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In attesa di Hancock

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Nuovo film per il poliedrico Peter Berg (“Cose molto cattive”), per un cast straordinariamente variegato e assortito, dal multiforme Will Smith, all'affascinante e più splendente che mai Charlize Theron, di nuovo insieme dopo “La leggenda di Bagger Vance”.

Si chiama Hancock e di mestiere fa il supereroe. Detto così sembrerebbe perfetto: niente criminali in circolazione, niente disastri a cui rimediare, niente incidenti...se non fosse che è proprio lui a creare la maggior parte dei problemi alla città di Los Angeles. Perchè Hancock non è un eroe comune, non fa il giornalista o il fotografo come alibi, non salva le vecchiette in pericolo o bambini da incendi...Hancock beve, è irascibile, sarcastico, odia tutto e tutti. E allo stesso modo tutti odiano proprio lui, perchè per risolvere guai non fa altro che procurarne altri, di molto più immani proporzioni.
La sua popolarità è davvero sottoterra, fino a quando non incontra il PR Ray Embrey e la sua bellissima moglie Mary...

 

E' il 2007, quando viene affidata la regia a Peter Berg, dopo essere passata per le mani di Michael Mann (“The Aviator”), Tony Scott, Jonathan Mostow e persino del conterraneo Gabriele Muccino, che declina gentilmente l'offerta, asserendo che questo film “non è il suo genere”. E in effetti non ha tutti i torti, visto il già acclamato e pluripremiato successo che lo ha visto protagonista con Will Smith, “Alla ricerca della felicità”. Ciò non toglie che la loro collaborazione stia già avendo un seguito, con la coppia vincente Muccino&Smith al lavoro attualmente per “Seven Pounds”.

 

Che il film sia targato Peter Berg è abbastanza evidente, dalla felpa del Macalester College, frequentato dal regista, indossata dalla Theron prima di andare a letto, alla propria tradizione familiare di fare spaghetti e polpette ogni domenica sera. Nella trama, infatti, ogni giovedì gli Embrey festeggiano “la follia degli spaghetti”, una serata lontano da tutto ciò che distragga dalla vita casalinga. Il piccolo Head (nella pellicola il figlio di Mary e Ray), parlando della scena, ha affermato : ““Avrò mangiato circa venti porzioni. Io mi ero scordato di fare colazione quella mattina perché ero molto eccitato di andare sul set, quindi all’inizio ero contento di mangiare. Ma alla fine della giornata, volevo urlare al mondo di non pronunciare più la parola ‘spaghetti’ in mia presenza”.

 

Il titolo originale che viene suggerito per la pellicola è “Tonight he comes”, poi trasformato in “John Hancock”, e infine abbreviato semplicemente in “Hancock”. Ma è dal 1996 che il film circola nell'ambiente di Hollywood, scritto a più mani da Vincent Ngo, Vince Gilligan (“Triangolo di fuoco”), John August, dallo stesso Peter Berg e da Akiva Goldsman (“A beautiful mind”), sceneggiatore e comparsa, insieme al già citato Michael Mann.

 

Da dove nasce il personaggio di Hancock? Se normalmente è il film che viene tratto da un fumetto, in questo caso è avvenuta la cosa inversa: all'uscita del film sono stati assunti quattro tra i più importanti fumettisti contemporanei per creare cinque copertine di ipotetiche strisce mai realmente realizzate. Così Neal Adams, Jock, Bill Sienkiewicz e Frank Quitely, già collaboratori per la realizzazione di “Batman”, “X-men”, “Vertigo”, “Elektra”, “New Mutants”, si sono messi all'opera e nel giro di poco tempo hanno realizzato quella che dovrebbe essere la “finta” origine di Hancock.

 

A parte questa piccola “bugia” al pubblico, la fotografia è stata affidata al candidato agli Academy Award Tobias Schliessler (“Dreamgirls”), mentre il responsabile degli effetti visivi è il vincitore dell’Oscar John Dykstra. Lo scenografo Neil Spisak, assieme all’art director William Hawkins e all’ideatore dei set Jeff Markwith, ha creato la scenografia più importante,la casa di Embrey, situata nella parte posteriore degli Universal Studios, che si trovava alla conclusione di Elm Street, proprio vicino alla curva di Wisteria Lane, dove abitano le protagoniste di “Desperate Housewives”. Non si possono poi non nominare i responsabili degli effetti speciali John Frazier e Jim Schwalm e coordinatori degli stunt Simon Crane e Wade Eastwood. Gran parte della qualità del film è data, infatti, dalle scene di volo, ideate sin nei minimi dettagli e in cui Will Smith ha dato un'ottima prova. “Ci sono stati dei giorni ventosi”, ha dichiarato, “in cui si volava a trenta metri sopra il terreno, tutto in circa un secondo e mezzo, quindi era una caduta veramente adrenalinica. Era come essere sulle montagne russe, ma senza stare nel trenino. Era veramente dura!”.

 

Che dire poi degli interpreti? Will Smith è il solito caratterista, poliedrico artista, libero a 360°. E' affiancato da Jason Bateman, recentemente visto in “Juno”, da Charlize Theron, sempre bellissima e, per la prima volta, in un ruolo che non rasenti le lacrime o la rabbia. Tutti e tre gli interpreti sono già all'opera nella realizzazione di pellicole di altrettante proporzioni.

 

Infine, la produzione è stata riservata a dei veterani dell'ambiente hollywoodiano, come James Lassiter (“Io sono leggenda”), Ian Bryce (“Salvate il soldato Ryan”), Jonathan Mostow (“U-571”) e Richard Saperstein (“Seven”).

 

In Italia l'arrivo dell'anti eroe “Hancock” è previsto per il 12 settembre. Restiamo in attesa per sapere se sarà il nuovo blockbuster dell'autunno.

 

ARTICOLO DI: Cristina Marcioni
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