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Transformers anteprima mondiale aTaormina

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Quando il fumo artificiale ha invaso la platea del mitico teatro greco – cornice degna di un tale spettacolo – ed ha avuto inizio il gioco di luci laser a ritmo di rock duro si è avuto la sensazione che il Taormina Film Fest aveva in pugno l’evento cinematografico dell’anno.
Ma facciamo un passo indietro. Micheal Bay – regista di fama mondiale grazie a titoli del calibro di “Pearl Harbour” e “Armageddon”- Shia LaBeouf – la nuova promessa del cinema americano considerato l’erede di Tom Hanks – e il produttore Lorenzo di Bonaventura sono giunti ad un famoso hotel di Taormina in elicottero con un nutrito staff al seguito. Conferenza stampa in grande stile al Grand Hotel Timeo e spazio ai fotografi. Tutto rigidamente controllato e monitorato da un’organizzazione tanto efficiente quanto imponente.
E’ ormai noto a tutti che quando la Paramount contattò Micheal Bay lui rifiutò in modo secco. Non aveva alcuna voglia – a suo dire - di confrontarsi con un film che se avesse fallito gli avrebbe messo contro milioni di fan inferociti. Ma il co-produttore, nientemeno che Steven Spielberg, riuscì a convincere il cineasta a visitare i magazzini Hasbro, leader del settore dei giocattoli che produce il marchio Transformers. E’ difficile capire cosa sia scattato nella mente del regista ma istantaneamente accettò il progetto. Poco dopo dichiarò testualmente <>. E subito dopo sui vari forum i fan cominciarono a schierarsi fra favorevoli e contrari.
Ma veniamo alla trama. Due specie aliene, gli Autobot e i Decepticon, si combattono tra di loro e ciò ha determinato la distruzione del loro pianeta d’origine, Cybertron. La terra fatalmente diventerà il terreno dello scontro tra i due nemici, mettendo a rischio il futuro stesso dell'umanità. Come nel più classico degli action movie i buoni da una parte e i cattivissimi Decepticon dall’altra ed in mezzo gli umani, le vittime sacrificali di una lotta senza fine.
Grande spazio viene concesso nella prima parte del film al protagonista, il giovane Shia LaBeouf – 21 anni e gran talento espressivo per lui con alle spalle pellicole come “Bobby” e “Guida per riconoscere i tuoi santi”. Proprio questa prima metà è la più pregevole a livello prettamente cinematografico, perché strutturata solidamente, con dialoghi pungenti ed un’ironia irriverente che arriva dritta al pubblico. Shia ovvero Sam Witwicky è perfetto nel ruolo del bravo ragazzo che per conquistare Mikaela – Megan Fox, talmente bella che potrebbe davvero essere venuta fuori dalle pagine di un fumetto – acquista la sua prima macchina, una vecchia Camaro dalla vernice scrostata e non la Porsche che sognerebbe.
Ben presto però Sam dovrà suo malgrado rendersi conto che la sua macchina ha molta più personalità di quella che vorrebbe e che E-Bay ha fin troppa visibilità. Non voglio privarvi dell’emozione di vedere gli Autobot trasformarsi né di sentire la loro voce metallica. I fan sentiranno di certo un tuffo al cuore ma davanti ad un lavoro di tale complessità cura e dedizione non si può non restare colpiti.
Purtroppo destino comune di tutte le pellicole che parlano di supereroi è quella di tendere a banalizzare il conflitto fra Bene e Male e di assomigliare in modo preoccupante ad un videogame per la frenesia dei combattimenti e i rumori assordanti, finendo per stancare gli spettatori meno volenterosi. Questi due difetti inevitabilmente mettono in ombra una sceneggiatura che per la prima metà intrattiene e diverte con intelligenza.
Accanto a due attori emergenti come Shia e Megan, in “Transformers” troviamo anche Josh Duhamel (Turistas) e attori di fama internazionale come il premio Oscar Jon Voight con una solida interpretazione nei rigidi panni del Segretario della Difesa U.S.A. e John Turturro nei panni di un membro del segretissimo Settore 7. Quest’ultimo ci regala una grande performance impersonando un agente represso e ammalato di potere, una chicca per i suoi fan e per gli amanti del cinema in generale.
Voto: 7. Blockbuster
Si ringrazia per la preziosa collaborazione l’Ufficio Stampa di Taormina Arte.
Articolo di FRANCESCO MUSOLINO ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Del 22/06/2007

 

 

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