“Ernest! Che succede!? Che ti succede!?” È una domanda che da qualche tempo le persone mi fanno. Dicono di vedermi diverso, di dover sopportare un’altra luce, a volte meno diabolica, dicono, dicono, dicono.
Non lo so. Sarà l’età, sarà che poi si arriva al punto in cui tutto converge e o si mettono le mani a coppa e si assapora quello che arriva, oppure si muore sommersi, affogando nel tentativo di vivere.
Ecco il problema è proprio questo “vivere”.
Come diceva qualcuno “Vivere è la cosa più rara del mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto”, e quando si pensa di vivere, molto spesso, si sta esistendo.
Sproloquio. Me ne rendo conto. Ho una nuova visione a cui devo abituarmi e che mi sta portando a noia alcune mie particolarità mentre ne sta facendo uscire altre in maniera inaspettata.
Anche il gentil sesso mi sta deludendo profondamente: non si trova più una donna che sia tale, tutte quante pronte a ululare al primo dito che sfiora un capello, tutte con la bocca piena di oscenità anche non richieste, durante il rapporto (escludendo che si tratti di selvaggio o non), tutte intellettuali con le gonne troppo corte e il cervello pieno esclusivamente di nozioni, che non rinunciano all’ultimo abito in passerella …
Ma di contro che abbiamo? Quelle che sono tutto cervello e vestono di nero o trasandate, non si depilano neanche nelle parti “a vista” e che fanno le suore a tavola e le puttane a letto. Insomma STE REO TI PI! Dov’è l’originalità, il piacere dell’unico, del dettaglio che intriga?
E si può essere contenti di una quotidianità così, fatta di “già visto, sentito, assaporato”? No! Si deve fare qualcosa.
Io comincio una rivoluzione personale che magari porterà tante cose o magari no.
Certo che se poi mi porta incontri come ne ho fatti di recente … ma ne riparliamo ok?
Cordialmente vostro
Ernest LeBeau























