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La rosa purpurea del Cairo

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“La gente vera vuol vivere nella fantasia e quella inventata vuol vivere nella realtà.”

La Rosa Purpurea del Cairo è un film del 1985, diretto dal geniale Woody Allen. Vincitore a Cannes del Premio della Critica Internazionale, è uno dei più importanti film del regista, interpretato da stimati attori come Mia Farrow (compagna per anni di Woody Allen), Jeff Daniels e Danny Aiello. In realtà al film partecipa anche Viggo Mortensen, la cui scena, però, al momento del montaggio viene tagliata.

Ambientato negli Stati Uniti degli anni ’30, dipinge una società afflitta dalla depressione e dalla disoccupazione. In questo contesto Cecilia interpretata da Mia Farrow, è una giovane donna che deve sottostare alla volontà di un marito dispotico e disoccupato (Danny Aiello). Cecilia ha una grande passione per il cinema, e lavorando come cameriera riesce a mettere da parte quei pochi spiccioli che le permettono di accedere al The Jewell, il cinema cittadino. Licenziata dal ristorante in cui lavora come cameriera Cecilia passa la giornata a vedere e rivedere il film che tanto l’aveva colpita la sera prima, ossia La Rosa Purpurea del Cairo. Guarda così tante volte il film che uno dei protagonisti, il personaggio di Tom (Jeff Daniels), si accorge della sua presenza in sala ed esce letteralmente dallo schermo perché si innamora della appassionata spettatrice. Nonostante lo stupore degli altri spettatori, per la scena inconsueta a cui assistono, i due fuggono insieme. L’assenza del protagonista impedisce il proseguo della trama del film, spingendo il produttore, il proprietario del cinema e l’attore stesso che interpreta il personaggio di Tom (ovviamente lo stesso Jeff Daniels) a trovare una soluzione.

La Rosa Purpurea del Cairo, si presenta come una simpatica e a tratti malinconica satira del cinema stesso. Il leitmotiv del film è senza dubbio il contrasto tra realtà e finzione. Questo è un aspetto tipico dei film di Allen, il quale  spesso affronta il tema della finzione e dell’immaginazione. Per certi aspetti si potrebbe dire che il regista prende spunto dalla letteratura di casa nostra, ed in particolare da Pirandello, infatti, sono molti gli aspetti che richiamano la tematica principale di Sei Personaggi in cerca d’Autore. È, per esempio, divertente vedere le reazioni degli altri personaggi rimasti sullo schermo che in preda alla confusione non sanno più come andare avanti e rimangono bloccati nella stessa scena per due giorni. Se Allen guarda alla letteratura non lo fa solo volgendo gli occhi all’Italia egli guarda, difatti, anche ad uno degli autori più importanti della letteratura Inglese, Shakespeare. Così come Shakespeare che nell’Amleto, si serve della tecnica del teatro nel teatro per svelare alcuni degli aspetti di questo genere, cosi fa anche Allen attraverso la tecnica del cinema nel cinema. Un film dentro un film, che ad un certo punto si congiungono uno all’altro creando un ponte tra la realtà e la finzione.

 Woody Allen sottolinea l’aspetto fittizio del cinema e lo fa attraverso i dialoghi, attraverso l’ingenuità e i limiti del personaggio Tom, che non conoscendo la vita reale, basa la sua visione dell’ esistenza sulla finzione. A questo proposito famosa è la scena sulla dissolvenza, Tom infatti dopo aver baciato  Cecilia le dice: “Dov’è la dissolvenza? […] Sempre, quando il bacio si fa ardente, subito prima dell'intimità, c'è la dissolvenza”. 

L’ immagine  della cinematografia che si ha guardando il film è duplice. Da un lato appare inaffidabile e illusoria,  essa, in fondo,  si prende gioco degli spettatori giocando con i loro sentimenti e con le loro emozioni; dall’altro appare come un realtà caratterizzata dalla perfezione, un mondo che permette di sognare, un mondo in cui c’è il giusto romanticismo e la giusta dolcezza in ogni storia d’amore. Questo aspetto infatti valorizza il cinema rendendolo un elemento di contrasto rispetto alla realtà che si presenta triste, malinconica e ingiusta. La vita di Cecilia è deludente, ha un marito che non la ama come lei vorrebbe, che la ignora e la maltratta, ella vive nella ristrettezza e nell’insoddisfazione. La sua unica valvola di sfogo è il mondo fittizio del cinema, infatti, quando la sorella (che nel film è interpretata dalla reale sorella della Farrow,Stephanie Farrow), al ristorante, le chiede a cosa stia pensando , lei risponde: Ah... A un superattico, al deserto, a baciarsi in una sala da ballo.[…] Erano tutti così belli, parlavano così scelto, facevano cose così romantiche...”.

E come poter dare torto a Cecilia? per la maggior parte delle persone il cinema rappresenta una dimensione parallela, un modo per estraniarsi dalla realtà e potersi immergere in mondi, culture e paesi lontani che fanno viaggiare la mente e l’immaginazione, rendendo la realtà in cui si vive più piacevole per qualche ora.

ARTICOLO DI: Valentina Oriti Monterosso

Titolo originale:The Purple Rose of Cairo.

Paese: Stati Uniti.

Anno:1985.

Durata: 84 min.

Regia, Sceneggiatura, Soggetto: Woody Allen.

Interpreti e Personaggi:

Mia Farrow: Cecilia

Jeff Daniels: Tom Baxter / Gill Shepherd

Danny Aiello: Monk

Stephanie Farrow: la sorella di Cecilia.

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