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L'attimo Fuggente

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-Eccezionale- Sono uscito dalla sala e le lettere erano disegnate dalle mie labbra, si leggevano sul viso che sorrideva, l’espressione raggiante che gioiva muta.  “Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto”.

Parole che continuavano a rimbombare nella testa, come andassero a sbattere con prepotenza contro alberi, scuotendo la foresta, risvegliando la mente.

Dead poets society è il film del trascrivere emozioni, catalizzato da frasi esplicanti ogni momento con infinita dolcezza, frasi composte alll’acme  del sentimento, frasi che commuovono spontaneamente.

Welton è un’accademia maschile, un collegio rigido e gelido, nel Vermont del 1959. I protagonisti sono invece diciassettenni allegri e pieni, pieni di tutto. Questo tutto, come spesso è accaduto e come continua ad accadere, sarebbe destinato a rimanere, inespresso, dentro di loro.

Ma qualcosa accade. Anzi, qualcuno.

Un ex-studente della medesima scuola, John Keating, assume la cattedra di letteratura.

E della cattedra  fa un vero e proprio palcoscenico dove mettere in scena la potenza dirompente della vita, uno scalino da cui vedere il mondo in maniera differente.

Nessuno è fuori dai giochi, soprattutto a diciassette anni; “carpe diem” il monito e l’imperativo sussurrato da chi sa cosa vuol dire tempo trascorso.

Le lezioni, polarizzate da versi d’autore, tendono all’elevazione attraverso l’unicità, sono mirate alla fioritura del libero pensatore, divengono sprazzi di follia e genialità: “[…] che il potente spettacolo esiste e tu puoi conribuire con un verso” Quale sarà il tuo verso?

I ragazzi accetteranno Keating lasciandosi guidare fuori dalla prigione del conformismo, i più entusiasti riesumeranno addirittura “la setta dei poeti estinti”, un circolo studentesco clandestino, dimostrando l’inizio di un’indipendenza intellettuale. Ma il pensiero diffuso, la mentalità mediocre, riescono ancora una volta a stroncare le ali del sogno.

Neil, colmo di fantasia e voglia di esprimersi, scopre la vita nella recitazione, e la parola passione in tutte le sue sfumature, fino al dolore più letale. Infatti il padre, nel suo futuro, vede solo la laurea in medicina ad Harvard; il teatro è una distrazione inammissibile. Il ragazzo è combattuto fra l’amore per i genitori e la voglia di cogliere l’attimo fuggente, e Keating è con lui, tutti i suoi insegnamenti erano mirati alla consapevolezza della libertà e alla ricerca della propria vocazione.

Il collasso di questa situazione, peggiore di ogni aspettativa, mostrerà a tutti gli effetti nefasti di una mentalità chiusa, provocando la svolta.

Ma la massa continuerà a non comprendere. L’ottusità gioirà nel massacrare un capro espiatorio, l’unico che lottava per sconfiggerla.

 La filosofia keating, che stava conducendo quei piccoli uomini fuori dalla pubertà, viene bollata come inadeguata, fra le righe, pericolosa.

Pare quasi una rievocazione di quell’ ekklesia ateniese del 399 a. C., dove un visionario e pacifico rivoluzionario venne condannato a morte per “corruzione dei giovani”. Egli al contrario, analogamente al professore di questa pellicola, è come uno schiavo imprigionato a vita in una caverna, che per grazia ricevuta giunge alla scoperta della vera libertà e della vera luce, ma che viene distrutto dai suoi simili non appena torna nell’antro dell’ignoranza per renderli partecipi della sua ascensione.

Ma del resto non è che la realtà, storica e quotidiana.

Pochi hanno capito Socrate, forse ancor meno hanno compreso Platone nella sua metafora della vita di questo filosofo; che in tanti si entusiasmino per la fantasia straripante dell’Attimo fuggente è un dato di fatto, ma che altrettanti facciano della propria esistenza un inno alla vita che bruci di verità ed emozione, questa è solo una sincera speranza.

 

ARTICOLO DI: Marco Felici

 

Titolo Originale: DEAD POETS SOCIETY

Regia: Peter Weir

Interpreti: Robin Williams, Robert Sean Leonard, Ethan Hawke, Josh Charles, Gale Hansen

Durata: h 2.09
NazionalitàUSA 1989
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 1989

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