Il regista ha riunito per la sua prima volta un cast che da solo riesce a tenere i fili di un film che a volte si confonde tra le luci psichedeliche e la musica degli indimenticati anni della contestazione. La trama è sicuramente piacevole, il pubblico è divertito ed il finale lancia un messaggio che forse rischia però di rimanere sopra i tetti di Napoli. Un cenno, un sasso buttato nel buio, l’occhio strizzato allo spettatore che è libero di intendere quello che ha il piacere e soprattutto la voglia di capire. Sabrina Cereda Cast: Valeria Golino (Rosaria); Cristiana Capotondi (Titina); Luca Zingaretti (Antonio); Libero De Rienzo (Salvatore); Luigi Catani (Peppino); Vincenzo Nemolato (Gennaro); Monica Nappo (Assunta); Massimiliano Gallo (Arturo); Lucia Ragni (Carmela); Gennaro Cuomo (Federico);Sergio Solli (Vincenzo) Regia: Ivan Cotroneo
Ivan Cotroneo ha scritto il libro da cui ha tratto il film che lo vede impegnato, per la prima volta, dietro la macchina da presa come regista. E per farlo è tornato con la memoria alla sua Napoli degli anni ’70 dove ci presenta la famiglia Sansone raccontandocene l’intricata storia d’amore. Sono gli occhi e le suggestioni del piccolo Peppino, figlio di Rosaria e Antonio, a rivelarci la sofferenza della madre per i tradimenti del padre, la stralunata esistenza pre e post mortem del cugino Gennaro e i sogni di una vita oltreoceano degli zii Titina e Salvatore che si infrangono però al primo scoglio dopo Napoli.
























