C’era una volta un burbero vecchietto di nome Carl che per tutta la vita aveva sognato di girare il mondo, che aveva visto solo nel buio di una sala cinematografica. Un giorno prese la decisione di esplorare l’America del Sud a bordo della sua casa sollevata in volo da migliaia di palloncini…
Sono i primi minuti di “Up!”, ultima fatica della Pixar Studios, capitanata da John Lasseter, produttore e anima di tutti i maggiori successi della grande casa di animazione, a cominciare da “Toy Story” (1995) per arrivare a “Wall-E” (2008), ormai divenuti dei nuovi classici del cinema per ragazzi.
La storia di quello che oggi è un vero colosso cinematografico, con base a Emeryville, California, inizia sotto un altro nome, quello della LucasFilm di George Lucas, di cui era una divisione; fu acquisita nel 1986 da Steve Jobs, che la rese indipendente e nel 2006 entrò a far parte della “grande famiglia” Walt Disney Pictures, con cui da allora divide costi di produzione e profitti.
“Up!” è solo l’ultima, in ordine di tempo, delle fatiche di migliaia di animators, coordinati dai due registi Pete Docter e Bob Peterson ed è stato presentato a Cannes nella versione 3D, che rende ancor più spettacolare il prodotto.
Si tratta di un vero e proprio film d’avventura che riunisce in sé anche umorismo, personaggi fuori dal comune e quello spirito commovente che accomuna tutti i film Disney.
Oltre all’ultrasettantenne Carl, dal cipiglio severo e ritagliato sui modelli di Spencer Tracy e Walter Matthau, a combinare guai ci sono Russell “un esploratore della natura di 8 anni”, come lo definisce Docter, Kevin, un goffo uccello gigante, che suscita risate al solo comparire sullo schermo per il suo buffo modo di muoversi, e Dug, un cane parlante in puro stile Pixar, doppiato dallo stesso Peterson nella versione originale.
La tecnologia 3D, poi, amplifica il divertimento e sottolinea la bravura tecnica degli animatori che hanno saputo creare fantastici scenari naturali, ma “il segreto di Up non sta solo nel 3D, se non hai una buona storia da raccontare puoi avere tutti gli effetti speciali del mondo, ma non avrai mai un buon film. Non a caso gli autori hanno lavorato per due anni sullo script: i nostri personaggi devono essere degli amici che conosciamo bene.” dice Lasseter.
Da Cannes a Venezia quindi, dove oltre alla proiezione di Up, verrà presentato un film di montaggio sulla storia della Pixar e a seguire, in anteprima mondiale, venti minuti di “La principessa e il ranocchio”, in uscita a Natale, il nuovo progetto che sta coinvolgendo gli studios al momento, perché nell’era di Obama anche le principesse tengono il passo e sfoggiano una pelle rigorosamente color cioccolato.
Nell’immediato futuro ci aspettano tanti nuovi lungometraggi 3D, a cominciare dall’attesissimo Toy Story 3 e Cars 2, le cui anteprime sono già tutte da cliccare su Youtube.
I giorni mancanti all’uscita ufficiale in Italia (15 ottobre) sono ormai davvero pochi, poi non resterà altro da fare che tuffarsi nel magico mondo Pixar, deliziati anche dall’immancabile cortometraggio in abbinato al film che quest’anno si intitolerà “Partly cloudy” (Parzialmente nuvoloso).
ARTICOLO DI: Chiara Ciolfi
























