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L'alba del pianeta delle scimmie

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Un altro prodotto della fabbrica dei sogni, lo stare nel pieno del sistema industriale americano che innanzitutto molto divertimento. Non è totalmente sbagliato ma neanche  completamente giusto. Da notare subito quello scavalcamento di campo come un richiamo all’attenzione, come un passo fuori dalla maniera che dopo il cinema classico è rimasta tutto sommato la stessa, soprattutto al di là del territorio del cinema autoriale. Ma veniamo a noi:

L’Alba del pianeta delle scimmie narra i fatti precedenti al remake di Tim Burton, idealmente corrispondenti, nella vecchia pentalogia, a quelli di “1999-Conquista della Terra” e riscritti adeguatamente ai nostri tempi, per cui compaiono tutti i rischi connessi ad un progresso indiscriminato, all’impudenza avara delle case farmaceutiche, alla biogenetica. Il risultato è decisamente migliore, mentre due produttori che sono anche due degli sceneggiatori fanno ironia sul proprio ruolo contaminando la vicenda con una serie di contraddizioni che finiscono per scavare e svuotare dall’interno il lacrimogeno e norma-le happy-end hollywood-style, senza che una parte del pubblico se ne accorga e strizzando l’occhio, invece, ai più attenti. Eh già perché l’idilliaco rapporto uomo-scimmia, punto di congiunzione fra un mondo (delle scimmie) in rivolta con i propri oppressori (umani), è fondato sulla menzogna. Cesare (la scimmia protagonista) non sa che la causa delle sue sofferenze è proprio il sedicente scienziato e suo “padre” adottivo Will Rodman che afferma “ti è stato somministrato un virus” non “IO ti ho somministrato un virus”, per salvare mio padre, per colmare il vuoto che in lui ha creato l’Alzheimer e trasferirlo su di te, una bestia ora sola e senza origini. Questo il ruolo di un amante degli animali che non troppo coerentemente sperimenta sulle scimmie. Ma come questo, altri sono i casi in cui il messaggio resta in sordina o comunque sotto la patina di una facile etica di superficie, ammiccando allo spettatore critico e sveglio ma da dentro la cornice del film d’intrattenimento. Insomma L’Alba cerca l’incasso ma vuole attrarre e interessare anche lo spettatore esigente e combina alla perfezione la sua ambizione in un prodotto coerente e senza sbavature. Si aggiungano pure le scene d’azione, veramente entusiasmanti grazie alle acrobazie di Andy Serkis- Gollum e alla mdp leggera di Wyatt che compie spettacolari travellig dinamici e dinamizzanti: anzi, il suo lavoro sui ritmi si combina con una buona capacità di sintesi per un risultato di perpetuo coinvolgimento.

Un film di Rupert Wyatt. Con James Franco, John Lithgow, Freida Pinto, Brian Cox, Tom Felton. Titolo originale Rise of the planet of the apes. Avventura, Ratings: Kids+13, durata 105 min. - USA 2011. - 20th Century Fox uscita venerdì 23 settembre 2011

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