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Be like others

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In Iran le operazioni chirurgiche per il cambio del sesso sono legali. Contrariamente all’omosessualità, punibile con la morte secondo la Sharia, latransessualità è addirittura vista in maniera positiva perché capace di ridare un equilibrio tra l’identità biologica e quella sessuale. Esempio delle contraddizioni presenti nelle società islamiche moderne, Be Like Others è un documento eccezionale per vedere problematiche legate alla sessualità in un contesto molto lontano dal nostro e che pure sembra avere tratti in comune.

L’ Italia in effetti, mantenendo solo una leggera patina di “libertarismo” occidentale, resta un paese tradizionalista che instaura spesso le stesse discriminazioni che vengono fatte in Iran nei confronti delle persone transessuali. Premiato giustamente al Festival di Berlino con l’ Amnesty International Film Prize, il lavoro della regista Iraniana Tanaz Eshaghian, da sempre impegnata nella rappresentazione della realtà dell’immigrazione e dell’integrazione sociale, sorprende per il suo coraggio, per la naturalezza con cui mette in scena un argomento scomodo e spesso tabù anche in occidente.
Il paese che un tempo si chiamava Persia, che arrivò sino ai confini dell’occidente con eserciti immensi e multiculturali, si presenta ancora indecifrabile all’occhio europeo, così come doveva apparire ai greci che 2500 anni fa ne respinsero le ondate conquistatrici che avrebbero cambiato per sempre la storia di questa parte di mondo. Guardandolo è facile pensare agli scritti sulla promiscuità e sulla libertà degli antichi persiani che tolleravano e praticavano di buon grado l’omosessualità. In qualche modo questo antico tratto del popolo iraniano sembra essere conservato, latente, strisciante, nella società profondamente islamica e tradizionalista di oggi.
Il documentario segue le vicende di alcuni giovani che affollano l’ambulatorio del dottor Bahram Mir Jalali, famoso chirurgo della riassegnazione del sesso, prima e dopo l’operazione, che se da un lato da la possibilità di una vera e propria rinascita, dall’altro espone ai rischi di una discriminazione e di un’esclusione spesso molto dure. La diversità ovunque pone problemi. Lo sa bene la Eshaghian, che è autrice anche di un documentario (I Call Myself Persian) sull’essere iraniana negli stati uniti.

 

Con Be Like Others il respiro della sua opera si fa più internazionale e nasce il legittimo sospetto che di lei sentiremo ancora parlare.

 

ARTICOLO DI: Nicola Terzini

 

Regia: Tanaz Eshaghian
Produzione: Canada, Iran, Usa, Uk in collaborazione con Human Rights Nights e MIT
Durata: 74’
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