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Un perfetto gentiluomo

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Un perfetto gentiluomo è la storia di due mondi che si incrociano: la realtà e la fantasia di Louis Ives (Paul Dano). Louis è un professore di inglese presso la scuola media privata di Princeton che aspira a diventare uno scrittore al pari di F. Scott Fitzgerald. Dopo una scena imbarazzante davanti alla preside della scuola, Louis viene licenziato e decide di trasferirsi a New York per inseguire il suoi sogno da scrittore. Il giovane professore si ritiene un gentiluomo: cura molto il suo aspetto, nonostante sia un po’ retrò rispetto alla New York dei nostri giorni, ed è molto educato. Louis sembra vivere in un suo mondo dove lui è il protagonista della sua storia e una voce fuori campo, la sua, funge da narratore delle vicende. Giunto a New York Louis trova un lavoro presso un giornale ambientalista, dove conosce Mary Powell (Katie Holmes), una ragazza ambientalista e vegetariana alla moda, e alloggia presso Henry Harrison (Kevin Kline), un “perfetto gentiluomo ” con delle usanze un po’ bizzarre: la mattina presto si dedica al ballo sfrenato in salotto, colleziona palline dell’albero di Natale e conserva la posta nel freezer. Louis viene attratto dal modo di vivere e di essere di Henry tanto che gli chiede di insegnargli il suo lavoro, ovvero “l’extra-man”, un accompagnatore che tiene compagnia a donne facoltose in età avanzata. Louis imparerà da Henry ad essere un “perfetto gentiluomo” e otterrà un posto da scrittore.

Un film bizzarro, apparentemente comico che ci lascia con un dubbio: chi è veramente Louis?                                                         Louis è un ragazzo ambiguo: è attratto dagli indumenti intimi femminili, tanto che più volte ne ruba dei pezzi (prima a Princeton, dove viene licenziato, e poi alla collega Mary). E’ talmente ossessionato che si ferma a osservare le vetrine dei negozi di intimo, ma nonostante questa sua passione, dentro di lui non c’è una donna…c’è un uomo. Dopo aver provato a travestirsi capisce di essere attratto dalle donne e verso gli ultimi minuti del film ci sembra che sia attratto dalle donne più anziane, ma è veramente così? L’unica cosa certa è che ciò che cerca realmente è una donna che lo sappia amare, ma probabilmente nella sua fantasia non c’è, o meglio non è ancora arrivata, mentre nella realtà Mary sembrerebbe la donna per lui, ma non è così. Insomma alla fine della visione di questo film diretto da  Shari Springer Berman e Robert Pulcini ci rimangono molti interrogativi che per tutto il film ci sembrano sempre sul punto di essere risolti, ma arrivati a quel momento, ne sorgono altri. Questi dubbi, forse voluti dai registi, ci sono anche grazie all’interpretazione di Paul Dano e di Kevin Kline. Bellissima coppia che si è calata bene nella parte e ha saputo coinvolgere il pubblico. Kevin Kline era talmente naturale che sembrava essersi impossessato del personaggio di Henry. Buonissima la recitazione di Paul Dano e i suoi costumi, soprattutto i colori scelti per il suo abbigliamento, ci hanno sottolineato la duplicità di questi due mondi, ovvero la realtà moderna e l’ immaginazione di Louis, rimasta agli anni Venti. La parte di Katie Holmes la definirei “breve, ma intesa”. Ha rappresentato una ragazza moderna, che si sta per sposare e che solo alla fine cerca di unire i “due mondi” accompagnando Louis a un matrimonio.

Un film dal punto di vista tecnico molto buono, la storia è coinvolgente, ma ci aspettavamo qualcosa in più nel finale.

 

Articolo di Elisa Lerda

 

Titolo: Un perfetto gentiluomo (The extra man)

Regia: Shari Springer Berman e Robert Pulcini

Genere: Commedia

Anno: 2011

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