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Adolf Von Trier ???

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Lars Von Trier da Shock: l’anticristo ”compatisce” Hitler e viene espulso da Cannes

 Lars Von Trier è un personaggio accattivante, un regista che sa quello che vuole e un uomo che non manda nessuno a dirla, ma la sua filmografia parla abbastanza per capirlo. Lui è un Anticristo.

Però che potesse scherzare così tanto da suscitare malumori alla kermesse di Cannes, che aveva accolto con clamore il suo “Melancholia”, candidato anche a due nominations, forse era più difficile immaginarlo eppure è accaduto. Ma ripercorriamo le dichiarazioni del regista sul suo film che sono andate poi sciogliendosi una sua scottante opinione personale che ha sconvolto l’atmosfera luccicante di Cannes.

“Melancholia”, è un film in vero stile Von Trier:atmosfere un po’ assurde, personaggi alter-ego, vicende catastrofiche e sofferenti ma elemento portante è la malinconia, vista come uno stato che attraversa determinati momenti delle nostre vita o che in ogni evento è sempre presente. Il regista infatti si è soffermato a parlare di questo elemento predominante.

“Il mio film non è sulla fine del mondo, ma parla di una condizione che tutti vivono, è uno stato mentale che anche io vivo spesso. Il titolo mi ha suggerito la trama attraverso una parola che ritengo sia all’origine di ogni arte. Inoltre sono stato molto chiaro in questo film: di solito guardi un film per sapere come va a finire ma io dall’inizio faccio già capire come andrà a finire, perché quando guardi 007 sai che lui si salverà e vuoi vedere però come si sviluppa l’avventura: così non vedi un film per vedere come andrà a finire, ma sapendo il finale in fondo speri che qualcosa possa sempre cambiare”.

Fin qui è tutto tranquillo, ma Von Trier non ha voglia di svelare troppi particolari sulla procedura del film e allora il regista danese si abbandona al suo solito humor:”E’ stato bello fare questo film….ci siamo fatti prendere da un’atmosfera romantica, però quando ho visto le foto….ho pensato potesse essere una vera merda!Magari però vale la pena vederlo”, e inoltre aggiunge:”Il mio direttore della fotografia mi ha consigliato di non fare l’errore di scegliere attrici troppo giovani e denudarle spesso. Io ci ho messo poco a smentirlo!”

Insomma un humor che non si smentisce mai, e che appartengono alla sfumatura del suo personaggio, ma forse anche alla poetica dei suoi film.

Il vero show però è avvenuto in conferenza stampa dopo la presentazione ufficiale del film “Melancholia”, quando il danese distaccandosi lentamente dalle dichiarazioni inerenti al suo film, come spesso ha fatto, cade in una digressione pericolosa scherzando sul suo essere nazista: “Io lo capisco Hitler. Immagino che sia lì nel suo bunker, e che sbaglia un po’ di cose”. All’inzio sembrava fosse una scherzosa provocazione la sua, un opinione però smentita dal seguito del discorso:”Ma io comprendo Hitler perché capisco un uomo che è pieno di male, e sono contro la Seconda Guerra Mondiale. Mi ritengo vicino agli ebrei ma non troppo però perché Israele è un problema”. Le ultime parole di un discorso no sense hanno acceso gli animi di Cannes, ma come se non bastasse il regista quasi in preda ad un proprio divertimento ha aggiunto dell’altro:” In quanto regista nazista, perché ho scoperto di avere origini tedesche e non ebree come credevo ma sono davvero contento ugualmente. Oltre ad un porno di quelli che produco con la mia società, da girare con Kirsten Dunst e Charlotte Gainsbourg per quattro ore, sto pensando a un film che parli di una soluzione finale  per i giornalisti”.

Ha chiuso così il suo irriverente e gratuito show, che ha messo da parte gli entusiasmi per il suo film e la sua arte ma ha pagato la sua irriverenza umoristica in modo sottile:nel caso avesse ricevuto dei premi grazie alle nomination del suo Melancholia il regista in quanto persona “non gradita” non avrebbe potuto ricevere i premi data la sua immediata espulsione. Le sue scuse, secondo cui sarebbe caduto in una provocazione non hanno rimediato alle inevitabile conseguenze ma sono state accettate chiarendo però che il Festival non dovrà mai più sfociare su questa linea.

Lars Von Trier ha definito il suo Melancholia come “un film catastrofico dai risvolti psicologici, con un enorme pianeta che sta per entrare in collisione con la Terra”, ed è per lui quasi una commedia perché sostiene che assistere alla fine del mondo, visto che tutti dovremo morire, non è poi malaccio.

E lui che dice di far tesoro della sofferenza, magari potrà scrivere anche un film su quest’inedita esperienza: l’Iran lo difende e secondo loro non solo è stato macchiato il Festival ma questi sono metodi antiquati:è come quando la chiesa ritenne eretico Gaileo”.Ma alla fine data la trama del suo Melancholia Von Trier già lo sapeva che andava a finire così, e il finale però è difficile capire se l’avesse già reso chiaro a sé oppure se era solo curioso di vedere come andava a finire “il suo film” a Cannes. Con un po’ di malinconia, e menomale che sulle dite si era tatuato la scritta “Fuck”:forse Cannes se l’era tatuata prima di lui.

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 24 Giugno 2011 10:20 )  

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