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Psyco

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Un film che, nonostante quasi 50 anni dalla sua creazione, non ha rivali né tra i thriller né tra i gialli che l'hanno succeduto.

Marion Crane è una segretaria che lavora per una società immobiliare. Fuggita con 40.000 dollari in tasca, si reca a Phoenix, dove spera di ricominciare una nuova vita. Durante il viaggio si ferma presso un motel, gestito dal bizzarro Norman Bates, un albergatore amante dell'arte di impagliare gli animali, tanto cordiale quanto irascibile. Durante la notte, Marion viene misteriosamente uccisa mentre si sta facendo una doccia. La sorella, Lila, preoccupata per la sua scomparsa, contatta Sam Loomis, il suo fidanzato e, insieme, cominciano le ricerche aiutati anche dall'investigatore Arbogast. Quando anche Arbogast viene ucciso nel motel, gli altri due si fingono ospiti per poter meglio indagare. Scopriranno un segreto inimmaginabile...

 

Nel 1960, anno dell' uscita di “Psyco”, Alfred Hitchcock aveva già girato capolavori del calibro di “L'uomo che sapeva troppo” (1934, 1956), “Rebecca, la prima moglie” (1940), “Notorius, l'amante perduta” (1946), “Il delitto perfetto” (1954), “La finestra sul cortile” (1954), “La donna che visse due volte” (1958), e si preparava a girare “Gli uccelli” (1963).

 

Traendo la sceneggiatura dall'omonimo romanzo di Robert Bloch, il regista ha creato il miglior giallo della storia del cinema, nonché il suo più importante successo commerciale. Se già nelle pellicole precedenti aveva inserito l'elemento “psicologico”, qui lo fa diventare protagonista. Scene di pazzia o dell'assassinio di Marion o di Arbogast, se quasi oggi ci fanno sorridere, nel 1960 provocarono non poco scalpore.

 

Il cast è ovviamente stellare, dalla protagonista Marion Crane (Janet Leigh, “Il Danubio rosso”), alla sorella Lila (Vera Miles, “L'uomo che uccise Liberty Valance”), fino al fidanzato Sam Loomis (John Gavin, “Tempo di vivere, tempo di morire”), all'ispettore Arbogast (Martin Balsam, “Colazione da Tiffany”) e al sinistro Norman Bates (Anthony Perkins, “Il segno della legge”, che ha reinterpretato lo stesso personaggio anche nei tre sequel del film).

 

Ci sono pellicole di cui non si ricorda la trama, altre di cui si perdono i dettagli e altre in cui un attore diventa l'unico artefice del suo successo. Ma ci sono anche film in cui bastano poche note per ricordare personaggi e situazioni. E quelle poche note sono ciò che fa di una colonna sonora un capolavoro. Psyco è uno di questi film. I violini di Bernard Herrmann (Premio Oscar per “The devil and Daniel Webster”) hanno dato vita a uno dei motivi più famosi della storia del cinema. Chi non si ricorda la scena, che in origine doveva essere muta, in cui Marion Crane viene accoltellata nella doccia, accompagnata dallo stridio in sottofondo?

 

Un pezzo di storia del cinema americano. Da guardare e riguardare, stupendosi ogni volta della maestria del mago del giallo.

 

ARTICOLO DI: Cristina Marcioni

 

Titolo originale: “Psycho”
Nazione: USA
Anno: 1960
Genere: Thriller, giallo.
Durata: 108'
Regia: Alfred Hitchcock
Cast: Janet Leigh, Anthony Perkins, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam.
Voto: 9
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