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Alice in wonderland

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L’attesissima ultima opera del visionario Tim Burton, regista di tanti capolavori, da “Edward mani di forbice” a “Sweeney  Todd” passando per “Big Fish”, è sbarcata nei cinema italiani preceduta da un battage pubblicitario senza precedenti, considerato il basso profilo che Burton ha sempre tenuto in termini di promozione dei suoi film.

Effettivamente tanta attesa e tanta eccitazione hanno probabilmente solo nuociuto al film, alimentando aspettative talmente alte da poter difficilmente essere soddisfatte in pieno.

La storia è stata in parte ripresa fedelmente da “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” e “Alice attraverso lo specchio”, i due capolavori della letteratura per l’infanzia di Lewis Carroll, ma arricchita di elementi fantastici scaturiti dalla fantasia del regista e sceneggiatore, accomunati, però, da un’ispirazione forse non propriamente autentica dato che alcune sequenze ricordano da vicino altre opere fantasy trasposte al cinema, prima tra tutte “Le cronache di Narnia”.

Alice (interpretata dall’esordiente Mia Wasikowska), è una ragazza sulla soglia dell’età adulta che si trova a fronteggiare una scelta difficile: accettare la proposta di matrimonio di un giovane di buona famiglia ma di scarse qualità oppure continuare il lavoro del padre nella compagnia commerciale da lui avviata.

La ragazza fugge dalle responsabilità cadendo dritta nella tana del Bianconiglio e venendo catapultata nel Paese delle Meraviglie in cui tutti, dal Brucaliffo al Cappellaio Matto (un quasi irriconoscibile Johnny Depp), sembrano conoscerla già. Alice scopre di avere una missione da portare a termine: riportare la pace nel Paese detronizzando la malvagia, quanto comicamente sproporzionata, Regina Rossa (Helena Bonham Carter), che spadroneggia dopo  aver  deposto la sorella, la buona Regina Bianca (una leziosissima Anne Hathaway).

Il tortuoso percorso di Alice nel Pese delle Meraviglie riprende in pieno la tradizione del cammino di formazione da compiere sulla Terra, nel Mondo Reale e, trasformandola in una giovane donna, invece che in una ragazzina, si rende ancora più evidente lo scopo finale: il raggiungimento di un maturo equilibrio dopo uno (psichedelico) viaggio interiore.

Ricco di battute – citazioni sulla ricerca della felicità e la necessità di non abbandonare i propri sogni restando sempre un po’ bambini, il film può definirsi riuscito nelle singole scene affidate alla bravura degli interpreti (memorabile l’interrogatorio della Regina Rossa ai camerieri- ranocchi e la preparazione della pozione magica da parte della Regina Bianca, che ricorda tanto certi programmi di cucina), ma debole nel suo impianto narrativo generale, un po’ troppo artificioso nell’insieme.

Il favoloso immaginario di Tim Burton riesce invece a dispiegarsi al suo meglio nella creazione di “Wonderland”, curato fin nei minimi dettagli, anche grazie alle tecnologie digitali, e popolato da creature stranissime e divertenti.

articolo di

Chiara Ciolfi

SCHEDA TECNICA

Alice in Wonderland (Usa 2010)

Un film di Tim Burton

Con Mia Waikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Crispin Glover, Alan Rickman, Michael Sheen

Genere: fantastico

Durata: 108 min.

Produzione: Walt Disney

Nelle sale dal 3 marzo 2010

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