Il vino italiano incontra Londra - Gufetto Magazine

Il vino italiano incontra Londra

 

Il mercato enogastronomico inglese e in particolare quello londinese, è sicuramente vasto, molto complesso e competitivo, soprattutto per le nuove aziende che vogliono farne parte; è però altrettanto ricco di possibilità e potenzialità.

Soffermandoci solo sul settore enologico, i paesi produttori ci sono tutti, dal sud Africa al sud America, anche se c’è una prevalenza di vini Spagnoli, Francesi, Italiani, Cileni. In questo quadro, la fetta di mercato che ogni paese riesce a conquistare è sicuramente ridotta. Non tralasciamo poi il fatto che la birra in UK, ha la sua buona quota di consumo.

Come si colloca quindi il mercato Italiano e quale ruolo hanno o possono avere i produttori italiani in questo mercato? Il prodotto italiano si difende, anche se per ragioni puramente legate al prezzo, spesso nei supermercati si trovano per citare un esempio, vini di uve Negroamaro e Primitivo, imbottigliati in Veneto, dove magari ci sono aziende che riescono a produrre e imbottigliare vini contenendo i costi. Si, ma la qualità?

Lo scorso 3 Ottobre, la capitale britannica ha ospitato l’evento “Real Italian Wine”, un appuntamento con 55 produttori italiani, provenienti dalle regioni Abruzzo, Basilicata, Veneto, Puglia, Sicilia, Umbria. La manifestazione, organizzata da Wines & Food Promotion, con la collaborazione delle regioni ospitate, è stata un’ottima idea, tra l’altro ben organizzata, per far incontrare produttori italiani con esperti del settore enologico inglese. Giornalisti, ristoratori, enologi, hanno conosciuto una fetta di mercato italiano che ha l’ambizione di sbarcare in UK. La tenacia paga sempre e questa occasione ne è stato l’esempio. Incontrare i ragazzi dell’Azienda agricola Gioia al Negro della provincia di Potenza che hanno creato una realtà di produzione ed export di vini e prodotti tipici è stato un buon modo per toccare con mano l'intraprendenza . Altrettanto interessante, è stato conoscere il produttore dell’azienda “Vigneti Reale” di Lecce, con il quale ho avuto modo di intrattenermi in una interessantissima chiacchierata sulla produzione, sulla qualità delle botti, sulle potenzialità delle aziende e dei prodotti pugliesi. Grande interesse ancora per le realtà siciliane ed i loro vini dell’Etna, per il Tamurro nero, un antico vitigno scoperto ed impiantato nella tenuta “Le Querce”, anche loro in provincia di Potenza; intensi di sapore e storia poi, i vini de “La Palèrna” di Valdimonte S. giusto-PG. Si potrebbe continuare così per ogni espositore, produttori che hanno saputo cogliere un’opportunità, quella di farsi conoscere a Londra. E non è poco.

Se saranno riusciti a sfruttarla bene, darà loro sicuramente ottimi frutti. D'altronde anche il lavoro di promozione dei propri vini, così come la produzione degli stessi, richiede pazienza, tempo e passione; questi produttori, hanno dimostrato di averne. Cheers!

 Danilo Montaldo

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