Dai primi minuti di pellicola in cui l'immagine in movimento, sulle strade di una New Orleans periferica e in bianco e nero, si fonde dentro le note di Jockey full of bourbon di Tom Waits, si sente battere il cuore del film e immediatamente si è circondati dall'atmosfera che ne caratterizzerà l'intero svolgimento.
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Jim Jarmush mette su video, con cura bislacca, il fascino proprio di un Tom Waits quasi nei panni di se stesso, con il suo cappello e le sue scarpe a punta, la sua camminata ciondolante e il suo fare noncurante (nel ruolo di Zack, un disc-jockey appena mollato malamente dalla sua ragazza), associandolo a un, altrettanto realistico, John Lourie con la sua immagine da timido furbastro (nel ruolo di Jack, sfortunato sfruttatore di prostitute), incolla i due scontrosi individui con una massiccia dose della comicità da buontempone di un giovane Benigni, brillante come è sempre stato (nel ruolo di Roberto, sfigatissimo turista italiano). Fatto questo, li piazza forzatamente in una cella con tre pareti di cemento spoglio, due letti a castello e una bella serie di sbarre d'acciaio tutte uguali, per farli poi fuggire attraverso i pantani del Mississipi e fargli incontrare Nicoletta Braschi nei panni di un' emigrata italiana ben sistemata nella vecchia casa dello zio d'America.
Ma non è la trama che regge questa ennesima chicca di Jarmush, bensì tutto il resto. A cominciare dai dialoghi essenziali ma pieni d'anima grazie alle voci degli attori: nessun doppiaggio, strano ma vero (invece dei buoni e bravi sottotitoli), ha intaccato il suono rauco e graffiante della voce di Tom Waits, ne quella più pulita di John Lourie, ne tanto meno l' italiano tosco-esilarante di un Benigni che tenta di esprimersi con un inglese talmente maccheronico da suonare quasi grottesco vicino al forte accento americano dei due musicisti. E le inquadrature, che si muovono lentamente ma a lungo tra le strade, sui corpi, sugli incroci e nelle stanze, tanto che pare di sentirne l'odore dell'aria e il suono di ogni sassolino pestato dalle scarpe dei passanti. Lungo la strada, sulle note di Waits e di Lourie (perché ha la loro firma la colonna sonora) Jarmush ci tiene lontani dalle luci e dalle star del pomposo e lussureggiante Sogno Americano, ma paradossalmente potremmo leggerci una versione più semplice, più condivisibile e più umana. Con lui e con i suoi personaggi ci muoviamo anche noi, non troppo ignari, spettatori trasportati da un nichilismo che odora tanto di decadente poesia da fin de siècle parigino, perfettamente fusa nell'anima blues delle strade che hanno visto passare gli schiavi neri e i loro padroni bianchi, il morbido cotone e il dolore dello sfruttamento e della lontananza dalla propria casa. Ma è anche come leggere una poesia di Kerouac o come ascoltare, appunto, un testo di Waits, con i suoi whiskey, i pub di infimo livello, le puttane e gli angoli della strada, uomini soli e donne abbandonate, notti infinite passate a bere e lettere mai scritte ne mai ricevute, cameriere di fast food e magniaccia di periferia, ambizioni frustrate e vite mai decollate, i sobborghi della grande America, attraverso la telecamera di Jarmush, diventano i nostri sobborghi, ma senza rattristare, senza distruggere gli appigli o le speranze di nessuno. Alla fine i due americani si divideranno, lasciando un Benigni innamorato tra le braccia della neo fidanzata Nicoletta, trovata li per caso tra le campagne del Mississipi. Con abiti nuovi e senza nessun vincolo o nessuna promessa da rispettare, possono liberamente riprendere le loro vite, che sono solo le loro e, nel bene o nel male, restano liberi di decidere che via imboccare, non importa cosa troveranno alla fine, l'importante sarà arrivarci avendo conservato comunque la libertà di scegliere.
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Regia: Jim Jarmush
Cast: Tom Waits, John Lourie, Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Ellen Barkin
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 107 minuti
Produzione: Black Snake, Grokenberger Film Produktion, Island Pictures
Distribuzione: Mediafilm
Uscita: 1986























