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Il segreto dei suoi occhi

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Vincitore del Premio Oscar nella categoria Miglior Film Straniero 2010, Il Segreto dei Suoi Occhi (El Segreto de sus Ojos) arriverà nella sale cinematografiche italiane il prossimo 4 Giugno.

Il film è diretto dall’ argentino Juan José Campanella regista di importanti pellicole come El Hijo de la Novia  e   El Mismo Amor, la Misma Lluvia; il suo nome è stato accostato negli ultimi anni anche al panorama televisivo americano per aver diretto alcuni episodi delle serie Dr. House e Law and Order: Special Victim Units.

Con Il Segreto dei suoi Occhi Campanella sposta l’attenzione della critica cinematografica nuovamente sulle produzioni argentine, creando un capolavoro noir internazionale. Il regista si serve di due attori eccezionali, entrambi argentini Ricardo Darín e Soledad Villamil che avevano già lavorato per lui in un altro dei suoi film El Mismo Amor, la Misma Lluvia. Intorno ad essi vi sono una serie di attori che di certo non possono essere chiamati secondari, come Pablo Rago, Javier Godino, Guillermo Francella, José Luis Gioia e Carla Quevedo.

Ricardo Darín interpreta il personaggio di Benjamín Esposito, un ex-poliziotto che dopo essere andato in pensione trova il tempo per dare spazio ad una sua vecchia passione, la scrittura. Decide di scrivere un romanzo e lo fa prendendo spunto da uno dei casi che maggiormente lo aveva colpito durante la sua carriera, si tratta di un caso di stupro e omicidio a cui la legge aveva prestato pochissima attenzione e che lo aveva ossessionato per venticinque anni. Esposito chiede aiuto ad una sua ex-collega che aveva condiviso con lui quel caso e di cui egli era ed è segretamente innamorato. La collega, Irene Menéndez-Hastings (Soledad Villamil) era al tempo dell’omicidio una giovane segretaria alle prime esperienze, mentre la ritroviamo un affermato capo della polizia quando Esposito torna a farle visita. Il tentativo di scoprire particolari del caso e di trovare il colpevole dell’omicidio, da la possibilità ai personaggi di far riemergere sensazioni, paure e sentimenti che erano rimasti nascosti per venticinque anni.

Tratto da un celebre romanzo di Eduardo Sacheri, La Pregunta de sus Ojos, il film viene presentato come una sorta di miscuglio tra un giallo, o meglio un noir, una storia d’amore e un poliziesco. Come lo stesso regista afferma in un intervista “non si sa se il film sia un poliziesco con un forte elemento romantico o un film d’amore con un forte elemento poliziesco”. Procedendo attraverso flashback i protagonisti si ritrovano catapultati nel passato, la storia infatti viene rivissuta attraverso i ricordi vividi di Esposito intento a scrivere il suo romanzo. Il film come lo stesso Campanella afferma è un tentativo di riguardare al passato per comprendere meglio le situazioni presenti. L’omicidio, serve da input ai personaggi per guardare al loro interno, alle loro decisioni e alle azioni passate che certo hanno contribuito a creare il presente in cui vivono. Uno dei più grandi rimpianti e uno dei ricordi con cui maggiormente dovrà lottare Esposito è la debolezza nell’esprimere il suo amore a Irene, debolezza che lo ha portato alla solitudine e che dovrà vincere per andare avanti.. Ma Il Segreto dei suoi Occhi non è solo questo.

All’interno le storie dei protagonisti  si intrecciano con il contesto storico, uno dei momenti più tragici per la storia Argentina, la dittatura e l’inizio del fenomeno dei desaparecidos. L’omicidio avviene infatti in un periodo buio per il paese sudamericano, gli anni ’70, periodo caratterizzato dalla presenza della Triplice A (Alleanza Anticomunista Argentina)  e dal potere militare che agiva attraverso torture e terrorismo. Il film ha, infatti, da questo punto di vista uno scopo forse indiretto e non voluto che coinvolge tutto il popolo argentino, ossia mantenere vivo il ricordo di un periodo così cupo e tenerlo come monito per i tempi futuri.

Il motore di tutto il film è la ricerca della giustizia, il riscatto e la disillusione nei confronti della giustizia del tempo, e ovviamente la memoria.  Il regista mettendo d’accordo molti critici pone la sua attenzione sull’importanza del passato e dei ricordi, sull’importanza  e sulle ripercussioni delle azioni passate, sugli sguardi e  sugli occhi. Questi ultimi fondamentali perché  riescono a trasmettere i sentimenti senza bisogno di esprimerli   e perché in essi risiede la verità assoluta: “Los ojos… hablan” dice Esposito a Irene anche se a volte sarebbe meglio non guardarli .

ARTICOLO DI: Valentina Oriti Monterosso

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