Un premio cinematografico può trasformarsi in un incubo in pochi semplici passi.
Step1. Arrivate, il vostro nome non è stato ancora segnalato e invece di lasciar stare, perché tanto non vi va assolutamente di partecipare, vi incaponite e dicendo che siete un giornalista entrate senza problemi
Step2. Nessuno, compresa la giovane attrice premiata, vi ha fatto esplicitamente capire che non si tratta di una cosa breve, bensì di una lunga cena, con red carpet all’inizio e aperitivo lunghiiiiisssimo. Cena alla quale parteciperete con un’assegnazione dei tavoli randomica.
Step3. Superate quasi indenni l’aperitivo, mentre procaci starlette della televisione e del cinema si presentano e nitriscono a stupide battute, e arrivate al vostro tavolo. Insieme all’amica c’è anche lei: l’Attrice. L’Attrice è un volto stra-noto, si presenta immediatamente squadrandovi compiaciuta. Ha più di cinquant’anni, ma il silicone e una dieta ferrea la tengono su sensuale come una pantera pronta ad agguantare la preda. Mentre vi sale il mal di testa ed evitate come la lebbra le pietanze (davvero disdicevoli, come il vino, veramente dozzinale nella sua presunzione di essere prodotto da una grande azienda) lei comincia ad attaccare bottone. Chiedendovi chi siete, che fate, complimentandosi, ma tutto sotto forma di monologo assoluto, costellato di “Io” rafforzativi ego riferiti. Nel frattempo spostandosi i capelli, umettandosi le labbra, portando in avanti il seno. Passate anche l’ennesima portata e decidete di concedervi una sigaretta. Ma, ahivoi, le avete lasciate.
Step4. Nessuno fuma. A parte l’Attrice. Che ve le offre immediatamente, visto che ne aveva voglia anche lei… di fumare. Uscite. Fumate la sigaretta mentre lei vi racconta gli ultimi 40 anni di cinema/teatro/televisione italiana e mondiale. Optate per il bagno, ma MAGIA! Anche perché lei ne aveva proprio bisogno. Salite. Bagni promiscui, lei si guarda attorno con sguardo diabolico e mentre uscite per lavarvi le mani… vi rendete conto che le porte d’uscita sono bloccate e che da uno dei bagni (classici con la porta che si apre verso l’esterno) c’è lei che ruggisce e si contorce. Al che pensate stia male, vi avvicinate e invece è contro il muro con il viso e il corpo, le mani all’altezza delle spalle con le dita che graffiano la maiolica e dice “Ah. Prendimi qui. Sono una donna che non sa saziarsi. Basta con questi attori. Voglio un uomo comune. Che mi sappia possedere. Che mi sappia sottomettere”. E menate di questo tipo. Restate fermi davanti a questo spettacolo sexy-geriatrico (per carità ci sono donne di una certa età meravigliosamente appetibili, non solo fisicamente) e arretrate lentamente, mentre lei continua sul muro. Arretrate. Arretrate. Sempre guardando il bagno, come con gli orsi. Aprite la porta. La richiudete, con lei che ancora blatera “Io sono essere insaziabile padrona, schiava lussuriosa…” et similia. E scendete
Step5. Mentre il vostro piano di fuga si sta concludendo, con la chiamata di un taxi, una mano si poggia sulla vostra spalla. “Ciaaaooo”. È l’amico gay dell’Attrice. È l’amico gay che vi guarda da quando siete arrivati…
Cordialmente vostro Ernest LeBeau























