Ciao Mario

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Caro zio Mario te ne sei andato in maniera cosi brutale, violenta, quasi volgare. Te ne sei andato via da questa orrida contemporaneità che non ti apparteneva più da tanti anni. Come spesso rammentavi in quasi tutte le tue ultime interviste, ti era passata la voglia di fare cinema, di creare storie, quindi di vivere. Avevi sempre considerato la realtà attuale, quella della nostra società , priva di spunti, di stimoli da cui trarre illusioni cinematografiche. Queste tue considerazioni  a molti non sono mai andate giù e quel che è rimasto di questo schifo di cinema italiano ti ha abbandonato, senza alcuna riconoscenza. Come ti ha abbandonato tutta la gente e soprattutto i figli dei figli di quegli spettatori che un tempo riempivano le compiante seggiole in legno o moquette che coloravano i cinema.

Non vogliamo in queste poche righe gettare parole per descrivere i soliti cenni biografici o filmografici della tua straordinaria e lunga vita. Più che altro vorremmo ricordarti non come il regista, non come l’autore cinematografico, ma come un immenso libro di storia in cui tutti i tuoi film sono riposti.

Perché vedi, caro zio Mario, i tuoi film hanno insegnato la storia della gente comune e non di questo paese, più di ogni altro libro di scuola. Vogliamo infine noi amici di Gufetto, consigliare alle future generazioni che, speriamo, sentiranno parlare di te, cinque dei tuoi film, spiegando magari in due parole il perché della loro eccezionale forza.

GRAZIE

 

-I SOLITI IGNOTI   Perché è la base assoluta della commedia all’italiana. Un capolavoro di ritmo e robustezza nella messa in scena senza precedenti. In campo alcuni dei più grandi attori del cinema nazionale: Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò, Claudia Cardinale, Renato Salvatori, Carlo Pisacane e Tiberio Murgia.

-LA GRANDE GUERRA  Perché ha un equilibrio perfetto tra comicità e drammaticità, il tutto portato alla ribalta da una coppia inedita per il tempo ma perfetta per quel film e cioè Vittorio Gassman e Alberto Sordi. Leone d’oro a Venezia nel 1959

-AMICI MIEI Perché è un film che ti rimane dentro per tantissimi motivi e che difficilmente riuscirai mai a cancellarlo dalla tua anima. Da un’idea di Pietro Germi, Monicelli realizza, anche grazie all’apporto dei vari Tognazzi, Moschin e Noiret, una meraviglia assoluta della commedia all’italiana. Ironizzando sulla gioia di vivere senza età e sul modo scombinato di affrontare i problemi della quotidianità di un gruppo di cinquantenni. Tra sorrisi e lacrime…Capolavoro!

-UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO Perché è un film di un’attualità spaventosa. Monicelli per la prima volta mischia il suo personale romanzo popolare della commedia, con il film d’impegno sociale, il poliziesco e il film di genere italiano. Ne viene fuori un lavoro con diverse sfaccettature, dal grottesco, al drammatico fino alla più becera e crudele vendetta. Straordinario come sempre Alberto Sordi.

-PARENTI SERPENTI Perché almeno per chi come me nato in provincia agli inizi degli ottanta, questa brillante commedia familiare becca in pieno tutte quelle atmosfere che si respiravano durante le feste natalizie con le riunioni dei parenti. Monicelli disegna meticolosamente una trama narrativa con al centro piccoli e grandi conflitti tra congiunti. Tutto ambientato nella piccola ed affascinate Sulmona.

 

Camillo Leone

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 01 Dicembre 2010 12:42 )  

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