Lo scrittore Federico Moccia ritorna a dirigere la sua “Moccia generation”al cinema,facendo di nuovo cilecca anche lì dove le scene vogliono essere un’esaltazione degli affetti familiari,che sembrano quasi essere inadeguati alla banalizzazione con cui descrive i caratteri dei suoi personaggi.Buona
Moccia ci prova ancora,ma il brodino di adolescenti banali e allo sbaraglio sembra essere sempre lo stesso,anche quando si parla di un gruppo di quattordicenni capeggiate dalla sorridente protagonista Carolina,forse l’unico personaggio realmente piacevole del film.
Se “Scusa ma ti chiamo amore” aggiungeva del miele e dell’assurdo ad ogni scena, Amore 14 è il trionfo della svalutazione delle adolescenti di oggi,che osservate da Moccia, sono sempre e solo in attesa della prima volta,quasi come l’amore fosse una semplice cornice necessaria per giungere ad uno scopo,tanto per accumulare esperienze.
Si salva come sempre nei suoi romanzi e film,la protagonista,un personaggio diverso, ma che alla fine si adegua a tutti gli altri,come spesso accade anche nella realtà,pur di non rimanere esclusi dal cosiddetto gruppo dei “più fichi”.
Carolina s’innamora di Massi,conosciuto per caso in un negozio di dischi,trascorrono un pomeriggio da favola e anche un po’ insolito per essersi conosciuti solo da qualche ora. Lui sembra quasi un principe azzurro per le attenzioni che copre ad una ragazza che conosce da così poco,e ciò rende la storia interessante, ma irreale. Si passa subito ai fatti, non c’è tempo per vivere l’innamoramento giorno per giorno, anche se Carolina sembra essersene completamente innamorata, infatti quando per una serie di eventi perderà le sue tracce, tuttavia coltiverà la speranza di ritrovarlo. Ma nel frattempo voleranno baci come se fossero bicchieri d’acqua, senza chiedersi quanto i ragazzi che si hanno di fronte siano realmente importanti. Sembra che sia solo fondamentale fare esperienza.
Ma in questo trionfo del banale,è possibile trovare anche dei meriti all’acerbo regista:non può lasciare indifferente l’importanza che Carolina da alla sua famiglia,il suo rapporto speciale con il nonno ed il fratello,che diventano i pilastri reali della sua vita.
Alla fine del film però, Federico Moccia sembra ricordarsi anche che la vita reale e vera è un’altra, quando osserviamo Carolina che versa lacrime mentre l’auto in corsa costeggia a qualche metro il mare:l’amore va e viene,e soprattutto le persone cambiano in fretta,anche un ragazzo come Massi,a cui Carolina ha veramente dato amore. Per una volta il sorriso sparisce dal suo viso e anche lei abbandona la maschera da Barbie sempre felice,che ha portato per l’intero film fino al punto da portarci a chiedere se fosse umana anche lei,e non solo così frivola da passare da un ragazzo all’altro senza problemi. Ma non tutto va sempre come vorremmo,e forse è questa consapevolezza che può ancora salvare Moccia.
ARTICOLO DI:Valentina Esposito
Regia:Federico Moccia
Cast:Veronica Olivier, Beatrice Flammini, Flavia Roberto, Raniero Monaco Di Lapio
Genere:Commedia
Durata:95 min.
Produzione:Italia 2009
Distribuzione:Medusa
























