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Aspettando Madagascar 2

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MI PIACE SE TI MUOVI!

Nell’estate del 2005 “Madagascar” ha registrato uno straordinario successo a livello mondiale, totalizzando incassi per più di 500 milioni di dollari e aggiudicandosi la qualifica di miglior commedia per famiglie dell’anno.
Quest’anno (il 19 dicembre) i nostri amici Alex, Marty, Melman e Gloria ritornano più agguerriti che mai e con un obiettivo: ritornare a New York!
Ma l’imprevisto è dietro l’angolo, soprattutto se si decide di far pilotare un aereo a Kowalski, Skipper, Rico e Soldato , i famosi pinguini del primo episodio che, visto il successo ottenuto, si sono guadagnati un corto tutto loro (Missione Natale del 2005) e saranno presto protagonisti di una serie animata a loro dedicata.

 

McGrath, sceneggiatore e regista del film, rivela che “l’idea di fare un altro film con gli stessi personaggi venne ancora prima di sapere che “Madagascar” avrebbe avuto tanto successo. Stavamo andando ad assistere alla prima europea quando, ad un certo punto, in aereo, iniziammo a buttare giù qualche idea per il soggetto del secondo film: e se i nostri personaggi fossero arrivati sul continente africano, da cui provengono?”

 

Così i nostri amici si ritrovano, dopo un rocambolesco atterraggio di fortuna, nella savana africana.
Un ottimo espediente per arricchire il già il vivace cast di nuovi personaggi : Zuba, il papà di Alex e maschio alfa del branco; la mamma di Alex, che non vede l’ora di riabbracciare il proprio figlio scomparso misteriosamente in passato; Makunga, che trama di diventare il nuovo maschio alfa del gruppo; Moto Moto (in swahili: “molto focoso“), l’ippopotamo donnaiolo che vive nei pressi dell’abbeveratoio e che farà battere il cuore di Gloria.

 

Ma gli autori non volevano replicare le stesse situazioni e scenette del primo episodio variando solo le ambientazioni: se nel primo film vi erano alcuni momenti di breve introspezione, in questo secondo episodio i personaggi intraprendono una vera e propria analisi interiore: Alex dovrà capire come diventare un vero leone della savana africana; Marty si ritroverà in mezzo a tantissime zebre tutte uguali a lei e quindi si sentirà solo una tra tante; Melman dovrà affrontare i suoi “problemi” di salute e l’amore per Gloria, che si ritroverà spaesata dalla corte serrata di Moto Moto.

 

CREARE E POPOLARE L’AFRICA

 

Per realizzare il primo Madagascar ci sono volute 12 milioni di ore di lavoro, per il sequel 30 milioni: “La grande sfida di questo film erano i branchi che si trovavano un po’ ovunque … zebre, ippopotami, leoni: tanti e tutti di dimensioni diverse. Come facevamo a rendere quelle immagini? Doveva essere tutto talmente enorme: il cielo, le nuvole. La vera sfida era riuscire a rendere le dimensioni giuste in tutta la loro grandezza” (Soria, produttore)

 

Per quanto riguarda le “scene di massa” la maggiore difficoltà era quella di evitare che un determinato animale ripetesse gli stessi movimenti, soprattutto per quelli presenti nelle varie inquadrature a lungo. Era quindi necessario inventare un numero sufficiente di varianti di movimento, cosa non semplice.
Come fare poi a distinguere Marty dalle altre zebre? Tutte sono a strisce bianche e nere!
Alcune volte le hanno dato più luce o hanno oscurato le altre zebre con polvere o sporcizia, altre volte le hanno messe fuori fuoco.
Piccoli accorgimenti, che però richiedono un grande lavoro.

 

L’elemento più difficile da realizzare sono stati i prati: sconfinati con enormi branchi che pascolano in lontananza. Il computer doveva generare ogni singolo filo d’erba, cosa che aumentava in maniera esorbitante il numero di dati da gestire!
Inoltre l’erba della savana è alta all’incirca 90 cm e quindi c’era il problema di farla oscillare verosimilmente al passaggio degli animali. Insomma bisognava animare anche l’erba!
L’utilizzo degli effetti speciali che serve ad animare oggetti inanimati (erba, foglie, polvere, ecc.) viene chiamato effetto invisibile, perché si inserisce nella scena senza che lo spettatore se ne accorga.

 

Un altro problema erano le nuvole: per riprodurre gli imprevedibili effetti e giochi di luci è stato usato un particolare software capace di riprodurre le nuvole sotto forma di elementi tridimensionali che potevano essere illuminati attraverso speciali tecniche al computer.

 

Che dire?
Le premesse ci sono tutte per far sì che Madagascar 2 - Via dall’Isola bissi il successo del primo episodio.
Speriamo non ci deluda!

 

ARTICOLO DI: Caterina D’Urso
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