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Rio - conferenza stampa

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Descriveteci un po’ il vostro percorso relazionale con i personaggi.

 

Josè Altafini: Il mio personaggio è quello di un cane che cerca di aiutare i nostri due amici pennuti. Ecco, io ho imparato dal mio cane (risata)! In effetti Louis ha pochissime battute, per cui non è stata un’esperienza troppo impegnativa, ma mi ha divertito parecchio.

 

Emilio Carelli: Da quando Minzolini ha fatto un film con Moretti, per me accettare la proposta di Guadagno è diventato un must! Mi hanno aiutato molto nel doppiaggio. Potrebbe non sembrare così, visto dall’esterno, ma è un lavoro molto difficile, ti assorbe fisicamente ed emotivamente. Ma è un’esperienza divertentissima, spero che questo film diventerà un cult, così come è stato per L’era glaciale.

 

Francesco Castelnuovo: Mi hanno chiesto di doppiare Armando, il socio di Tipa. Ho accettato subito. In realtà avevo suggerito di abbozzare una cadenza brasileira, ma non hanno accolto il mio suggerimento, a detta loro troppo transessuale! Questa versione ornitologica di Avatar (sapete, entrambi blu, il maschio inesperto guidato dalla femmina ecc. ecc.) mi ha reso molto felice.

 

Vittoria Cabello: Ho notato una citazione per questa immagine degli innamorati legati. Non voglio azzardare, ma mi ha ricordato Dolls di Kitano

 

Mario Biondi: Miguel è cattivissimo ed è la mia seconda esperienza come doppiatore, la prima è stata Rapunzel. Per me è stato un esperimento meraviglioso, anzi, lo hanno reso ancor più bello Insegno e Guadagno… insomma, sapete come va, devo pur portare i miei 6 figli gratis al cinema, ormai entrare in sala sta diventando leasing (risata)!

 

Rispetto ad un film, doppiare un cartone è complicato?

 

Pino Insegno: Beh, si. È più difficile perché devi dare al personaggio quell’anima che traspira direttamente dal disegno, che lo umanizza, ma che senza una voce non può mai e poi mai essere recepito tale dallo spettatore. Il bello di questo processo è che un personaggio rimarrà per sempre impresso nell’immaginario collettivo con la tua voce. Ad esempio, Diego de L’era glaciale rimarrà per sempre la mia voce, almeno per quanto riguarda l’Italia. A volte ho come l’impressione che siano loro a dare il corpo a me e non io la voce a loro.

 

Quando le capita di doppiare un film straniero, quindi già doppiato, segue il doppiatore originale?

 

Pino Insegno: Si, mi baso molto sulla voce originale, cerco solamente di arricchirla, di arrotondarla. Ad esempio in Ray ho seguito molto Jamie Foxx, anche perché lui è stato eccezionale. In Rio abbiamo preferito evitare l’intonazione brasiliana perché rovinava i tempi delle battute, oltre al fatto che nell’originale non era presente questa cadenza.

 

Quali sono state le cose più complicate per voi? Avete aneddoti da raccontarci?

 

Emilio Carelli: Beh, io non sono abituato a fare la gallina, per cui non so, ditemi voi (risata)! Si, sicuramente ci sono state cose complicate che inevitabilmente sono state affrontate con una buona componente comica. Ad esempio, mentre doppiavo il mio personaggio mi veniva da muovermi come una gallina, proprio perché, come detto prima, il doppiaggio richiede molto impegno fisico ed ogni situazione è differente dall’altra.

 

Victoria Cabello: Io ho vissuto questa esperienza come una puntata in tv, proprio per la corporeità con cui mi sono dovuta esprimere. Durante la registrazione ho tenuto la mano a Guadagno perché mi veniva spontaneo saltargli addosso. Gliel’ho stretta talmente forte che mi sembrava di stritolargliela.

 

Quali sono gli inciampi nel doppiaggio?

 

Pino Insegno: La dizione sicuramente. Poi c’è anche la paura del microfono, l’apnea, la contrazione muscolare per paura di interferire con la registrazione della traccia sonora. Rischi di bloccarti quando risenti la tua voce e non la riconosci come tua. Non riconosci i tempi delle battute, perché non sono i tuoi. Ma, nonostante tutto, insieme al cinema e al teatro, è uno dei lavori più belli.

 

Mario Biondi: Io sono abituato al microfono, data la mia esperienza come cantante, ma il doppiaggio è differente e anch’io ho avuto i miei momenti di apnea.

 

Insegno, da doppiatore è mai stato doppiato?

 

Insegno: Sempre! Specialmente all’inizio. Ho fatto dei film troppo brutti e li mi hanno sempre doppiato. Ho fatto delle serie dove mi hanno doppiato in veneto, altre dove mi doppiavano in milanese. Poi, pian piano, ho iniziato ad entrare nel meccanismo anch’io.

 

Per quanto riguarda le canzoni invece?

 

Mario Biondi: Senza dubbio la musica brasiliana è diversa da ciò di cui mi occupo io. In particolare la canzone che canto io è un mix fra brasileira e rap. È stato difficile si, ma adesso mi inorgoglisce tantissimo.

 

ARTICOLO DI:

Serena Calabrese

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 16 Aprile 2011 06:44 )  

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