DANZA - Gufetto Magazine
È andato in scena il 24 e il 25 giugno, sul palco del Teatro Argentina di Roma, QUARTET GALA uno spettacolo imperdibile a cura di Daniele Cipriani, che non per la prima volta fa vivere al pubblico un’esperienza emozionante a contatto con la danza.
A fare da protagonisti, quattro nomi leggendari della danza contemporanea, tutti “over sessanta”: Mats Ek,Ana Laguna, Dominique Mercy e Susanne Linke.
 
Nella splendida cornice del Piazzale delle armi del Castel Sant'Elmo di Napoli, i corpi statuari di tre bravissimi danzatori hanno dato vita a più di un'ora di morbide evoluzioni davanti a un pubblico numeroso e attento.
 

#DANZA: spettacoli in scena a Roma

Gufetto riassume e riporta alcuni dei più importanti spettacoli di Danza in tutta Italia.
In questo mese una rassegna degli spettacoli più interessanti del Festival Estate Danza, della Biennale di venezia Danza e del Festival La Versiliana.
 

Al NAPOLI TEATRO FESTIVAL spazio anche alla Danza

Andrà in scena dal 3 al 28 giugno 2015 l’ottava edizione del NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA al cui interno trova spazio l’evento “Fringe” E45 NAPOLI FRINGE FESTIVAL 2015 che verrà seguito da Gufetto in contemporanea con l'edizione romana del ROMA FRINGE FESTIVAL.
 

GID@AND: l’Accademia Nazionale di Danza di Roma celebra la Giornata Internazionale della Danza

L' Accademia Nazionale di Danza di Roma celebra la Giornata Internazionale della Danza con una tre giorni Open Day. Ecco il punto sulle iniziative in programma fin da oggi, 27 aprile. 
 

DON QUIJOTE@Teatro Vascello:quando la follia vuol cambiare la realtà

Dal 22 al 24 aprile il palcoscenico del Teatro Vascello di Roma sarà lo sfondo del Don Quijote di Loris Petrillo. In scena tre danzatori: Nicola Simone Cisternino, Yoris Petrillo e Giacomo Severini, fisicamente molto diversi l’uno dall'altro, ma allo stesso tempo uguali nella voglia di essere il “Don Quijote originale”; si susseguono davanti ad un microfono presentandosi come il protagonista, sempre più in modo rapido e fisico, fino ad aggredirsi.
 

ID@Teatro Brancaccio: fusione esplosiva di arti circensi e street art

Dal 25 marzo al 4 aprile il Teatro Brancaccio ha ospitato il Cirque Éloize, lasciando il pubblico romano affascinato dal suo nuovo spettacolo ID, scritto e diretto da Jeannot Painchaud.

Suoni di traffico e sirene introducono la scena; si apre il sipario e gli artisti camminano frettolosamente tra palazzi e mura fedelmente ricreati dallo scenografo Robert Massicotte, facendo immergere il pubblico nel clima di una grande metropoli. Ad aumentare la spettacolarità della scenografia ci sono delle installazioni video di Alexis Laurence che creano effetti scenici e caratteristici della cultura urbana.

Da subito è evidente la grande energia, freschezza e giocosità che caratterizza tutto lo spettacolo e che ben rappresenta la filosofia artistica della compagnia, già messa in risalto dal nome, che significa “lampi di luce incandescenti al sole”. La grande innovazione del Circo Éloize, non è solo l’allontanamento dalle caratteristiche del circo tradizionale, ma soprattutto la contaminazione delle arti teatrali, coreutiche e sceniche con le innumerevoli arti circensi, che permettono la creazione di uno show ricco di forza e originalità.
Sul palco si alternano 15 artisti, che con più di un talento creano forti immagini della vita di strada, su musiche rock-elettroniche della scena underground. Ci sono trampolieri, acrobati, contorsionisti, giocolieri, pattinatori, trapezisti, trial biker e urban dancer, che per ben due ore riempiono la scena con un carico energetico esplosivo. Il primo tempo, racconta di un quartiere urbano, di quel luogo pubblico dove artisti e persone possono rifugiarsi o esprimere la loro individualità. Ci sono scene di lavoro, di scontri tra clan, di amicizie e di amori, come nella vera vita di strada. In scena entrano acrobati di ogni tipo, giocolieri, urban dancer e pattinatori.

Una fondamentale e ottima scelta registica è stata quella di creare un’armonia scenica delle singole “esibizioni” circensi in constante interazione con tutte le altre arti.
Se il primo tempo ha stupito il pubblico, il secondo lo ha davvero affascinato: un’esibizione di hand balancing su una torre di sedie, una ragazza che volteggia senza sosta utilizzando un hula hoop gigante, una contorsionista che con il corpo e con il cuore scappa dal suo spasimante e una scena bianca e pura che accosta un’acrobata di tessuti con un pattinatore.

Il pubblico è stato chiamato a partecipare in prima persona, nel momento in cui, per testimoniare la bravura del trial biker, è stato chiamato sul palco uno spettatore, gentilmente e ironicamente invitato a fare da ostacolo per la ricompensa di qualche chilo in meno per la paura e un cd delle musiche dello spettacolo. Verso il finale, dal grande palazzo si lancia il primo trampoliere, che saltando favolosamente in aria svela la presenza dei tappeti elastici ben nascosti dalla scenografia per creare un effetto magico e di grande stupore. Così, con un sottofondo musicale esplosivo e con un costante cambio di luci e proiezioni, lo spazio scenico è spostato dal piano orizzontale del palco a quello verticale: i tre trampolieri volteggiano in aria, scambiandosi, alternandosi e scomparendo all'interno della scenografia, quasi come se si assistesse ad un film di fantascienza. Per concludere e salutare, tutti e 15 gli artisti si riuniscono sui passi di una coreografia che segna l’apice energetico del gruppo e che richiama il pubblico ad un lungo e meritato applauso.
 

FOR BERGEN@Teatro Furio Camillo: coinvolti in una duplice condivisione

Il giorno 26 marzo, presso il teatro Furio Camillo, ha debuttato la compagnia No.no con For Bergen, portando in scena una trilogia volta ad indagare l’individuo nel suo essere, attraverso un processo di dedizione e negazione.
 

IL LAGO DEI CIGNI, OVVERO IL CANTO@Teatro Brancaccio: una vita per l'arte

Nel primo fine settimana di marzo è andata in scena al Teatro Brancaccio di Roma l'ultima creazione di Fabrizio Monteverde, uno tra i più apprezzati autori sulla scena contemporanea che,questa volta firma per la storica compagnia del Balletto di Roma la nuova versione di un classico d'eccezione “Il lago dei cigni, ovvero Il canto”, che nel novembre 2014 ha debuttato al Teatro Comunale di Ferrara.
 

DANZAINFIERA 2015: positivo il bilancio della decima edizione

Una decima edizione di grandi successi: dai più grandi nomi della danza presenti agli stage con i docenti delle scuole più rinomate, dalle vetrine più prestigiose per i giovani talenti ai migliori marchi del settore.
 

Equilibrio – LOL. Realtà e relazioni umane, ai tempi di internet

Per il festival Equilibrio, venerdì 20 e sabato 21, è tornato in Italia il coreografo Luca Silvestrini con lo spettacolo LOL (lots of love). Italiano di nascita e formazione, si trasferisce a Londra e nel 1997 nasce la “Protein dance”, la compagnia che ha sviluppato sul palco dell’Auditorium Parco della Musica, una intensa, ironica e più che mai attuale riflessione sulle relazioni umani e sugli effetti sociali della comunicazione virtuale.
 

EQUILIBRIO: JOHN, il vortice girevole dell'amore

Nelle serate del 13 e 14 febbraio 2015, sul palcoscenico dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, per l'undicesima edizione del Festival Equilibrio, è andata in scena la performance JOHN, presentata in prima nazionale, dal collettivo di Loyd Newson DV8 Physical Theatre.
 

EQUILIBRIO: equilibri e sospensioni nei CRINALI dell’immaginario corporeo

Il giorno 11 febbraio il coreografo Manfredi Perego è tornato sui palchi dell’Auditorium Palco della Musica con DEI CRINALI, una nuova produzione che mantiene la linea di ricerca di “Grafiche del silenzio” il lavoro coreografico che gli ha meritatamente assegnato il premio Equilibrio 2014.
 

EQUILIBRIO, l’undicesima edizione all’Auditorium Parco della Musica Dal 7 al 26 Febbraio 2015

L’Auditorium Parco della Musica ospiterà nel mese di febbraio l’undicesima edizione di Equilibrio Festival della nuova danza, la rassegna annuale che offre una panoramica mondiale, ospitando maestri eccelsi della scena internazionale e artisti emergenti che si muovono in territori di confine tra la danza e il teatro.
Anche quest’anno la direzione artistica è affidata a Sidi Larbi Cherkaoui, il coreografo e danzatore belga più volte protagonista della programmazione di Musica per Roma che ha scelto come tema della rassegna la Coppia e la Comunità.
 

LES ÉTOILES@Auditorium Conciliazione un palco nudo illuminato da Stelle Danzanti

Un teatro gremito di spettatori per il gala internazionale di danza “Les Étoiles” che si è svolto all’Auditorium Conciliazione di Roma nei giorni 10 e 11 gennaio.
 

LO SCHIACCIANOCI@Auditorium Conciliazione: in scena un De La Roche ironico e giocoso

Recensiamo "Lo Schiaccianoci" in scena all'Auditorium della Conciliazione, ancora in scena dal 4 al 6 gennaio 2014, messo in scena dalla Compagnia Balletto di Roma 
 

Gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza uniti per un mondo migliore

ROMA: Giovedì 18 dicembre: a seguito dell’ordinanza del Tar riguardante la sospensione a direttore del Maestro Bruno Carioti, e quindi del vuoto istituzionale che si è venuto a creare, gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, hanno convocato presso il Teatro Ruskaja una conferenza stampa per mettere il mondo a conoscenza del loro profondo disagio che si protrae da più di tre settimane.
 

SULLA FELICITÀ@Teatro Vascello: quando cambia il punto di vista

Luci soffuse e in scena undici personalità differenti, riconoscibili caratterialmente anche dal vestiario. Questo è ciò che il pubblico del Teatro Vascello si è trovato di fronte per lo spettacolo "SULLA FELICITÀ", coreografato da Giorgio Rossi.
 

GARBAGE GIRLS@Teatro Vascello: la realtà invisibile all'occhio

Il pubblico del Teatro Vascello di Roma dall'11 al 13 novembre, si è trovato di fronte ad un palcoscenico semivuoto, con pochi oggetti in scena, una vecchia coperta e qualche cartone sparso qua e là, immerso nella coreografia di “GARBAGE GIRLS” di Francesca La Cava.

Sul fondale non c'era il solito telo nero ma una scenografia di Stefano Pirandello, fatta di mobili accatastati l'uno sull'altro, vecchi utensili e collage di sedie malridotte, che subito cattura l'occhio dello spettatore, così come la totale mancanza delle quinte. Sembra proprio di essere nei sobborghi più desolati della periferia e delle stazioni, dove vivono i senzatetto. Nel buio entrano le tre protagoniste: Francesca La Cava, Corinna Anastasio e Angela Valeria Russo, con uno sguardo assente prendono posizione e si sistemano: chi sopra un vecchio cartone, chi rintanata sotto una coperta ricucita mille volte, e chi seduta di fronte ad un cagnolino giocattolo.
È proprio quest'ultimo a rompere il silenzio dello spettatore, che con i suoi movimenti e guaiti inizia a muoversi accanto alla coreografa.

La scena si illumina e i tre corpi prendono vita, tra rantoli di voce e sillabe canticchiate da La vie en Rose; i vestiti colorati e floreali indossati dalle tre artiste stridono con il contesto caotico. Sul fondale, proiettato sulla scenografia un video di Giovanni Sfarra che, ritrae passanti camminare e attraversare il luogo dove le tre artiste abitano, sono invisibili alla società e nella loro danza teatrale ed espressiva che parte lenta e timida all'inizio per poi divenire tumultuosa, istintiva a tratti persino irriverente ed infantile, giocano un ruolo fondamentale le musiche di Federico e Lorenzo Fiume, che alternano note dolci e melodiche a ritmi tecno. Il movimento spazia quindi dalla frenesia di salti e corse improvvise al perfetto equilibrio generato da forze contrapposte, fino al completo abbandono e fiducia nell’altro.
Una delle tre danzatrici, Angela Valeria Russo, la più giovane in scena, inizia a rovistare tra i rifiuti, vuole quasi sentirsi grande e inizia ad indossare scarpe con il tacco, sulle quasi inizia un gioco di equilibrio e forza che lascia lo spettatore incollato alle sue movenze, così fluide e allo stesso tempo instabili.

Tutto ciò che sembra ormai inutilizzabile è rovesciato a terra, sembra quasi essere in uno di quei momenti del quotidiano, in cui vediamo rovistare tra i cassonetti vicino casa, e quella scena è proprio lì davanti ai nostri occhi di nuovo, e questa volta su un palcoscenico: scarpe di diventano accessori, bracciali e cappelli e pentole che fungono da percussioni.
Si è immersi, per tutta la durata dello spettacolo, nel mondo del quotidiano, quel mondo reale ma ai nostri occhi invisibile.
 

ICARO (RELOADED)@Teatro Vascello: Feel like a natural woman

Il giorno 27 ottobre è andato in scena lo spettacolo “Icaro” (Reloaded), al Teatro Vascello di Roma, realizzato grazie al contributo di Banca Monte dei Paschi, in collaborazione con l'IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma.

Il palco è vuoto e a terra ci sono solo due quadrati di scotch bianco a fare da scenografia. Si accendono le luci e uno scroscio d’acqua inizia ad arrivare all’orecchio dello spettatore; una figura di donna appare sulla scena con indosso culottes e reggiseno color carne: è sotto la doccia e si sta lavando. I suoi movimenti sono delicati e allo stesso tempo impacciati, c’è qualcosa di diverso in quel suo modo di fare la doccia...
Ecco che una voce fuori campo inizia a narrare la storia di quella donna, una storia “di quelle reali”, lei la protagonista Antonietta Mollica, autrice dello spettacolo si racconta al pubblico, mettendo a nudo le vicende che le hanno cambiato la vita. A soli 34 anni la sua vita subisce un cambiamento importante: colta da un ictus metà del suo corpo è rimasto paralizzato ed è costretta a ricominciare da capo, a reinventarsi.

Un nuovo inizio è infatti quello che cresce e si evolve sul palcoscenico, una storia narrata attraverso la voce fuori campo, quella di Antonietta e attraverso la danza; quattro danzatori della Compagnia MOTUS, che ha co-prodotto lo spettacolo, accompagnano infatti, le vicende. I quadranti di scotch fungono da sequenze, in cui passo dopo passo gli eventi della vita della protagonista si susseguono, dall’ictus, alla riabilitazione, fino ad oggi.
Sconfitte e vittorie si accavallano, sprigionando anche la rabbia che ha dentro, e a tratti dal pubblico emergono applausi di incoraggiamento e di ammirazione. La danza, come arte del movimento che si esprime attraverso il corpo è stata di grande aiuto allo spettacolo: se la protagonista doveva cadere a terra, i danzatori la supportavano e la lasciavano delicatamente scivolare a terra, proprio come se il deficit non ci fosse, ma era la coreografia a volerlo. La danza che in questo caso non fa sentire la mancanza di qualcosa di reale, quella danza che sulla scena è sempre un piacere vedere e che ci fa “sentire” Antonietta come una “natural woman”.

Sul finale Antonietta sale sulla bici e pedala, pedala verso il futuro, come se volesse dare coraggio a chi la sta guardando più che a se stessa.

INFO
ICARO (RELOADED)
uno spettacolo per comunicare il coraggio di tornare alla vita dopo l’ICTUS

Testo originale: Antonietta Mollica
Adattamento: Andrea Murchio
Sceneggiatura: Rosanna Cieri
Coreografia: Simona Cieri
Interprete: Antonietta Mollica
Danzatori: Martina Agricoli , André Alma, Maurizio Cannalire, Simona Gori
Voce recitante Francesco Pennacchia
Voci Martina Agricoli, Maurizio Cannalire, Simona Cieri
Musica Autori vari
Consulenza musicale Tobia Bondesan
Disegno luci Rosanna Cieri
Postproduzione e montaggio Virus STUDIO
Foto Carlo Pennatini, Luca Lozzi
Regia Rosanna Cieri

TEATRO VASCELLO
Via G. Carini 78 - Monteverde Vecchio (Roma)
tel. 06 5881021 - 06 5898031
fax 06 5816623

Grazie a Cristina D’Aquanno ufficio stampa Teatro Vascello

Botteghino
dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedì dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 16 alle 21,30
domenica dalle 14,00 alle 19,00
 

Rozenn Corbel: riflessioni a passo di danza

Gufetto Mag è fiera di ospitare tra le sue pagine, un’intervista, a cura di Alessia Fortuna (laureata presso l'Accademia Nazionale di Danza di Roma e presso la Sapienza in Teatro e Danza) a Rozenn Corbel danzatrice, attrice, performer e coreografa francese, stabilita in Italia da diversi anni, fondatrice nel febbraio 2007 della compagnia Incontempo (vedi il profilo in fondo).
Chiediamo a Rozenn Corbel un commento sul suo ultimo lavoro "Dentro e fuori dal tempo" e sulle tecniche coreografiche e musicali sperimentate dalla Compagnia: dalle considerazioni sul metodo di Alwin Nikolais a riflessioni sul binomio tra danza e musica e, più in generale, sul ruolo della danza nel mondo contemporaneo.

Alessia Fortuna (AF): Cosa ha fatto suo del metodo di Alwin Nikolais e come esso si interseca con le altre tecniche da lei studiate, nelle sue performance?

Rozenn Corbel (RC): Il metodo del Maestro Alwin Nikolais è estremamente formativo, porta ad una grande consapevolezza del proprio corpo in rapporto con le direzioni, lo spazio, la forma, il tempo, la qualità di movimento, gli oggetti e gli altri (tutti concetti che vengono utilizzati continuamente in qualsiasi forma, stile e tecnica di danza). La parte che ho maggiormente mantenuta è quella laboratoriale : ogni volta che si approccia una nuova tematica, c’è tutto un percorso che prevede, oltre al lavoro tecnico, delle improvvisazioni guidate su l’argomento, poi una composizione collettiva (intesa come una coreografia di gruppo) e in fine un assolo (coreografia singola). Se uno ha la fortuna come me, di aver studiato per anni questo metodo, si arriva ad una conoscenza profonda del proprio io. Insegna ad analizzare, in tutte le sue sfumature, qualsiasi elemento sul quale si desidera elaborare un percorso creativo. Permette di acquisire una metodologia di progettazione.
Avendo studiato, e continuando a farlo, tante altre tecniche di danza moderna e contemporanea e dopo essermi avvicinata anche al teatro comico e al cabaret, posso dire che questo metodo è completamente integrato nel mio linguaggio e anche se rivisitato, fa parte di me.

(AF): Com'è nato il binomio tra danza e musica nelle sue coreografie?

(RC): Avendo vissuto in gran parte la mia infanzia in paesi bagnati da musiche calde e ritmiche, sono sempre stata stimolata ed ispirata da esse. Infatti, non è un caso se collaboro da più di 12 anni con il musicista percussionista Alberto Di Giacomo. Il nostro incontro ci ha condotti ad approfondire il rapporto tra il movimento, la voce (come mezzo melodico, ritmico, recitativo) e le sonorità percussive, da cui si è originata un’interazione tra corpo, stati d’animo, espressività, teatralità e musicalità. Questa ricerca si è concretizzata sia a livello didattico che teatrale. Inoltre, ha permesso al Maestro di comporre le musiche originali delle produzioni della nostra compagnia “Incontempo”.

(AF): Dopo aver viaggiato tra Brasile, Marocco, Senegal e Francia, arriva in Italia e, ad oggi la sua compagnia fa parte del Co.Re, da cosa deriva questa scelta di rimanere in Italia?

(RC): La mia scelta non è affatto artistica ma personale. Ventisette anni fa, sono venuta in Italia per amore, ho costruito e vissuto una convivenza dalla quale è nato un figlio. Una volta separata, non ho voluto che crescesse senza il papa. Avevo anche allora, consolidato una mia vita qui, Parigi non essendo cosi lontana, ho pensato di rimanere. Tante persone mi chiedono “ma che fai qui, perché non torni a Parigi, visto la situazione della cultura e la poca considerazione che si ha dell’Arte contemporanea in questo paese?”

(AF): Nel suo ultimo lavoro “Dentro e fuori dal tempo”, si scontrano/incontrano due realtà rappresentate da una figura giovane e una matura, secondo lei c'è quindi il bisogno di un confronto tra le due oggi? Ci può spiegare la performance alla luce della situazione attuale?

(RC): Il significato di questo mio pensiero può anche non avere una connotazione anagrafica, ognuno di noi, durante il cammino della propria vita, ha incontrato situazioni o persone che ci hanno permesso di maturare e crescere. Nella società odierna, priva di comunicazione e personalità, credo sia necessario aiutare le giovani generazioni a soffermarsi.
Tutto e tutti vengono omologati, tutti vogliono tutto e subito, senza mai soffermarsi ad assaporare, gustare e godere di ogni momento, senza più analizzare e pensare a quello che si è e che si fa.
I bambini e i ragazzi non sanno più inventare giochi, rapportarsi uno con l’altro, non sanno più essere a contatto stretto con la natura in cui spaziare, toccarne i sui elementi e cadere.
In questo mondo, tutto ormai passa tramite e attraverso la velocità, l’elettronica, il web, la rete e i social network ( mezzi comunicativi freddi, virtuali ed impersonali, usati sia al livello lavorativo che di interscambi umani).
Un periodo in cui le persone non si incontrano più, come una volta, vedendoci dal vivo e guardandosi negli occhi, ma comunicando tramite uno schermo, utilizzando per scrivere, non la propria calligrafia, ma lettere prescelte con forme e colori diversi e spesso con un linguaggio abbreviato.
Un momento in cui milioni di persone si iscrivono a pagamento, in siti di incontri per conoscere l’altro sesso e cercare l’amore.
Per la poca comunicazione e il poco tempo dedicato a soffermarsi, si sta perdendo l’utilizzo dei cinque sensi, il contatto con il proprio io e l’altro da se. Stanno crescendo sempre di più malesseri, violenze, bullismo, incomprensioni, ansie, aggressività, suicidi, crimini allargati a famiglie intere.
Tutte queste osservazioni, considerazioni e riflessioni, mi hanno dato maggiore consapevolezza su come viene vissuta questa contemporaneità, facendone parte ma non condividendone tutti i suoi aspetti. Mi hanno anche ispirata per elaborare una scrittura drammaturgica e coreografica.
“Dentro e fuori dal tempo” è una riflessione sul vissuto della contemporaneità attraverso due mondi generazionali, all'inizio separati, che poi si incontreranno.
Una figura giovane che vive questa società, ne fa parte senza contrastarla, con la sua tecnologia, i suoi tempi, valori, linguaggi e modi.
Una figura matura che vive questa società, ne fa parte contrastandola, rifiutandone alcune visioni e non ritrovandosi più nel modo in cui viene vissuta e sperimentata.
Il mondo maturo andrà ad incontrare quello giovane e tenterà di portarlo a se, aiutandolo nella crescita e consapevolezza. Il senso ed il percorso della vita di ognuno di noi.

(AF): Come vede la situazione della danza oggi, in Italia e all'estero?

(RC): Credo che in questo momento storico, nulla di nuovo si stia inventando in ambito artistico. Più che mai, quello che appare nella spettacolarizzazione dell’arte, è la fusione ed interazione di diverse discipline, anche tra loro (danza- musica- teatro- video proiezioni- arti visive).
Il posto dell’Italia, per quanto riguarda l’arte contemporanea, si trova dietro agli altri paesi europei, in quanto le istituzioni non danno i mezzi per il suo sviluppo, la sua conoscenza e crescita. Negli ultimi anni, alcuni paesi vengono riconosciuti come dei fari per la danza contemporanea: l’Olanda, l’Austria, la Germania, la Francia e anche la Spagna. Hanno e continuano a sviluppare la divulgazione, la promozione e la produzione della danza.
L’Italia è un paese ricco di storia e di opere d’arte, ma si adagia sul suo patrimonio, con uno spirito conservatore, che non le permette di andare avanti e di vivere con il suo tempo.
La figura dell’artista non viene riconosciuta. Per il pensiero comune, l’artista non lavora ma si diverte. Se vogliamo davvero un cambiamento, dobbiamo pensare all’insegnamento nella scuola, in tenera età, delle materie artistiche, necessarie e fondamentali alla formazione dell’individuo, e allo sviluppo del suo senso critico.

(AF) Quali consigli darebbe alle nuove generazioni?
(RC): Consiglierei alle nuove generazioni:
Di utilizzare con maggiore criterio le nuove tecnologie e di usarle in modo equilibrato
Di non perdere il contatto con la loro persona e con gli altri.
Di soffermarsi, di prendere il tempo per guardare, sentire, ascoltare, toccare e gustare.
Di approfondire.
Di non omologarsi agli altri, di non avere paura di essere diversi ma al contrario, essere felici di avere personalità.
Di scambiare, confrontare e condividere.
Di avere delle passioni.
Di coltivare una propria sensibilità artistica.
Di leggere, viaggiare, andare a vedere spettacoli, ascoltare concerti, andare al cinema, osservare la gente e la natura.
Di vivere intensamente ed apprezzare tutte queste bellissime cose che procurano emozioni e sensazioni, senza le quali la vita non varrebbe la pena di essere vissuta.
Di andare all’estero a vedere cosa accade, se si vuole intraprendere un mestiere artistico.
Di tornare poi in Italia più ricco, dinamizzando e dando cosi nuovi fermenti a l’arte, rendendo partecipe gli altri e il pubblico del bagaglio acquisito.

Il profilo: chi è Rozenn Corbel

Danzatrice in diverse Compagnie in Francia e Italia, coreografa e performer francese,si è stabilita in Italia da diversi anni. Ha conseguito il diploma di stato francese per l’abilitazione all'insegnamento della danza moderna e contemporanea. Si è formata alla danza a Parigi, con Christine Gérard, pedagoga tra i maggiori esponenti in Francia del metodo Nikolais.
Nel febbraio 2007 fonda la compagnia Incontempo che propone creazioni di danza contemporanea - teatrodanza, approfondendo il rapporto tra il movimento, la voce (come mezzo melodico, ritmico, recitativo) e le sonorità percussive, da cui si è originata un’interazione tra corpo, stati d’animo, espressività, teatralità e musicalità. All’attività di danzatrice, attrice, performer e coreografa, ha affiancato da tanti anni, un intenso impegno didattico in corsi che vanno dalla propedeutica a i livelli avanzati e professionisti per danzatori, attori e la formazione di futuri insegnanti di danza. 
 
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