Christian è un ragazzo molto problematico, da anni soffre di aneurisma congenito che gli provoca strane visioni e frequenti svenimenti.
La cura del Dott. Moretti, padre della sua migliore amica Alice, sembra non sortire l’effetto desiderato.
Alice allora chiede al suo compagno, Isaia Deutzberg psichiatra americano avvezzo alla sperimentazione, di prenderlo in cura.
La terapia di Deutzberg consiste nell’ipnotizzare il paziente per far riemergere gli eventi rimossi, indirizzarlo con l’aiuto della sua voce alla ricerca degli elementi soppressi e filmare il tutto per analizzare i miglioramenti e i punti focali delle sedute.
Alice aiuta il compagno nell’impresa seguendo la terapia con la videocamera.
Quello che il Dott. Moretti non è riuscito a raggiungere in anni di terapia, Isaia lo sfiora dopo la prima visita.
Subito infatti lui e la sua compagna si rendono conto che Christian ha rimosso una parte del suo passato caratterizzata da un episodio scioccante e doloroso.
La ricerca della verità porta i tre protagonisti nella città natale di Christian.
Qui proseguono le sedute e i tre si rendono conto che il segreto di Christian è in realtà molto più inquietante di quello che immaginavano.
Davide Tartarini e Simone Cerri Goldstein esordiscono alla regia con una pellicola di genere che ingloba in sé sin troppi richiami del cinema internazionale, alcuni più felici altri meno.
Già dalle prime inquadrature capiamo infatti che il film non è opera di novizi, in realtà sembra preannunciare un risultato discreto, con echi e richiami dall’italianissimo sapore argentiano.
Ma con lo svolgersi della narrazione ci rendiamo conto di trovarci di fronte ad un prodotto di poco spessore.
Una trama piena di buchi e passaggi poco chiari, una recitazione sopra le righe ( e dire che gli attori non sono proprio inesperti) e scelte stilistiche che male si coniugano con lo spessore che la pellicola voleva avanzare.
Perché a parte il montaggio e la scelta della location ( ancora una volta ad omaggiare il cinema italiano di Avati), tutto il resto confluisce verso un’infelice influenza di chiara matrice nipponica, chiaro segno di voler compiacere il genere facilmente commerciabile.
La pellicola appare quindi come un’opera che nasce per palati fini, ma che nel suo svolgersi è stata costretta ad assoggettarsi alle regole del mercato, mantenendo però sempre una certa aura di mistero che la possa collocare comunque al di sopra del mero e semplicistico genere horror.
Delle due, l’una; o si crea un prodotto di facile comprensione e si rimane fedeli alla banalizzazione, oppure si osa fino in fondo, mettendo la propria tecnica e la propria conoscenza al servizio della decima musa.
Ci auguriamo che nel prossimo film Tartarini e Cerri Goldstein sposino posizioni e scelte stilistiche più decise.
HYPNOSIS
ITALIA 2011
Regia : Davide Tartarini, Simone Cerri Goldstein
Cast: Daniela Virgilio, Federico Ceci, Nicola Baldoni, Alberto Mancioppi, Narcisa Bonati
Produzione: Sommo Indipendent Movie
Genere: Thriller
Durata. 100 min.
Articolo di Laura Febbroni
























