Dopo Walt Disney e Marilyn Manson tocca a Tim Burton dare vita a una delle più affascinanti e, perché no, misteriose storie della letteratura per ragazzi.
“Alice in wonderland” uscirà oltreoceano a marzo 2010, ma le prime immagini dal set e soprattutto le prime indiscrezioni, del regista stesso, hanno notevolmente contribuito ad alimentare una febbrile attesa.
Burton, regista dalle atmosfere dark e fantastiche, attratto dal mondo delle cosiddette “storie per bambini” ha trovato pane per i suoi denti in quest’avventura ambientata nell’Inghilterra vittoriana in cui ha coinvolto vere e proprie star, su tutti Johnny Depp, alla sua settima collaborazione con il regista nella parte del Cappellaio Matto e la sua compagna-musa Helena Bonham Carter, nei panni della terribile Regina di Cuori, ma anche volti nuovi come la lanciatissima Anne Hathaway (la Regina Bianca) ed esordienti di belle speranze, come nel caso della giovane australiana Mia Wasikowska che interpreta la protagonista Alice.
Trattandosi di Burton e di un soggetto sulla carta per ragazzi, ma potenzialmente capace di parlare anche a tanti adulti, per di più girato in parte usando la nuovissima tecnologia 3D, che ultimamente sembra aver riportato nelle sale, complice la curiosità, un bel po’ di spettatori perduti, il film sembra essere un successo già annunciato.
Ad entusiasmare i “burtoniani”, fedeli fan del regista dalla visionarietà onirica, ma anche coloro che ammirano il suo percorso che si snoda tra musical (l’ultimo “Sweeney Todd”), commedie (il tenero “Big fish”) e avventure animate (“Nightmare before Christmas” e “La sposa cadavere”), è la fiducia nella capacità del regista di regalare un tocco di mistero e magia a tutti i suoi lavori, in questo caso il suo obiettivo dichiarato è: “fare un film che esprima la psicologia del libro e porti freschezza alla storia mantenendone la struttura classica”.
Ci sarà sicuramente chi aveva scommesso che la scelta del regista sarebbe prima o poi caduta su questa favola dai possibili accenti dark e gotici che, pare di aver capito, verrà rivisitata in un’ottica molto autoriflessiva e facendo perno sulla figura di Alice, non più solo spettatrice, come nel cartone animato Disney, di una serie di bizzarri eventi, ma attiva protagonista di un viaggio anche interiore.
ARTICOLO DI: Chiara Ciolfi
























