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Una bella serata. Nel centro di Milano. In un grande e rinomato albergo di Milano. Siete ospiti di un club di amanti del sigaro avana.

Entrate nella smoking room, salutate il vecchio amico che oramai (ma speriamo che presto ci ripensi) si è trasferito a Milano, accendete il vostro amato piacere e vi rilassate con un buon bicchiere di acqua gassata, prima di passare a un corposo cognac.

 

L’atmosfera è delle migliori, si conversa amabilmente, ci si confronta su amenità legate al mondo del fumo lento e non faccio caso alla prima ragazza che entra nella nostra stanza. Ricordo solo l’altezza e il fatto che sia bionda.

Passa un po’, accendo il secondo sigaro e entrano due ragazze straordinariamente belle. Gambe fuori misura, seni prosperosi e prospicienti, truccate e ammiccanti. Entrano, si siedono per un attimo, accendono la sigaretta. Si guardano fuori ed escono. Sono le 22.00. alle 22.10 entra un’altra ragazza. Sovietica o comunque dell’Est, sguardo glaciale che invoglia i sensi. Beve il suo vino bianco guardandomi ed esce. Alle 22.30 è una sud americana a fare il suo ingresso in tutta la sua trionfante prosperosità. Una boccata d’ossigeno tolta ai miei polmoni. E fino alle 23.00 è un susseguirsi. Mi domando se ci sia una convention, ma il mio vecchio amico ridacchia, leggendomi nel pensiero e mi dice che non mi sto sbagliando. Sono escort. Entrano ogni sera come se niente fosse, fanno un giro, si siedono, bevono e cercano uomini. Sotto gli occhi di tutti.

Mi ritrovo a bocca aperta! Certo, io non è che mi faccia di questi problemi, credo che i bordelli di Bangkok abbiamo molto più da raccontare e far restare allibiti di questo e non sono un puritano… ma la cosa è che accade nel centro di Milano e sotto lo sguardo complice di tutto lo staff alberghiero.

Continuo a sorseggiare e a fare boccate fumose.

Arriva un giovane. Dentro oltre a noi, due ragazze mulatte. Lui con il suo bicchierino frizzantino, entra spavaldo le punta e attacca bottone.

Le due cominciano a ridere, io a prendere i pop corn con gli altri. Altro che 3 D!

Lui si fa sempre più audace, ha un non so chè di puro e loro lo guardano un po’ incerte sul da farsi.

La più giovane delle due si siede con lui mentre l’altra si accende una sigaretta.

Classica scena: lui seduto, lei su un lato, coscia sulle sue gambe e bocca vicina all’orecchio dello sprovveduto.

Il poverino a un certo punto si ghiaccia. Fa una faccia che trasuda un punto interrogativo grosso come Giove. Lei si stacca dall’orecchio. Lui la guarda e chiede (da labiale) COOSA?? Lei si riavvicina. E lui resta di sasso.

La ragazza si alza di scatto, guarda l’amica ed escono, non prima di aver lanciato uno sguardo malaugurante al povero giovine, che resta immobile. Sguardo perso nel vuoto e il bicchiere frizzantino in mano. Credo sia ancora là.

Morale? Se non sei più che certo di essere famoso e canonicamente bello, chiediti perché due giovani bellezze da passerella, ti abbordano, ti ammiccano e ti fanno sentire un casanova. Altrimenti rischi di restare a fare la tappezzeria con inquietanti interrogativi in testa…

 

Cordialmente vostro

Ernest LeBeau

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