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Harry Potter e I doni della morte - parte 2

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It all ends. Questo lo slogan che ha accompagnato il potente battage pubblicitario per il lancio dell’ultimo e definitivo capitolo cinematografico della saga di Harry Potter, a qualche mese di distanza dalla prima parte in cui il regista David Yates e lo sceneggiatore Steve Kloves hanno deciso di dividere l’ultimo libro della serie creata da J.K. Rowling.

La narrazione riprende dal punto in cui Voldemort (Ralph Fiennes) recupera la Bacchetta di Sambuco, uno dei tre Doni della Morte che sia lui sia Harry (Daniel Radcliffe) e i suoi inseparabili compagni d’avventura Ron (Rupert Grint) e Hermione (Emma Watson) stanno cercando in giro per il mondo, pur se con motivazioni e obiettivi del tutto diversi. Nel frattempo, procede la ricerca parallela degli Horcrux, i simboli magici a cui Voldemort ha affidato una parte della propria anima e che devono essere distrutti per poter mettere fine al regime di terrore che egli ha imposto all’intera comunità magica.

 

Tutti i nodi vengono al pettine e quest’ultimo film si propone essenzialmente di concentrare le risposte alle troppe domande accumulatesi nei film precedenti e soprattutto nella prima parte che aveva lasciato in sospeso il ruolo di Severus Piton (Alan Rickman) ora preside di Hogwarts e in una posizione quanto mai ambigua che verrà chiarita man mano che la vicenda si dipana, gettando una luce retrospettiva anche su molti episodi trascorsi e sulla stessa infanzia, mai davvero raccontata, di Harry.

 

Rispetto alla prima parte la narrazione è meglio articolata tra i diversi scenari della Gringott, dove i tre cercano uno degli Horcrux, della dimora di Voldemort che segue i loro passi e di Hogwarts dove si concentra il punto nevralgico della storia e dove ha luogo la battaglia finale tra Mangiamorte e creature dell’oscurità contro i maghi della “resistenza” asserragliati nel castello.

In particolare il dominio di Voldemort rievoca moli tratti dei totalitarismi novecenteschi e presenta più di un punto in comune con terribili dittature come il Nazismo, con la sua ossessione per la “razza pura” e il suo scrupoloso controllo dei mezzi di informazione.

 

Parlare di questo film senza incorrere nel rischio di divulgare spoiler è un’impresa davvero ardua poiché per i non lettori della saga, che l’hanno seguita solamente al cinema, questo film rappresenta veramente il coronamento assoluto e la Risposta con la “R” maiuscola a tutti i dubbi, anche morali, suscitati dal comportamento molto complesso dei vari personaggi.

Importante è ricordare che tutto l’immaginario dei libri è stato enormemente ridotto e semplificato per poter essere concentrato in due ore e mezza di film e che per forza di cose ci saranno particolari non collimanti e soprattutto parti aggiunte rispetto all’opera originale per far capire meglio il ruolo di un personaggio o di un momento in particolare.

 

Soddisfatti o rimborsati? All’uscita dal cinema la sensazione non può che essere quel misto di malinconia e appagamento che accompagna un po’ tutte le conclusioni da un film a una storia d’amore, che mentre scrivono le due magiche paroline “the end” contemporaneamente voltano la pagina.

 

Articolo di Chiara Ciolfi

 

SCHEDA TECNICA

 

Harry Potter e i Doni della Morte- Parte II (USA, Gran Bretagna 2011)

Un film di David Yates

Con Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Helena Bonham Carter, Ralph Fiennes, Tom Felton, Evanna Lynch, Julie Walters, Maggie Smith, John Hurt, Bonnie Wright

Genere: Fantastico

Durata: 130 min.

Distribuzione: Warner Bros. Italia

Nelle sale dal 13 luglio 2011

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