84 GRADINI@Fringe Festival: quando la vita scorre correndo, e tu la insegui - Gufetto Magazine

84 GRADINI@Fringe Festival: quando la vita scorre correndo, e tu la insegui

Immersi nel sublime scenario di Villa Mercede e concedersi una serata dedicata totalmente al teatro all'interno del Roma Fringe Festival 2014 , è un’attività ideale in questi giorni estivi. Il clima che contorna lo spettatore è magico, artistico, tanto che attori delle compagnie in scena in questi giorni vengono più e più volte a farti conoscere i loro spettacoli, immergendoti nelle proprietà comunicative del teatro.

84 Gradini è lo spettacolo a cui mi sono dedicata l'11 giugno e che sarà in scena il 12 giugno (ore 22) che sarà sulla scena anche il giorno successivo, facendo specchiare lo spettatore nel riflesso della propria vita. Scenografia molto semplice ed essenziale, dove a ricoprire il palco ci sono cubi colorati di molte dimensioni, che compongono le forme più disparate (torri, spiedini, triangoli...).
Verranno utilizzati durante lo spettacolo, in modi diversi, diventeranno oggetti: cellulari, guardaroba e incubatrice, ma anche strumenti musicali. Sembra quasi di essere tornati all'asilo, nella stanza dei giochi, ma ecco che entra il protagonista e la magia dell'infanzia svanisce in un baleno.

Inizia il monologo frenetico di un uomo, interpretato da Giuseppe Mortelliti, che dalla campagna si è trasferito in città, un uomo sognatore, che ama dipingere i volti delle persone perché sono gli occhi che racchiudono l'essenza, e che ora si ritrova a convincersi che riparare le scale mobili sia il lavoro giusto per lui. “Una vita fatta di scale”, quella di tutti noi, con i nostri alti e bassi e che, come è evidente nel ritmo serrato dello spettacolo, corre più in fretta di noi. Corriamo e corriamo per stargli dietro, gli eventi accadono e noi possiamo solo farcene una ragione, persino la morte è qualcosa che accettiamo di fretta e andiamo avanti.

Il clima di tensione e il ritmo frenetico, dati dalla continua enumerazione degli scalini in ordine crescente, che danno l'idea che prima o poi l'ottantaquattresimo arriverà, e i gesti veloci, dei salti da un lato all'altro del palco, vengono ogni tanto interrotti dalle interpretazioni di personaggi bizzarri del superlativo Mortelliti e dagli istanti che esso stesso dedica all'interazione con il pubblico, generandone le risa.
Spettacolo che ti vien voglia di raccontare agli amici appena finiscono gli applausi, che ti fa riflettere sul fatto che nella vita non si ha mai il tempo di testare prima i gradini per poi scegliere di salirli o scenderli, bisogna essere come il mare, che “si infrange contro gli scogli, senza rompersi mai”.

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