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Stanno tutti bene

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Frank Goode ( De Niro ) è un qualunque rappresentante della vecchia classe media americana, per tutta la vita ha rivestito di PVC i cavi del telefono di tutto il paese guadagnando la sua fibrosi polmonare.

Ha ducato i suoi quattro figli all'etica del produrre e del divenire qualcuno. Ormai vedovo manda giù di traverso la naturale diaspora che ha disseminato i suoi figli in giro per l'America, ognuno alle prese con la propria vita; decide quindi di intraprendere un viaggio ( in treno ) ed andare a trovarli uno ad uno.

La pellicola è la rivisitazione dell'omonimo film di Tornatore del 1990.

Il paragone con l'originale è inevitabile e pone in luce nette differenze comunicative tra il cinema hollywoodiano e quello italiano di alcuni registi : il primo molto legato all'immagine ed al contenuto del messaggio; il secondo invece al lirismo eccessivo e a tratti borioso che è tipico di Tornatore.

De Niro è ingrigito come Mastroianni ma di certo risulta meno imbambolato e trasognante.

I temi delicati del cambio dei tempi, dell'abbandono familiare e della disillusione non necessariamente devono essere affrontati con il manierismo melodrammatico insito nella pellicola originale dove i "fellinismi" si sprecano.

In questo la sceneggiatura americana ne esce vincente: la trama si svolge in maniera pulita e lineare. Gli aspetti più profondi degli argomenti toccati vengono sviscerati in maniera semplice e diretta, rendendo efficace l'intento del regista anche grazie alle ampie capacità espressive del protagonista.

 

Regia: Kirk Jones

Genere: drammatico

Interpreti: Robert De Niro, Drew Barrymore, Kate Beckinsale, Sam Rockwell

 

Stelle ( da 1 a 4 ) = 2

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Novembre 2010 12:47 )  

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