Lo faceva Fellini, Orson Welles, lo fa ancora Tim Burton, come del resto mille altri cineasti, tutti sentono il bisogno, più che di intrappolare, di fissare le loro fantasie tramite schizzi, che in seguito confluiranno nello storyboard del film. Prassi molto diffusa, proprio per il suo elevato impatto visivo ed esplicativo delle istanze tecniche al momento dell’elaborazione dell’opera. Altro esempio di fratellanza fra le due arti è la lunga rivisitazione da parte del cinema nello scenario tematico dei fumetti. Sin City, Iron Man, Superman, Spiderman, Batman, Watchman, Dylan Dog, sono tutti esempi che annoverano le molteplici riletture che di essi ne sono state fatte sul grande schermo. Fumetto e cinema hanno linguaggi diversi, dove conta il “trasferimento” da un medium all’altro. Il fumetto ha un tempo stabilito dalle vignette, con un codice scritto e visuale lasciato al lettore; nel cinema invece c’è un flusso temporale affidato al regista e al curatore del montaggio, in cui lo spettatore può entrare ma non può tornare indietro. Come sostiene Alessandro Di Nocera, entrambi hanno dei codici semiotici piuttosto differenti. Questo implica anche una differente tempistica e gestione delle emozioni che il fruitore si trova ad affrontare, oltre alla differente ricezione. Molto meno spesso viene fatto il procedimento inverso, ovvero quello di trasporre un film mediante fumetto. Fausto Brizzi ne è un esempio. In occasione del suo nuovo film Maschi contro femmine, ancora presente nelle sale italiane, il regista ha collaborato con la Disney per la creazione di un fumetto in onore della festa di San Valentino. Già in edicola dal 9 febbraio, sul settimanale Topolino è pubblicata la storia inedita, scritta a quattro mani da Brizzi e Riccardo Secchi, intitolata “Qui, Quo, Qua e il plurinnamoramento”. Strizzando l’occhio al precedente numero “Topolino e Minni in muro contro muro”, antecedente all’uscita in sala del film, stavolta protagonisti dell’azione sono i tre paperi adolescenti. Quattro storie d’amore farcite dalla guerra dei sessi, che da un lato allontana, per poi riavvicinare dall’altro, compongono il tema principale del film. Il regista si è focalizzato soprattutto sull’innamoramento del giovane Lorenzo, nell’opera cinematografica figlio di Marcello (Claudio Bisio) e Paola (Nancy Brilli), coppia divorziata ma apparentemente riunita per preservare la facciata del matrimonio con la madre di lui. Come nella pellicola, Lorenzo si innamora di una compagna di classe e trova nel bidello Rocco un alacre consigliere, interpretato da Ficarra nel film e da Paperoga, personaggio svampito e stravagante, nel fumetto. Le storie di Qui, Quo, Qua sono plasmate sulla stessa ironia e successione di gag che scandiscono i momenti di Maschi contro femmine e sembrano convenire anche sulla stessa morale: per quanto possa essere irta e piena di rischi e di delusioni una storia d’amore, vale sempre la pena tentare. "Questa è la sesta storia che scrivo per Topolino e, diamo a Paperoga quel che è di Paperoga, il papero in questione mi ha regalato stavolta una interpretazione davvero super, degna di essere premiata col Paper di Donatello" è la dichiarazione rilasciata da Fausto Brizzi a proposito del personaggio jolly dell’episodio scritto per la Disney, dimostrando l’affetto e l’entusiasmo con i quali si accosta tanto al cinema quanto al fumetto. Il passo fra i due campi artistici è quindi breve, ma richiede pur sempre un approccio diverso che mette in luce ora le une, ora le altre esigenze stilistiche, attraverso le quali si plasmano le emozione dello spettatore e del lettore. Serena Calabrese
Sin da sempre, cinema e fumetto hanno avuto particolari legami, che col tempo sono andati via via rafforzandosi. Basti pensare alla genesi dell’idea stessa del film, ancora nella sua forma più astratta ed impalpabile, prima ancora di poter parlare di pre-produzione.
























