La dispendiosa e spettacolare macchina da guerra di James Cameron ha deluso le aspettative in zona Oscar, vincendone 3 nelle categorie tecniche, ma non al botteghino o nell’entusiasmo del pubblico. Quello che si è già classificato come il miglior incasso di tutti i tempi, aspira ad essere ricordato come il film che ha sfruttato al massimo la tecnologia 3D e ha rivoluzionato il rapporto tra attori, regia ed effetti speciali.
La storia, che ricorda molto da vicino il disneyano “Pocahontas “o “Balla coi lupi” con Kevin Costner, è ambientato in un futuro remoto, sul pianeta Pandora, un mondo primordiale che viene colonizzato dai terrestri per sfruttarne i ricchi giacimenti minerari.
Il pianeta è abitato dal popolo dei Na’vi, ostili al programma di controllo del loro territorio che la compagnia RDA, supportata dall’esercito americano, sta mettendo in atto. Un metodo particolare vede lo sviluppo degli Avatar, interfacce virtuali per cui i centri nervosi di un uomo sono collegati a un alter ego in fattezze Na’vi, così da poter avvicinare gli indigeni e conoscerli dall’interno.
A far questo viene chiamato l’ex marine invalido Jake Sully (Sam Worthington), che però, nel corso di una spedizione nella foresta incontra Neytiri (Zoë Saldana), principessa dei Na’vi, che lo condurrà sempre più addentro all’universo intimamente connesso con la natura in cui vive il suo popolo.
Pervaso da tematiche ecologiste, e antibelliche, Avatar può davvero essere considerato un capolavoro del politically correct che sostiene la trama di per sé un po’ debole e che dà immediatamente l’impressione del già visto. Eppure la vastità dei mezzi tecnici e l’accuratezza che Cameron e tutti i suoi collaboratori hanno profuso nel progetto è evidente nella miriade di meravigliosi particolari che costituiscono il pianeta Pandora e riesce a far dimenticare gli aspetti meno riusciti, come alcuni dialoghi tra i due protagonisti, immergendo lo spettatore in un’esperienza che è al 100% visiva.
Sam Worthington, alla prima grande prova per la notorietà, si candida a nuovo Leonardo di Caprio, che fu lanciato proprio da Cameron con “Titanic”, ed è credibilissimo nella parte del marine paralizzato che cerca una nuova vita e un riscatto in un mondo altro. Sigourney Weaver, nella parte della dottoressa Grace, che gestisce il laboratorio degli Avatar induce un pizzico di nostalgia ripensando ai suoi ruoli da donna di ferro, che infatti interpreta anche qui, infine Zoë Saldana ha avuto il compito più ingrato: recitare per tutto il film nelle sembianze di Neytiri, quindi senza mai mostrare il suo vero aspetto.
La tecnologia del 3D , qui abbinata a quella del motion capture, pone anche il problema di come valutare le prestazioni attoriali, probabilmente si renderanno necessari nuovi criteri e un generale ripensamento del modo di fare cinema. Tuttavia, la speranza è che il futuro non vada solo ed esclusivamente nella direzione indicata da Avatar, che è sì un ottimo prodotto, ma rischia di mettere eccessivamente in ombra le già risicate piccole produzioni che sperimentano nuovi linguaggi cinematografici senza ricorrere a produzioni a sei zeri.
Articolo di chiara ciolfi
SCHEDA TECNICA
Avatar ( USA, 2009)
Un film di James Cameron
Con Sam Worthington, Zoë Saldana, Sigourney Weaver, Giovanni Ribisi, Michelle Rodriguez, Joel Moore, Stephen Lang
Produzione: 20th Century Fox, Giant Studios, Lightstorm Entertainment
Distribuzione: 20 th Century Fox
Genere : fantascienza, 162 min.
Nelle sale dal 15 gennaio 2010
www.avatarmovie.com
























