Questione di gusti, questioni di ascolti, di cultura, di animo. In fin dei conti, come nei rapporti, tutti questi fattori sono decisivi anche nella musica.
Ho sempre avuto un legame inscindibile con questa compagna. Sin da ragazzino in casa si suonavano strumenti, assistevo a jam session tra jazzisti, mi addormentavo con il sorriso sulle note di pianoforte classico, ridevo quando una batteria cominciava a correre nella stanza in cui mi trovavo.
È un viaggio. Puro e semplice. La mia curiosità mi ha avvicinato alla storia e ai volti, la mia indole mi ha allontanato da alcuni generi, eppure ogni volta c’è qualcuno o qualcosa che riesce a muovermi la pancia. A farla contrarre facendomi rimanere con la faccia assorta, persa nei movimenti delle mani sui legni, sull’avorio, sulle corde che cantano.
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Amo dalla classica alle estremizzazioni più brutali del metal. Ognuno dei protagonisti ha un suo perché un suo concetto e sì, esiste Musica Bella e Musica Brutta, ma è pur vero il contrario. E bisogna conoscere, non farsi conoscere dalle mode del momento.
I ricordi si legano ai cd, ai momenti vissuti in macchina o sul tram. Le città firmano le proprie colonne sonore ogni volta che le viviamo. Ci sono canzoni allegre che fanno piangere e altre struggenti che regalano sorrisi. La nostra vita è una casa discografica immensa.
Spesso mi sono detto di aver trovato la mia musica, me ne sono dichiarato innamorato pur sapendo che qualcosa forse non mi apparteneva del tutto. Ripeto sono una spugna e assorbo.
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Ma da qualche tempo sono convinto di avere nelle orecchie la melodia perfetta, l’esatta culla per la mia anima inquieta, un tempo dolce che sa incalzarmi e farmi sognare ogni volta che ne ascolto (avidamente).
Un santo Graal che contiene la panacea per le mie ferite e che mi fa stare in uno stato di terrorizzante felicità .
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La Musica. Questa parola che onomatopeicamente mi ricorda Musa. Non un’invenzione, un’operazione commerciale. Soltanto verità di occhi che finalmente si chiudono e possono lasciarsi incantare completamente.
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Cordialmente vostro
Ernest LeBeau
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