« Le macchine emersero dalle ceneri dell'incendio nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano aveva infuriato per anni e anni. Ma la battaglia finale non si sarebbe combattuta nel futuro: sarebbe stata combattuta qui, nel nostro presente...OGGI »
Il futuro è oscuro si sa. Non fosse per il fatto che si è pessimisti o addirittura paranoici quanto perché è inconoscibile e per adesso ne su e-bay ne in nessun negozio di mia conoscenza si trova l'oracolare sfera di cristallo. Eppure al cinema, e nell'arte in generale, ogni tanto il futuro arriva. Uso il termine arriva al posto di espressioni tipo viene portato o messo in scena per non rovinare la magia della visione, anzi della finzione, che in certi casi rapisce, proietta, trasforma un pomeriggio come un altro in un viaggio oltre il quotidiano, oltre la realtà e il tempo in cui viviamo. Se il futuro prossimo venturo fosse quello di Terminator ci sarebbe poco da stare tranquilli.
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Avremmo poco tempo per pensare alla critica cinematografica, alla bellezza dell'arte o alle prossime vacanze, tanto saremmo impegnati a fuggire da un' orda di macchine impazzite che ha deciso di eliminare la razza umana dal pianeta. Era il 1984 quando la notte afosa di Los Angeles veniva squarciata da crepitanti lampi blu che portavano sulla terra due inviati dal 2029. Il Terminator, l’assassino perfetto, la macchina incarnata nel corpo statuario di Arnold Schwarzenegger arrivato negli anni ‘80 per eliminare Sarah Connor, futura madre di John, capo della resistenza umana e il suo antagonista inviato da John Connor stesso,Kyle Reese , per proteggere la madre e la sua stessa nascita.
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Primo film che mette in scena un cyborg, Terminator è un esempio di cultura ed estetica apocalittica che negli anni ‘80 ha avuto un proficuo filone sia nel cinema che in altri mezzi espressivi come i fumetti e i cartoni animati. Insieme ad Alien, Mad Max, Kenshiro e Blade Runner, il film di James Cameron propone una visione del futuro tetra e pericolosa in cui gli sbagli e gli azzardi degli uomini nel presente si ripercuotono sulle generazioni future. Questo concetto, presente in tutti gli episodi della saga che ormai è arrivata al 4° capitolo con l’imminente Terminator Salvation, è visto come qualcosa di ancora più pericoloso del killer cibernetico che da la caccia a Jessica Hamilton nel film e rappresenta in definitiva la morale del film che al di là dell’ azione pura e della meraviglia visiva che genera (tutt’ora nonostante i suoi 25 anni di vita) lancia un monito sui pericoli della tecnologia completamente svincolata dall’ etica, che si rivolta contro il proprio inventore.
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La costante situazione di pericolo, l’ impossibilità di nascondersi e fuggire presenti per tutto il film incarnano anche quel periodo di storia americana in cui la paura di una guerra nucleare era ancora presente e alimentata dalla politica Reaganiana, impegnata verso la corsa agli armamenti e la recessione economica che investì il paese nella prima metà degli anni ’80.
In questa atmosfera mortifera di no-future che faceva spuntare un po’ ovunque negli States gruppi punk e no wave filo-nichilisti, Terminator combatte queste paure con la fragilità di una antagonista buona( il protagonista indiscusso resta il cyborg): Linda Hamilton alias Sarah Condor, che combatte contro una forza enormemente più grande di lei impiegando ogni sua fibra nel tentativo di rimanere viva prima per lei, e poi, dopo la rivelazione dell’importante, futura, maternità del capo della resistenza, per l’umanità intera.
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Sarah vive la stessa esperienza della Maria biblica a cui viene annunciata la nascita di Gesù tramite l’ arcangelo Gabriele solo che in questo caso non c’è una immacolata concezione ma una romantica storia d’amore che dura il tempo di una notte.
Pochi film hanno prodotto un effetto sull’immaginario collettivo cinematografico come Terminator: sono innumerevoli i lavori successivi, al di là dei seguiti cinematografici, che hanno come protagonista le vicende narrate nel film di Cameron: dai fumetti ai videogames fino alla serie televisiva da poco arrivata anche in Italia The Sarah Connor Chronicles.
Mentre gli affezionati aspettano trepidanti l’uscita dell’ ultimo capitolo della serie uno di loro, io per la precisione, non ha saputo resistere alla tentazione di scrivere un articolo sul primo indimenticabile capitolo, perché se in questa rubrica si mette quella parte di celluloide di cui è composto il nostro cuore allora il mio , almeno un po’, è fatto di metallo e proviene da un futuro nemmeno troppo lontano.
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ARTICOLO DI: Nicola Terzini
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Titolo Originale: The Terminator
Paese: USA
Durata: 108’
Anno: 1984
Regista: James Cameron
Soggetto e Sceneggiatura: James Cameron
Interpreti: T-800: Arnold Schwarzenegger ; Sarah Connor: Linda Hamilton; Michael Biehn: Kyle Reese.























