Giuseppe Zeno è il protagonista di un film a basso costo che ha come nucleo centrale la dipendenza dalla droga. Il tema è interessante e ancora scottante, pur se ispirandosi alla forte dipendenza di eroina che si venne a creare tra gli anni settanta e novanta eppure c’è un limite:ottima la tematica ma il film non riesce ad andare fino in fondo risultando quasi retorico.
Alan è un ragazzo che messi da parte i sogni, e una vecchia storia d’amore vede nella “roba” l’unica via d’uscita dal pensare e rimurginare su ciò che riguarda il nostro passato e su ciò che non vogliamo affrontare. Entra così in un giro di anime in pena come lui che dal mattino al giorno ripetono di “stare a rota” non appena finisce la roba e finiscono i soldi, da chiedere consta temente a chi capiti sotto tiro. Così trascorre la loro vita, un ricerca infinita e invano da cui uscirne è impresa ardua se non quasi impossibile, quando ci si ritrova abbandonati a se stessi e perfino una madre sembra rassegnata al destino del figlio.
Scopriamo però nel procedere delle scene che Alan porta avanti nel film un dialogo con il sé adolescente, incoraggiato dal padre a diventare un calciatore:un sogno che forse rincorreva più un padre deluso da se stesso che da suo figlio. Il padre di Alan muore, e con lui anche il sogno del calciatore per cui gli mancava il fattore x. E’ ripercorrendo quei momenti che Alan prende una penna e scrive di sé:parole poetiche con cui cerca di ritrovare un pezzo si sé, e la coscienza di una vita che non è ancora finita. La salvezza di cui parla il film è data dall’Amore: non ha importanza da chi provenga l’amore ma sentirselo addosso sulla propria pelle ti spinge a ritrovare un amore inaspettato per la tua condizione di essere umano.
E’ questo il filone su cui si conclude il sesso aggiunto. Il film ha dei ritmi troppo lenti, spesso ci si perde e ci si annoia nel ripetersi della ricerche della roba da parte di Alan e la sua comitiva e a salvare quei tempi morti ci pensa la musica di Nicola Piovani. A salvare il film è la grande interpretazione di Giuseppe Zeno:una recitazione teatrale, intensa che però spesso in scene di umorismo gratuito rischia di risultare fuori luogo, mentre verso la fine del film riusciamo a ristabilire un contatto maggiore con la pellicola, che viene salvata dal tratto letterario, dalla capacità di Alan di raccontare la sua rinascita attraverso la scrittura che forse è la sua vera vocazione.
Quello che lascia perplessi è il modo in cui viene analizzata la psicologia di Alan:il monologo con il suo sé da adolescente e con il padre attraverso il flashback è una buona trovata, ma andava approfondito: molte scene ci mostrano i motivi per cui Alan è finito nel giro della droga, ma sono lasciati al caso senza seguire come e quando l’Alan adolescente si sia cominciato a perdersi.
Pur trattandosi di un film che ha goduto di un budget ristretto, si poteva compiere un’operazione che curasse dei piccoli particolari che avrebbero sicuramente giovato alla pellicola.
Articolo di: Valentina Esposito
Diretto da: Francesco Antonio Castaldo
Cast: Giuseppe Zeno, Myriam Catania, Valentina D'Agostino, Lino Guanciale, Gigi Savoia.
Genere:Drammatico
Produzione:Italia 2011
Distribuzione:Iris Film Distribution
Uscita venerdì 29 aprile 2011
























