È stato molto tempo fa, più di quanto ora sembra, in un posto che, forse, nei sogni si rimembra, la storia che voi udire potrete si svolse nel mondo delle feste più liete. Vi sarete chiesti, magari, dove nascono le feste. Se così non è, direi... che cominciare dovreste! Già da dove nascono le feste? Per rispondere a  questa domanda il geniale, surrealista, estroverso Tim Burton ci offre 70 minuti di puro spettacolo: The Nightmare Before Christmas. È un fantasioso viaggio nel mondo delle festività e in particolare nel periodo tra la fine di Halloween e il Natale. La voce narrante iniziale ci conduce attraverso un bosco incantato per poi scaraventarci nella cupa e mostruosa città di Halloween. Il re di Halloween o meglio delle zucche è Jack Skellington (nella traduzione Italiana Jack Skeletron) uno scheletro appunto, che appena finiti i festeggiamenti della notte di Halloween comincia a sentirsi stanco e insoddisfatto della monotonia della sua vita. Nella città di Halloween, infatti, le giornate passano in prospettiva dei festeggiamenti che si tengono durante la Notte delle Streghe. Jack, in preda alla malinconia comincia così a girovagare tra lapidi e tombe seguito dal suo spettrale amico Zero( un cagnolino fantasma), finchè si ritrova in un posto a lui sconosciuto, un bosco che non aveva mai visitato prima di allora. In circolo Jack trova degli alberi i cui tronchi hanno delle porte con diversi disegni incisi, attratto dal disegno di un albero addobbato con luci e palle colorate Jack apre il tronco su cui è disegnato e viene letteralmente risucchiato all’interno di esso. Sprofondato nella neve Jack si ritrova nella ridente e colorata città del Natale. Profondamente colpito da quella realtà così diversa da quella a cui lui è ormai abituato torna nella città di Halloween con un unico intento: capire il mistero di quella differenza e del Natale stesso. Trascorre così le giornate all’interno della sua cupa torre dove si rende conto che per avere un po’ di quella vita gioiosa e colorata che ha visto deve impossessarsi del Natale e per prima cosa deve rapire per poi sostituire Babbo Natale ( che lui chiama Babbo Nachele per un gioco di parole presente nei dialoghi in lingua originale. Quando, infatti, Jack sente per la prima volta il nome di Santa Claus capisce Sandy Claws che significa appunto chele) . Il Re delle zucche architetta così un piano dando ad ognuno degli abitanti della città di Halloween un compito specifico come costruire regali, una slitta, delle renne e anche un costume. Ma gli abitanti di Halloween non riescono a capire il significato del Natale e finiscono per mischiare la festa di Halloween con quella del Natale dando vita ad un miscuglio fantasioso e surreale tutto da gustare.
Il film uscito nelle sale statunitensi nel 1993 è stato diretto da Henry Selick e non, come erroneamente si pensa, da Tim Burton che ne è invece l’ideatore e il produttore. Nel 2006 negli Stati Uniti il film è stato ripresentato in versione 3D, mentre in Italia la nuova versione è stata presentata fuori concorso alla 64° mostra Internazionale del cinema di Venezia nel 2007 in occasione del Leone d’Oro alla carriera a Tim Burton.
Il tocco di Tim Burton è immediato e chiaro, le figure, i colori, le forme che caratterizzano personaggi e contesto richiamano l’arte dell’animatore e disegnatore americano. Il film è popolato da esseri e mostri di incredibili fattezze, mostri bifacciali, bambole di pezza, vampiri con ombrelli per proteggersi dal sole, serpenti e vermi, tutto trasformato dal tocco geniale e vivace di Tim Burton. Ma Burton non è presente solo a livello visivo ma anche nei significati più profondi di The Nightmare Before Christmas, anche questa volta, infatti, Tim ci presenta un antieroe, un cattivo che si contrappone alla figura calda e rassicurante di Babbo Natale. Jack è un personaggio fondamentalmente malvagio, spaventoso, invidioso ma nonostante questo suscita tenerezza perché profondamente triste, cupo e solitario che per molti aspetti ricorda un altro grande personaggio di Burton: Edward Mani di Forbice. Anche Jack, infatti, come Edward cerca di lasciare il suo mondo per entrare in un mondo fatto di colori, calore e felicità ; come Edward, Jack cerca qualcosa e lo cerca al di fuori del suo mondo. Nonostante il Re di Halloween rappresenti in un certo senso il cattivo, il pubblico ne fa subito un icona facendolo entrare tra i personaggi più conosciuti e amati nel mondo cinematografico e non solo.
 Un ruolo essenziale nel film ha la musica, la colonna sonora e i brani che accompagnano le scene sono stati creati da Danny Elfman, compositore, attore e cantante statunitense che ha firmato molte delle colonne sonore dei film di Tim Burton, come Big Fish, Edward Mani di Forbice, Batman e ultimo Alice in Wonderland. In The Nightmare Before Christmas oltre a musicare il film, Danny Elfman presta la sua voce nelle parti cantate a Jack, mentre in Italia la parte musicale e la voce di Jack è stata affidata a Renato Zero. I pezzi musicali della versione in lingua originale hanno suscitato un enorme successo tanto che molti dei brani presenti nel film sono stati rivisitati da band e cantanti famosi raccolti poi in un CD. Un brano in particolare è ormai diventato famosissimo ed è, This is Halloween il brano di apertura del film che nella versione del 2006 è stato sostituito con la versione arrangiata da Marilyn Manson. Anche i colori fanno la loro parte, la contrapposizione tra colori caldi e freddi rende più profonda la differenza tra le due città e quello che rappresentano : la città di Halloween nera e grigia che oltre a ricordare insieme all’arancione i colori tipici di Halloween sono colori che rappresentano tristezza, monotonia e malinconia; dall’altro lato invece i colori vivi, caldi, gioiosi della città del Natale come il rosso e il verde.
Il film è sostanzialmente la contrapposizione tra la città di Halloween e quella di Natale, entrambe feste sentite e attese dai bambini a cui la tradizione e la religione da significati diversi e contrapposti. Ma The Nightmare Before Christmas ha anche un significato più profondo è la contrapposizione, infatti, tra il bene e il male, tra la luce e l’oscurità , tra la vita e la morte; due mondi che provano forzatamente a unirsi ma che tendono a rimanere distanti. Il film prodotto dalla Walt Disney è indirizzato ad un pubblico giovane, a bambini soprattutto ma come sempre accade con Tim Burton e i suoi film a rimanerne affascinati sono gli adulti. Un film che in questo periodo andrebbe visto e rivisto soprattutto per conoscere un’altra versione dei film natalizi diversa da quella a cui siamo abituati, una versione che vi farà amare la geniale e fantastica realtà Timburtoniana, realtà di cui non potrete più fare a meno!!!























