Gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza uniti per un mondo migliore - Gufetto Magazine

Gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza uniti per un mondo migliore

ROMA: Giovedì 18 dicembre: a seguito dell’ordinanza del Tar riguardante la sospensione a direttore del Maestro Bruno Carioti, e quindi del vuoto istituzionale che si è venuto a creare, gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, hanno convocato presso il Teatro Ruskaja una conferenza stampa per mettere il mondo a conoscenza del loro profondo disagio che si protrae da più di tre settimane.

“Il Direttore è responsabile dell'andamento didattico, scientifico ed artistico dell'istituzione e ne ha la rappresentanza legale in ordine alle collaborazioni e alle attività per conto terzi che riguardano la didattica, la ricerca, le sperimentazioni e la produzione artistica. Convoca e presiede il Consiglio Accademico”.
Questo è ciò che manca adesso all’interno dell’Accademia Nazionale di Danza, una figura che regoli il normale funzionamento di questa Istituzione. Proprio per tale motivo gli studenti si riuniscono da tre settimane a questa parte in un’Assemblea Straordinaria, in cui svolgono attività didattiche autogestite e in cui hanno svolto anche gruppi di lavoro per creare la manifestazione che nella giornata del 18 li ha visti protagonisti.

Gli studenti denunciano, senza entrare in merito alla sentenza del Tar, il vuoto istituzionale in cui si stanno trovando, di aver pagato le tasse, di non ricevere il servizio dovuto e di vedere leso il loro diritto allo studio. Dopo essere stati ricevuti più volte al Ministero, tutt’ora si ritrovano a non aver avuto una risposta, quindi nella giornata di giovedì hanno unito di nuovo, come due anni fa, le loro forze per sollecitare e manifestare il loro disagio, che colpisce l’emotività stessa degli studenti come danzatori, perché come afferma il Vice Presidente della Consulta Luca Braccia, “quando viene lesa la nostra danza, viene lesa la nostra persona!”.

Nelle parole del membro della Consulta Mariella Rinaldi, risuona il pensiero di tutti gli studenti, che li vede come le vere vittime di giochi politici, gli fa prendere coraggio e gli fa dimostrare di essere persone adulte, dove il vero messaggio è quello di “volere un mondo migliore”. La manifestazione in un pensiero allargato è la visione di progetti futuri, perché l’insegnamento che deve sempre emergere è che nella vita si può cadere, ma ci si può anche rialzare e che in questo mondo non si deve essere soli, perché per cambiare, il mondo ha bisogno di tutti; ed è a questo punto che il gesto forte degli studenti dell’Accademia si palesa, studenti feriti che prendendosi per mano camminano verso la stessa direzione, quella in cui la danza come arte si manifesta. Ad uno ad uno sul palco si spogliano dei propri abiti, si mostrano per come sono, essere umani nudi, ma allo stesso tempo veri, di fronte ad un mondo che forse di vero ha ormai poco. Sono supportati dal ritmo delle mani degli altri compagni in piedi davanti alle loro poltrone rosse, e da quello degli insegnanti; il ritmo diventa sempre più ancestrale, primitivo e i danzatori iniziano ad esprimersi sul palco con movimenti che fanno emergere il loro profondo disagio, la loro rabbia e la loro voglia di cambiare le cose. Sono tutti sul palco, uniti per riportare la “loro Accademia” sotto i riflettori, come culla di questa magnifica arte. Tra lacrime e commozione indossano i veli neri, si vestono a lutto, lasciano il Teatro e con una lunga processione funebre, si dirigono sotto al Ministero dell’Istruzione per manifestare il disagio della loro perdita attraverso un flash mob fatto di gesti forti, diretti, intensi e di respiri affranti.

I rappresentanti vengono finalmente chiamati a salire al Ministero, in questo colloquio viene promessa una soluzione in data di venerdì 19: un nuovo commissario che si prenderà cura dell’Accademia fino alla data dell’udienza fissata per il prossimo aprile, ma ad oggi questa figura ancora non è stata nominata e gli studenti ormai confidano in un regalo di Natale.


COMUNICATO STAMPA - ROMA
La Consulta degli Studenti e gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza

La Consulta degli Studenti e il corpo studentesco dell’Accademia Nazionale di Danza (AND), Istituto di Alta Formazione da giorni senza Direttore, Presidente, Consiglio Accademico e Consiglio di Amministrazione, comunicano di essere riuniti in assemblea straordinaria da lunedì 15 Dicembre 2014 e di aver organizzato nella stessa, attività autogestite.

Gli studenti dell’AND, a distanza di due anni, sembrano non trovare pace.
La protesta nasce a causa della mancata risposta da parte del Ministro Stefania Giannini, più volte interpellato e sollecitato ad intervenire sul grave vuoto istituzionale creatosi con l’ordinanza del Tar Lazio n. 06032/2014 che sospende le elezioni a Direttore del M° Bruno Carioti, a seguito del ricorso presentato da uno dei docenti dell’AND.
Dopo anni di direzione per nomina di “chiara fama”, lo scorso 22/10/2014 il M° Bruno Carioti, già Commissario straordinario dell’AND da novembre 2013, è stato eletto Direttore dalla maggioranza dei docenti dell’AND.
La sospensiva del Tar ha provocato un clima di totale incertezza. Il Ministro e i suoi delegati, interpellati più volte al riguardo nei venti giorni trascorsi, non hanno ancora risolto la gravissima situazione in corso. Lo stesso Ministro Giannini, incontrato al MIUR in occasione della conferenza #labuonascuola, risponde con un "siete bravissimi" accompagnato dai pollici in su per i membri della Consulta degli Studenti, ormai esasperati da promesse non mantenute e sopraffatti da eventi che non avrebbero dovuto subire durante il proprio percorso di studio all’interno di una Istituzione pubblica ancor più così prestigiosa e unica.
Pertanto, gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza, vessati dalle bagarres politico- legali che vedono protagonista la dirigenza dell’Istituto, affinché venga rispettato il loro diritto allo studio tuttora non garantito, hanno tenuto oggi, 18/12/2014 una conferenza stampa alle ore 10.00 presso il Teatro Ruskaja dell’Accademia Nazionale di Danza.
A seguito della conferenza stampa, gli studenti dell’Alta Formazione hanno manifestato il loro profondo disagio presso la sede del MIUR con un corteo funebre che vedrà danzare delle prefiche piangenti.

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