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At the end of the day

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In una località non ben definita un gruppo di amici decide di avventurarsi in una ex base militare ormai in disuso per cimentarsi nel Soft-Air.

Armati di fucili giocattolo, tute e scarponi, i ragazzi suddivisi in squadre, giocano alla guerra.

Tutto sembra scorrere tranquillamente.

Quando però una di loro scompare e uno dei ragazzi torna dai compagni sostenendo di aver incontrato un uomo dall’aspetto minaccioso, capiscono di non essere soli.

Sarà l’inizio di una nuova fase del gioco, una vera e propria caccia all’uomo in cui i ragazzi diventeranno inconsapevolmente le prede.

Quale sarà la via di fuga?

Tra nascondigli ricavati dai luoghi più angusti e trappole disseminate nel terreno, si delinea la disperata ricerca della ragazza scomparsa, che sarà liberata (forse) solo alla fine del gioco, come “premio” per la squadra vincitrice.

Il primo lungometraggio di Cosimo Alemà, regista conosciuto grazie ai videoclip realizzati per molti dei maggiori artisti del panorama musicale italiano, porta una ventata d’aria fresca e di energia nel cinema italiano, nonostante si apra con la solita didascalia “Ispirato a fatti realmente accaduti”…

Rifacendosi in maniera sottile ed intelligente a  “Un tranquillo week end di paura” di John Boorman (1972), di questo riprende la lenta agonia e l’angoscia palpabile dei protagonisti, immersi in una natura in cui cercano riparo.

Circondati da veterani della guerra armati fino ai denti e disposti a tutto pur di rivivere i discutibili momenti di gloria di quando erano carnefici dei torturati, i protagonisti sono costretti loro malgrado ad utilizzare le stesse tecniche di guerra per sopravvivere e ritrovare l’amica scomparsa.

Niente sembra giocare a loro favore. Né la natura che li circonda, a loro sconosciuta e pervasa da continue minacce nascoste, né la luce del sole che tutto palesa e li costringe ancora di più a mimetizzarsi con l’ambiente circostante. Nemmeno la coesione del gruppo, che inevitabilmente dovrebbe crearsi, poiché ognuno di loro pensa alla sua di salvezza, tranne Lara, la sorella della ragazza scomparsa, che contro tutto e tutti lotta per ritrovarla.

La colonna sonora la fa da padrona, con un sapiente uso del sonoro che esaspera l’angoscia dei protagonisti, e musiche di  Soap & Skin, WW e Hammond.                     

Le riprese in soggettiva svelano in alternanza il punto di vista delle vittime e quello dei carnefici, con un montaggio che ben incalza il ritmo della storia.

Nulla da eccepire inoltre nella scelta del cast che per ragioni di marketing si avvale di giovani attori americani sconosciuti, ma che regalano una buona prova, grazie anche alla loro fisicità mai esibita.

La pellicola si dimostra senza dubbio uno dei film più interessanti dell’ultimo anno, coerente con le aspettative del pubblico, mai scontata, coinvolge lo spettatore nella fuga, nella ricerca, nella paura dei protagonisti.

Un po’ horror, un po’ drammatico, non cede mai alle lusinghe delle splatter. E proprio questa scelta, così poco commerciale, si rivela la carta vincente.

Con un prodotto semplice, a basso costo, ma attento al dettaglio e alla cura dei particolari Cosimo Alema’ esordisce nel grande schermo nella maniera più promettente e a noi non resta che sperare che questo non sia che l’inizio di una lunga carriera cinematografica.

 

Titolo : AT THE END OF THE DAY

Italia

Anno : 2011

Regia: Cosimo Alemà

Cast: Stephanie Chapman Baker, Michael Lutz, Neil Linpow, Sam Cohan, Tom Stanley, Monika Mirga, Valene Kane, Andrew Harwood Mills, Daniel Vivian, Michael Schermi

Produzione: The Mob, Frame by Frame, Bmovie, Eurolab, The Copruducers

Sceneggiatura: Romana Meggiolaro, Cosimo Alemà, Daniele Persica

Montaggio: Alessio Borgonuovo

Distribuzione: Bolero

Genere: Horror/Thriller

Durata: 93 minuti

Uscita: 22 Luglio 2011

Articolo di Laura Febbroni

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