Sam Taylor Wood esordisce alla regia con Nowhere boy, suo primo lungometraggio cinematografico, mettendoci dentro tutta la sua umanità e il suo talento artistico. Perché questa signora prima di essere una regista è una famosissima artista concettuale molto conosciuta nel campo dell’arte. Questo film, pur non essendo un’opera da annali cinematografici, conferma in pieno la sensibilità e l’attenzione umana che pare siano caratteristiche essenziali dei lavori della Wood.
La trama è tratta direttamente dal libro di Julia Baird, Imagine: Growing up with my brother John Lennon, in cui si racconta l’adolescenza del grande musicista. Perché anche i grandi uomini, quelli che a un certo punto lasceranno un’impronta indelebile nel muoversi delle cose, hanno avuto un’infanzia e un’adolescenza. Sono stati insomma un cumulo di disordine ai blocchi di partenza, hanno dovuto cercarsi e forse trovarsi. E allora la Wood porta sullo schermo i momenti in cui Lennon (Aaron Johnson, bravissimo ma forse un po’ troppo distante fisicamente dal vero John), intorno ai sedici e diciassette anni, inizia per forza di cose a tirare le somme della strada che verrà. Vediamo le due donne, cosi diverse ma che sono state cosi essenziali nella formazione di John uomo e artista: la zia Mimi (Kristin Scott Thomas) severa e equilibrata, con la quale il ragazzo vive da quando aveva cinque anni, e la madre Julia (Anne-Marie Duff) briosa e solare, che ha vissuto la sua vita sulla scia dei suoi amori e che insegnerà al figlio a suonare il banjo e ad amare il rock’n roll. Sono questi gli anni in cui le due menti di quello che poi sarà uno dei gruppi che ha segnato la storia della musica, si incontrano. Un giovanissimo, lindo e tranquillo Paul MacCartney (il piccolo Thomas Sangster, che per l’occasione ha dovuto imparare a suonare con la mano sinistra) già completamente in possesso del suo talento fa da contraltare al nervosismo e alla smania di farsi spazio rumorosamente del giovane John Lennon in formazione.
L’atmosfera è profondamente intima, anche nelle scene all’esterno o in cui si presenta una festa, e resta costante grazie alla curata fotografia, la quale ricostruisce perfettamente le atmosfere che ci si aspetta dagli anni Cinquanta. Liverpool rimane sullo sfondo, perché sono i sentimenti e le passioni di John che ci devono interessare, la sua vita interiore, di cui gli avvenimenti pratici sono solo il risultato. La Wood ottiene questo effetto, credo decisamente voluto, circondando il tutto anche da un’ottima colonna sonora, nella quale ritroviamo alcuni pezzi rock davvero impareggiabili e una chicca assoluta dell’esordio dei ragazzi di Liverpool.
Certo è una storia che i più magari conoscono già, ma anche qualcosa di ben noto può assumere un nuovo fascino quando viene ben raccontato.
Regia – Sam Taylor Wood
Cast – Aaron Johnson, Kristin Scott Thomas, Anne-Marie Duff, Thomas Sangster, David Threlfall, Ophelia Lovibond, Jack McElhone, Josh Bolt, David Morrissey, Angela Walsh, Paul Ritter, Richard Syms, Angelica Jopling, James Johnson, Sam Bell, Richard Tate, Chris Coghill, Andrew Buchan
Genere - Biografico
Durata – 98 minuti
Produzione – Aver Media, Ecosse Films, Film4, Lipsync Productions, North West Vision, UK Film Council
Distribuzione – 01 Distribution
Uscita – Italia, 2010
























