Impossibile scegliere un titolo più adatto per il piccolo gioiello firmato Robert Corman, che ha fatto scintillare le nostre sale cinematografiche in questo fine settimana. Il titolo"La Piccola Bottega degli orrori" esprime al meglio il gusto artigianale, quasi delicatessen,che conserva la curiosa pellicola.
Il nostro si trova,così, costretto a prendersi cura della pianta la cui voce rauca eccheggia nella notte supplicando di essere nutrita.Il garzone imbranato Saymour si trasforma, ben presto ,in un killer seriale per amore fino a divenire egli stesso ultimo tragico pasto del terrificante vegetale.
Molti l'hanno letta come una metafora del potere che soggioga e schiavizza i più deboli, altri come un'accusa alla nostra emergente società imprenditoriale che fagocitae annienta in nome del progresso e del benessere, i più romantici come un simbolo della passione.Letture a parte ciò che colpisce e diverte è la carrellata di coloriti e bizzarri personaggi che ruotano intorno alla storia, fra cui un esordiente Jack Nicholson , esilarante nel ruolo del maniaco feticista per le cure dentarie , tale da sperare di rincontrarlo nuovamente sul grande schermo.Che altro dire,"La Piccola bottega degli orrori" è proprio come il suo titolo , un mix di tenerezza e raccapriccio, di ingenuità e talento....Vedere per credere....
ARTICOLO DI: Maria Chiara Orsini























