The town

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Ben Affleck è protagonista di ” The Town” presentato anche alle 67°mostra del cinema di Venezia, sua seconda fatica anche da regista dopo il successo di “Gone Baby Gone”. E’ la storia di uomo che cerca di cambiare le sorti della sua vita, di liberarsi di un passato che sembra non dargli speranza di futuro.

La città di Boston è annualmente posta ad una media di 3000 rapine l’anno, e a firmare questi accaduti sono una banda organizzata di criminali che risiedono nel malfamato quartiere di Charlestown, ed è qui che vive anche Doug che non è sfuggito ad un disegno già tracciato dal padre. Lasciata la possibilità di una carriera sportiva, Doug diventa la mente delle rapine che lo attendono in compagnia di Jem, che pur avendo un carattere irruento e spesso violento, è al pari di un fratello. Traffici illeciti, sigarette, alcool e vita allo sbando arricchiscono la vita di questi ragazzi senza speranza. Durante l’ennesima rapina Doug prende in ostaggio una donna, Claire, che scopre abitare a Charlestown: Jem è preoccupato e vuole scoprire se la donna sospetti o abbia capito qualcosa, così Doug decide di occuparsene. Incrociare la vita di Claire però lo porterà a ragionare e riflettere sulla sua…

The Town segue la dinamica dei classici thriller americani polizieschi, dove c’è spazio per l’FBI, la tematica sociale e anche l’amore, un ciclo che viene presentato attraverso un personaggio che ostacolo dopo ostacolo ha la possibilità di potersi riscattare. Proprio questa sua classicità lo rende piacevole e non banale perché Affleck non sbaglia un colpo nel confezionare il suo prodotto, vuole semplicemente raccontarci una storia e farci riflettere sull’eterna lotta tra il bene ed il male ma anche sulla certezza che come dice lo stesso Doug, il passato ci da sempre qualcosa da pagare o quantomeno ci mette dinanzi a scelte difficili per permetterci di vivere il futuro.

Non ci sono esagerazioni, ogni scena ha la sua giusta durata per garantirne la scorrevolezza: sembrano quasi dei livelli ad incastro le ultime scene, quelle che avvicineranno Doug alla sua ricerca di redenzione e desiderio di cambiamento rischiando di perdere tutte le certezze  a proprio modo fino ad allora costruite.

E’ una storia che si presenta come un poliziesco ma in realtà i riflettori sono su Doug, su questo uomo che paga le colpe del padre, che nasce con delle radici sbagliate e cerca di sradicarle all’occasione migliore: è proprio questo che ha spinto Affleck a trasformare il romanzo “Prince of Thieves” di Chuck Hogan in un film. A completare questo progetto ci sono attori che non mancano di film importanti sulle spalle e con candidature agli oscar o anche premi alle spalle.

Doug fa una scelta difficile in un mondo infangato e c’è solo da prenderne esempio: se tutti avessero il coraggio di una scelta così difficile ci sarebbero meno radicazioni del male e più miti ed esempi felici da seguire.

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