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L'uomo senza sonno

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Il confine tra realtà e immaginazione a volte può essere estremamente labile. Basta un incontro sbagliato e la vita di Trevor Reznik si trasforma in un incubo ad occhi aperti…Ma è veramente un incontro sbagliato o è la necessaria resa dei conti?

L’operaio Trevor Reznik (Christian Bale) non dorme da un anno, e il suo corpo porta i segni inequivocabili di questo martirio.
Le sue notti trascorrono tra il rumore della fabbrica, l’amore della prostituta Stevie (Jennifer Jason Leigh), le confidenze con la cameriera Marie (Aitana Sanchez-Gijon) e “L’idiota” di  Dostoevskij.
Finché un giorno al lavoro incontra Ivan (John Sharian) e qualcosa cambia. Uno strano incidente, la comparsa di messaggi nel frigorifero di casa sua, accompagnati dall’inquietante gioco dell’impiccato, portano Trevor ad un crescendo di tensioni che culminano con strane percezioni e manie di persecuzione. Trevor sarà costretto, in un percorso a ritroso costellato di ricordi frammentati e immagini apparentemente slegate tra loro, a ricomporre il puzzle della sua esistenza, fino alla inevitabile presa di coscienza del suo passato e la dolorosa espiazione.

 

Il tema del doppio ritorna prepotentemente nel film di Brad Anderson, dove tutto è il contrario di tutto. Salute e malattia, notte e giorno, buio e luce, destra e sinistra.
Interamente girato in una irriconoscibile Barcellona, L’uomo senza sonno si distingue in particolar modo per l’uso sapiente della fotografia, per i sottili riferimenti letterari e cinematografici disseminati all’interno della pellicola, nonché per la toccante interpretazione di Christian Bale, per la quale l’attore perse 35 Kg.
La potenza espressiva del film è interamente demandata alle immagini, colori scuri, forti, si contrappongono violentemente ad una luce quasi sempre artificiale.
L’uso di flashback e dell’ellissi, uniti ad una ripresa in soggettiva, inducono lo spettatore a calarsi sempre di più nella parte del protagonista e a vivere insieme a lui i traumi e le angosce del suo percorso
Anche la sceneggiatura si compone di elementi essenziali e scarni, molti i silenzi che sottolineano ed esaltano i pensieri dei protagonisti.
Nella solitudine di Trevor, nel suo percorso di espiazione, nella figura della prostituta, risultano quanto mai chiari ed evidenti i riferimenti a Dostoevskij e alla costruzione dei suoi personaggi.
Ad accompagnare il viaggio di Trevor troviamo una colonna sonora esclusivamente strumentale, che mai toglie spazio e attenzione alle immagini, ma le guida in maniera discreta, sottolineando il crescendo di tensione della narrazione.
Buona la scelta dei protagonisti, che nelle diverse fisicità rispecchiano le contrapposizioni presenti nel film; la magrezza emaciata di Trevor si scontra con l’aspetto brutale e forte di Ivan, mentre la sessualità della bionda prostituta Stevie si contrappone alla dolcezza della bruna cameriera Marie.
Nel complesso l’opera di Anderson si può considerare un buon thriller psicologico.
L’unica pecca risulta essere a tratti l’eccessiva lentezza e un finale che vuol richiamare alla memoria vecchie glorie Hitchcockiane.

 

ARTICOLO DI: Laura Febbroni
THE MACHINIST (L’UOMO SENZA SONNO)
REGIA: Brad Anderson
SPAGNA, 2004
CAST:
TREVOR: Christian Bale
STEVIE: Jennifer Jason Leigh
MARIE: Aitana Sanchez-Gijon
IVAN: John Sharian
FOTOGRAFIA: Xavi Giménez
Charlie Jiminez
SOGGETTO: Scott Koser
SCENEGGIATURA: Scott Koser
MUSICA: Roque Banos
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