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V.M. 18 Padova

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Di Padova ho un ricordo davvero strano e molto hot, quindi se avete lo stomaco delicato evitate l’ultima parte.

Ci sono stato una volta in compagnia di una mia carissima amica scrittrice e mi sono ritrovato in una specie di lungo “incubo” surrealista.

 

Dovevamo partecipare ad una trasmissione televisiva condotta  da una nota (così dicevano) porno attrice, la mia amica aveva scritto un saggio dal gusto vagamente erotico e quindi era stata invitata, ma non sapevamo nulla riguardo al programma e alla sua conduzione.

Arrivati in città ci siamo subito scontrati con una popolazione che viaggiava a mille all’ora e una signora per indicarci un caffè e portarci «Perché in loco visto che «Qui ci si perde facilmente ed è meglio che vi porti io!», ci ha fatto sudare sette camicie. Non solo per la camminata, ma anche per la spericolatezza con cui non rispettava i passaggi pedonali, chiacchierando amabilmente della storia della città.

Giunti nel più importante e storico caffè locale, il Pedrocchi (dove dovete assolutamente andare se passate di lì) siamo stati serviti nientepopodimenoché dal barman  Loyd di Shining! Giuro. Era lui e con la mia amica continuavamo a sghignazzare increduli.

Ci vengono a prendere: macchina super corazzata cafona bianca, da cui scende un uomo estremamente laido. Camicia bianca aperta fino al terzo bottone, giacca e pantaloni di un nero non bene identificato, volto madido e sigaro toscano. Quello che poco prima avevo detto di aspettarmi a B.

Facciamo il nostro ingresso negli studi, sperduti, e la “padrona di casa” viene a farci gli onori. Alla mia compagna di viaggio B. vestita, a me dopo 5 minuti con una sottilissima linea rossa che non copriva nulla del suo sesso, spalmandosi crema sul corpo. «Ma tu chi sei? Come mai qui? Cosa combini nella vita? Sai mi spalmo la crema così esco meglio in video? Lo spalmata bene qui dietro?EH!?». il tutto con le sue chiappe, un po’ cadenti ahimè, a due cm dalla mia faccia.

Ma la domanda che mi rimbombava era: che vuol dire che si spalma la crema per uscire meglio in video?

Presto detto: comincia la trasmissione, io mi metto in cabina regia, si parte, guardo lo schermo e … la conduttrice era su uno sgabello praticamente seminuda. Il filo interdentale di prima le copriva ora anche i capezzoli (modello Borat, ma con spessori di micron) e leggeva tutto. Tutto. Anche la sua presentazione «Buonasera io sono ___, siete in collegamento con ___, questa trasmissione parla di sesso e sessualità con me, ___ » e via dicendo. Una cerebrolesa praticamente.

La trasmissione ha visto la conduttrice perdersi due volte una tetta durante la diretta, con B. che la guardava allibita (ancora oggi mi stupisco della bravura della mia amica nel non sbottare a ridere e a mantenere il filo del discorso), con telefonate dal medio oriente in cui chiedevano quanto costasse la scrittrice e se potevano ricevere del ballbusting (il cosiddetto “calcio dove sta meglio”, per gli ingenui del caso) dai suoi deliziosi piedi.

Salutati tutti ce ne siamo andati in un pub, dove ho scolato letteralmente, un boccale da 1lt di birra.

 

Una volta riaccompagnata in albergo B. ho chiamato Maddie (una mia vecchia conoscenza della città) per un’uscita.

Maddie è una ragazza solare, sempre con il sorriso. Un corpo piccolo ma bello, intrigante con un cervello curioso, intuitivo e molto, molto acuto.

Anche una seduttiva a cui piace molto giocare e ammiccare.

Appena ci siamo visti,io che da tempo volevo gettarmi in lei, ho cominciato un corteggiamento spietato.

Finiti a casa sua abbiamo iniziato sul muro dell’ingresso.

Ho fatto scivolare le mani sotto il suo top, ho sentito la carne calda che si tirava e chiedeva di essere stretta. I seni, nudi  sotto il tessuto, hanno desiderato immediatamente tocco, facendo inturgidire i capezzoli sul mio petto.

Intanto la mia bocca raccoglieva il suo collo e la sua lingua schioccava di piacere. Lentamente la sua mano ha percorso la linea della mia cintura e ha avventurato un dito dietro di essa, sfiorandomi la pelle. L’altra mano è stata più decisa, ha raccolto l’iniziativa dell’altra e ha rubato alla timidezza la paura, stringendomi voracemente.

Maddie ha avvicinato la sua bocca al mio labbro e l’ha stretto, mordendo e stringendolo prima di lasciare che la sua lingua si facesse largo dentro di me.

I due corpi non ce la facevano più a danzare con una coreografia.

Lei è scesa , slacciandomi il pantalone e prendendomi senza remora, senza nessun tipo di pensiero che non fosse quello si gustare il mio sapore e il mio piacere.

L’ho spogliata in un attimo. Lasciandola contro quel muro, cominciando a usare la mia bocca lì dove il caldo dei suoi umori diventava profumo da far sciogliere sulla lingua.

Mentre inarcava leggermente la schiena, con le mani continuavo a esplorarla. Chiudendo le dita sulla coppa dei suoi seni.

Lo abbiamo fatto su un divano. Si è girata di spalle e con lo sguardo mi ha detto tutto.

Entrando ferocemente in lei, ho sentito la carne che spingeva contro la carne fino a non avere più spazio, più aria a cui aggrapparsi. Ho avuto il suo collo tra le mani e le sue spalle segnate dalla forza con cui ci stavamo prendendo.

Nel momento stesso in cui è venuta in un respiro strozzato, girandosi per guardarmi, si è voltata completamente per prendermi e lasciare che scorressi sul suo viso.

Abbiamo dormito insieme, lasciando che le mani toccassero i corpi di quando in quando.

Al mattino l’ho salutata per ripartire con B. che, divertita per il mio aspetto soddisfatto,  mi ha guardato e detto «Almeno non hai conosciuto solo una gallina padovana in questa nostra avventura!».

 

Cordialmente vostro

Ernest LeBeau

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 04 Marzo 2011 11:01 )  

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