bungaro Racconta Arte

E’ un disco importante quello di Tony Bungaro che racconta ai microfoni di Gufetto come è nato ma soprattutto come sono nate le collaborazioni che lo impreziosiscono e lo rendono un lavoro d’autore fuori dalla standardizzazione musicale del momento.
 

PALKOSCENICO AL NEON Disordine nuovo


Dopo l’ep “Lungo La Strada” tornano i Palkoscenico Al Neon, in un trionfo modernissimo di crossover dall’alto tasso recitativo sostenuto da basi nu-metal e hardcore, che trae ispirazione dai grandi della scena italiana.
 
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