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GOOD TIME MAX interviste dalla conferenza stampa

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Alla presentazione di “Good Time Max” in concorso alla 53° edizione del Taormina Film Festival erano presenti il direttore artistico Deborah Young, Vince Jolivette – co-protagonista e produttore – e James Franco che ha scritto e diretto la pellicola, accolto con un boato dalle tante ammiratrici presenti.
- James, ti sei costruito un personaggio con molte sfaccettature, molto profondo. Un bravo ragazzo che non riesce a non cadere in tentazione. Quanto c’è di autobiografico? “Are you a good guy, James”?
- Ascolta e ride divertito. << Il personaggio è basato in parte su persone vere che conosco ed in parte sulla fantasia. Max è un personaggio con un grande potenziale che però finisce per sprecare. Continua ad adottare questo atteggiamento anche se la sua vita va a sfacelo. Un attore desidera ricoprire ruoli di questo genere al cinema perchè non si corrono i rischi della vita vera>>.
- Sullo schermo con Matt Bell c’è un grande feeling tanto che sembrerebbe sia davvero tuo fratello. E’ la prima volta che lavoravate insieme?
- << Normalmente puoi provare una scena più volte ma non conosci davvero l’attore con cui reciti. Invece Matt come molti attori che recitano in questo film proviene da una compagnia teatrale che conoscevo. C’era un ottimo rapporto sul set perchè esisteva un legame profondo con ciascuno di loro creato lavorando a stretto contatto giorno dopo giorno>>.
- Molto interessante la scelta di usare la handycam, per esempio durante la scena del viaggio in macchina – perchè ha reso il racconto più intimo. Il tuo intento era quello di eliminare la finzione del cinema?
- << Durante le riprese ho alternato diversi stili. Ho utilizzato la handycam perchè volevo che il pubblico vedesse la storia dal punto di vista di quel personaggio, direttamente con i suoi occhi, senza nessun filtro>>.
- A cosa stai lavorando al momento?
- << Faremo un corto quest’anno. Una cosa piuttosto insolita. Solitamente si inizia con i corti e poi si passa ai lungometraggi ma io mi sono reso conto che non conosco ancora molte cose del mestiere del regista ed ho intenzione di migliorarmi. Questo corto si basa sul racconto “Red Leaves”, ambientato nel sud dell’America nel 1830>>.
- Questo è il tuo terzo lavoro da regista. Hai deciso cosa farai adesso? L’attore o il regista?
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- Progetti futuri? Hai qualcosa in mente?
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Prima che i fotografi si scatenino, il direttore artistico Deborah Young ci tiene a sottolineare i tanti ringraziamenti ricevuti per aver portato in programma ben due film di James Franco, dando la possibilità al pubblico italiano di conoscere meglio una giovane – eppure già grande – star del cinema.
Si ringrazia per la preziosa collaborazione l’Ufficio Stampa di Tao Arte
Articolo di FRANCESCO MUSOLINO
Del 25/06/2007
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