EQUILIBRIO: JOHN, il vortice girevole dell'amore - Gufetto Magazine

EQUILIBRIO: JOHN, il vortice girevole dell'amore

Nelle serate del 13 e 14 febbraio 2015, sul palcoscenico dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, per l'undicesima edizione del Festival Equilibrio, è andata in scena la performance JOHN, presentata in prima nazionale, dal collettivo di Loyd Newson DV8 Physical Theatre.

Dopo Can we talk about this spettacolo in cui i nuclei centrali affrontati dal coreografo erano le idee di multiculturalismo, tolleranza e integrazione con riferimento alla cultura islamica, questa volta, il pubblico italiano si è ritrovato di fronte alla storia su un unico individuo, al flash back degli eventi personali della vita di John.

Eventi non idilliaci, infatti, non appena si accendono le luci il pubblico si trova ad affrontare un palcoscenico circolare che ruota lentamente per rivelare una serie di scene macabre che fanno trattenere quasi il respiro, vista l'atrocità: violenza domestica, abusi, corpi sanguinanti per le frustate subite, e bambini in fila come manichini per rubare uniformi scolastiche.
Tutto ciò fa parte della vita del protagonista, ed è messo in scena con l'ingegnoso design girevole di Anna Fleische e le musiche di Gareth Fry.

La tecnica di narrazione utilizzata da Newson è quella del “parola per parola”, utilizzata negli ultimi anni, in cui lavora con un testo sempre più denso che accompagna i movimenti dei performer. Cerca di trovare ogni volta un movimento che si abbini a ciò che viene detto, di modo che i gesti non restino senza senso.

La vita di John entra nel caos, non si tiene più il conto dei suoi fratelli morti, delle donne con cui ha intrapreso relazione, dei figli dati alla luce, dei momenti passati in balia dell'alcolismo, delle droghe e in prigione.
Il caos sulla scena è evidenziato dagli arti inferiori che diventano sempre più disarticolati, tanto che rimanere in posizione verticale è difficile, e Newson questo la fa capire in modo ineccepibile: le scarpe del danzatore sono ancorate a terra e il suo busto, le sue gambe si irradiano in ogni direzione. Quando entrerà il giudice in scena i movimenti dei danzatori diventano accelerati e, gambe e piedi si muovono velocemente tra l'en dedans e l'en dehors rendendo la scena sempre più movimentata, parafrasando il momento di agitazione generale che vede John ad un passo dalla prigione.

La mancanza di reale legame emotivo con le donne della vita del protagonista è ciò che emerge maggiormente dalla rappresentazione, sottolineato dal modo in cui queste figure femminili sono rappresentate: viste semplicemente come indumenti appesi a delle stampelle che scendono dall'alto.

Ma il pezzo originariamente incentrato sulla vita di un'unica persona si espande, e va a focalizzarsi su un tema differente, ci si sposta in una sauna (la scenografia girevole rimane la stessa), e si parla di amore gay, combinato all'appello di responsabilità verso i rapporti sessuali non protetti.
È ben organizzato e coraggiosamente conflittuale, ma è semplicemente meno avvincente del racconto di John, in cui l'energia era magnetica, ora invece si dissipa, generando anche nello spettatore uno stato di confusione “Che fine ha fatto John? E che cosa c'entra adesso questa sauna con tutti personaggi sconosciuti?”.

Le risposte arrivano solamente alla fine, quando i riflettori si dispongono ancora una volta sul protagonista che entra a far parte dei personaggi frequentatori della sauna, in cui spera di trovare il rapporto che darà senso senso alla sua vita.
La scelta della sauna gay, luogo che riveste una potente ambiguità, nasce dal tema iniziale che Newson si era prefissato di indagare, cioè il rapporto degli uomini con l'amore e la sessualità, intervistando una serie di uomini frequentatori di saune gay. Il lavoro finale, che il pubblico dell'Auditorium si è trovato di fronte è venuto a galla non appena il coreografo si è trovato ad intervistare proprio il protagonista, John, un uomo di 52 anni, alla ricerca di riconfigurare la sua vita, in più di un modo.
Ed è proprio verso la fine dello spettacolo che sentiamo la vera voce di John che si interroga, fa domande ed infine si distende sul suo letto fatto di gommapiuma e lenzuolo, confidando di trovare la persona che lo farà sentire finalmente importante.

Su EQUILIBRIO vedi anche la recensione di D. Stella su DEI CRINALI (EQUILIBRIO: equilibri e sospensioni nei CRINALI dell’immaginario corporeo)

I prossimi appuntamenti con EQUILIBRIO (vedi il comunicato EQUILIBRIO, l’undicesima edizione all’Auditorium Parco della Musica Dal 7 al 26 Febbraio 2015

Mercoledì 18 febbraio 2015 ore 21
Sala Petrassi
HelKa / Helder Seabra
When the Birds Fly Low, the Wind will Blow
PRIMA ITALIANA
Biglietti 20 euro

Venerdì 20 e sabato 21 febbraio 2015 ore 21
Sala Petrassi
Protein / Luca Silvestrini
LOL (lots of love)
Biglietti 20 euro

Lunedì 23 febbraio 2015 ore 21
Sala Petrassi
Scottish Dance Theatre / Damien Jalet
YAMA
PRIMA ITALIANA
Biglietti 20 euro

Martedì 24 Febbraio 2015 ore 21
Teatro Studio Gianni Borgna
Cristiana Morganti
Jessica and me
Biglietti 20 euro

Giovedì 26 febbraio 2015 ore 21
Sala Petrassi
Gregory Maqoma / Roberto Olivan
Lonely together
PRIMA ITALIANA
Biglietti 20 euro

2 aprile 2015 ore 21
Sala Santa Cecilia
Sylvie Guillem
Coreografie di Akram Khan, Russel Maliphant, Mats Ek, William Forsythe
Life in Progress
Biglietti da 30 a 50 euro

MOSTRA
Dal 13 al 26 febbraio
AuditoriumArte
mostra fotografica Equilibrii
di Philippe Antonello e Stefano Montesi

Info
06-80241281
www.auditorium.com
Ufficio stampa Musica per Roma
Tel. 06-80241574 – 231 – 228 - 583

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