Lui, lei e l’altro. Peccato però che l’altro in questione sia un killer disposto a tutto pur di sbarazzarsi di loro, tanto da costringerli ad entrare nel Programma Protezione Testimoni e a fuggire dalla amata New York. Ma non tutto il male vien per nuocere e nel polveroso Wyoming Meryl e Paul oltre a cercare di salvarsi la pelle, proveranno a rimettere in piedi un matrimonio giunto ormai al capolinea.
In una New York al limite dello stereotipo facciamo la conoscenza di Paul e Meryl Morgan, una giovane coppia di sposi prossima alla separazione per colpa di un tradimento di Paul.
Lui è un avvocato di successo dalla facile battuta non troppo brillante.
Lei è una delle più affermate immobiliariste che racchiude in sé tutti i luoghi comuni della donna in carriera newyorkese: senza figli, votata al lavoro in forma quasi maniacale, estremamente attenta alla dieta (vegetariana s’intende, ma non disdegna il cibo cinese take away. I misteri e le contraddizioni femminili…).
Logorato dai sensi di colpa e in preda a deliri di onnipotenza, Paul cerca di riconquistare la sua amata con i regali più assurdi e bizzarri, ma con scarsi risultati.
Una sera, dopo una cena che li vede ritrovare la perduta complicità e sciogliere la durezza di Meryl, i nostri si imbattono in un omicidio del quale diventano gli unici testimoni.
Data la pericolosità del Killer entrano a far parte del programma di protezione dell’FBI ed in poche ore si ritrovano nello sperduto e polveroso Wyoming, tra orsi, rodei, fucili e diete ricche di grassi saturi, sotto la supervisione non troppo attenta di un’altra coppia di coniugi, al secolo sceriffo e vice sceriffo Wheeler.
Qui Paul e Meryl saranno costretti a confrontarsi con gli errori commessi durante il loro rapporto, e complice l’atmosfera agreste e la genuinità delle persone che li circondano ritroveranno il senso dello stare insieme.
Ma il killer è ancora sulle loro tracce e questa sarà la prova più dura da affrontare.
Commedia romantica con contaminazioni poliziesche poco riuscite, all’interno della quale troviamo più di una situazione potenzialmente divertente, rovinata dalla mancanza dei giusti tempi delle battute e dalla sceneggiatura poco ispirata.
Neanche la palese difficoltà di adattamento di Paul e Meryl ad un ambiente così diverso dal loro e l’impossibilità di mettersi in comunicazione con i loro amici riesce a generare quella commedia degli equivoci che ci saremmo aspettati.
Tutto scorre in maniera piuttosto forzata e irreale in un film dove nulla sembra essere al posto giusto.
La coppia Sarah Jessica Parker/Hugh Grant non è certamente delle migliori viste fino ad ora.
Lei, tolti i vestiti di Carrie Bradshaw e le scarpe di Manolo Blahnik ci fa rimpiangere il suo personaggio di Sex and the City; lui, accantonato il ciuffo ribelle che tanto ci piaceva in Notting Hill, perde tutto il fascino che l’ha sempre caratterizzato per dar vita ad un Paul piatto e imbolsito.
Poche le scene degne di nota, a parte un buon incipit che concentra tutta l’attenzione dello spettatore sulla voce di Paul che lascia un messaggio nella segreteria di Meryl con evidente goffaggine.
Per il resto i nostri eroi saranno circondati da altre coppie che spesso e volentieri gli ruberanno la scena con battute più simpatiche e maggiore caratterizzazione dei personaggi ( su tutte la coppia Emma/Clay perfetti alter ego di Paul e Meryl).
Estremamente pubblicizzato, il film nulla aggiunge e nulla toglie al genere trattato, ad eccezione della delusione dello spettatore nel rendersi conto che nonostante un buon materiale di partenza, il regista non sia riuscito a superare i cliché di cui la commedia americana straborda.
CHE FINE HANNO FATTO I MORGAN? ( Did You Hear About the Morgans?)
REGIA: Marc Lawrence
PRODUZIONE : Columbia Pictures
Paese: Stati Uniti
Uscita: 19/02/2010
CAST:
Paul Morgan : Hugh Grant
Meryl Morgan : Sarah Jessica Parker
Emma Wheeler: Mary Steenburgen
Clay Wheeler : Sam Elliot
Jackie Drake: Elisabeth Moss
Vincent: Michael Kelly
Earl: Wilford Brimley
SCENEGGIATURA: Marc Lawrence
FOTOGRAFIA: Florian Ballhaus
MONTAGGIO: Susan E. Morse
MUSICHE: Theodore Shapiro
Durata: 139 min.
























