Nelle sale il remake del film di George Romeo del 1973; horror-fantasy di scarsa intensità che delude le attese degli appassionati del genere.
Ci aspettavamo di più da questo primo film dell’autore quarantenne Breck Eisner, ex programmatore informatico con il pallino per la telecamera.
Iniziamo però dal solito appunto di rito verso gli adattatori italiani, che stravolgono in maniera “volgare” il titolo del film, in USA uscito come The Crazies, formato del tutto più originale ed appropriato rispetto al nostro La città verrà distrutta all’alba.
La storia è quella vista più volte nel cinema d’oltre oceano. Un piccolo paese, un virus che si diffonde, in questo caso con l’acqua, ed un esercito di zombie assatanati di violenza e sangue.
A fare da contorno alla cosa, stavolta ci si mettono anche i marines, che combinano il fattaccio e poi cercano di rimediare isolando bruscamente il suddetto paesotto e bruciando tutto ciò che poteva essere contaminato, civili compresi.
Ebbene, dov’è allora il problema del film? La prima grossa e visibile mancanza della messa in scena è la quasi totale assenza dei pazzi contaminati, almeno in versione di “massa”. Un oscuramento che toglie la soddisfazione di vedere un popolo di matti scorrazzare in cerca di vittime umane.
Falli e disorientamento anche nella scrittura cinematografica della storia. Sequenze banali , che si concludono in maniera ordinale, nessun fattore sorpresa e qualche gelido segno di tensione horror, che tenta disperatamente di salvare il salvabile.
In questo grosso calderone di abbagli sembra non salvarsi neanche il parco attori.
Si salva solo invece l’attore inglese Joe Anderson in un ruolo da pazzo scatenato che gli si cuce perfettamente addosso.
Scarso e banale l’apporto dei due protagonisti Timothy Olyphant, nei panni dello sceriffo giovane di turno, e Radha Mitchell, la dottoressa del paese, moglie-eroina dello sceriffo stesso.
Di Camillo Leone
Del 29-4-2010
Voto 4.5
























